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venerdì 31 maggio 2019

Pence assicura: Trump sosterrà il Canada verso la Cina

Mike Pence e Justin Trudeau
Le relazioni tra Stati Uniti e Canada "non sono mai state così forti" e il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence si aspetta che il presidente DonaldTrump, incontrando il suo omologo cinese Xi Jinping al G-20 del prossimo mese in Giappone, esorterà Pechino a rilasciare i due canadesi arrestati nonostante il conflitto in atto sui dazi. "Mi aspetto che la questione sarà nuovamente sollevata al G-20", ha detto Pence, a Ottawa per negoziare un nuovo accordo sul commercio USA-Canada-Messico.
Il premier canadese JustinTrudeau ha in realtà recentemente spesso criticato diverse scelte dell'amministrazione Trump, in particolare l'onda antiabortista affermatasi ultimamente in diversi Stati. Ha tuttavia sollecitato a più riprese un sostegno degli Stati Uniti per il rilascio dell'ex-diplomatico Michael Kovrig e dell'imprenditore Michael Spavor, arrestati il 10 dicembre scorso in Cina in quello che è stato visto come un tentativo di far pressione sul Canada dopo l'arresto della numero uno di Huawei Meng Wanzhou arrestata pochi giorni prima su richiesta degli Stati Uniti. Il tema è stato già sollevato dagli americani durante i colloqui Usa-Cina sul commercio, ma secondo alcuni osservatori in modo piuttosto cauto. (fonte: ANSA-AP)

domenica 1 luglio 2018

Entrano in vigore i dazi antiamericani

Il confine fra Stati Uniti e Canada a Buffalo
Sono entrate in vigore da questo 1° luglio le contromisure canadesi adottate dal governo di Ottawa in risposta ai dazi imposti dagli Stati Uniti e voluti dal presidente americano Donald Trump.
Così, nel giorno in cui il Paese celebra la sua festa nazionale, il Canada Day, vengono imposti dazi del 25% su metalli, ma anche del 10% su oltre 250 prodotti provenienti dagli USA, fra cui anche birra, whiskey e succo d'arancia.

sabato 30 giugno 2018

Il Canada impone tariffe per 12,6 miliardi di dollari sui prodotti USA

Il ministro canadese Chrystia Freeland
Il Canada ha imposto dazi per 12,6 miliardi di dollari su una serie di prodotti statunitensi, tra i quali il succo d'arancia, la salsa ketchup e il bourbon. E' la risposta alle tariffe introdotte da Donald Trump su acciaio e alluminio canadesi, rispettivamente del 25% e del 10%. Contestualmente ai dazi per le merci americane, il governo del premier Justin Trudeau ha annunciato aiuti economici per 1,5 miliardi di dollari alla siderurgia canadese per arginare gli effetti negativi delle misure protezionistiche USA.
"Il Canada ha scelto di rispondere solo con una ritorsione misurata e reciproca, dollaro per dollaro", ha detto il ministro canadese degli Esteri, Chrystia Freeland, che ha dato notizia dei dazi parlando ai metalmeccanici di un'acciaieria di Hamilton, nell'Ontario. Tra gli altri prodotti americani colpiti dai dazi canadesi, figurano la carta igienica e i cetriolini. (fonte: AGI)

venerdì 15 giugno 2018

#BuyCanadian il nuovo grido social in chiave antiamericana

I canadesi hanno iniziato a boicottare prodotti statunitensi dopo la guerra dei dazi scatenata dal presidente Donald Trump e l'attacco al loro premier, Justin Trudeau, che il miliardario ha definito "disonesto e debole" lasciando la riunione del G7.
Secondo quanto riporta CTV News, i consumatori canadesi hanno ridotto gli acquisti di arance della Florida, di bourbon del Kentucky e di vino californiano mentre sui social spopolano gli hashtag #BuyCanadian, ovvero compra canadese, #BoycottUSProducts (boicotta i prodotti USA) e #BoycottUSA (boicotta gli USA). C'è perfino chi ha pubblicato 'guide patriottiche' per gli acquisti durante la guerra commerciale fra Canada e Stati Uniti, mentre il ministro degli Esteri di Ottawa, Chrystia Freeland, non ha escluso potenziali tariffe contro la Trump Organization, l'impero d'affari del presidente americano, per protesta contro i dazi Usa.
(fonte: AGI)

venerdì 8 giugno 2018

Trump, nuovi tweet contro Trudeau

Gli attacchi di Trump a Trudeau
Proseguono le bordate a distanza, tramite Twitter, fra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America, e Justin Trudeau, primo ministro del Canada.
Anche alla vigilia dell'ormai imminente G7, Trump ha 'fatto sapere': "Per favore, dite al primo ministro Trudeau e al presidente (francese, red.) Macron che stanno alzando dazi esagerati e barriere non monetarie". E ancora, poco dopo: "Il primo ministro Trudeau si indigan così tanto, porta su palmo di mano le relazioni avvenute fra i nostri due paesi nel corso degli anni... e intanto danneggia i nostri contadini, uccidendo la nostra agricoltura!".

giovedì 7 giugno 2018

Gli Stati Uniti valutano nuove sanzioni contro il Canada

Steve Mnuchin al giuramento, affiancato da Donald Trump
Gli Stati Uniti stanno discutendo la possibilità di far scattare nuove sanzioni economiche contro il Canada, in risposta alla minaccia del governo di Ottawa di imporre dazi dal prossimo mese su circa 13 miliardi di dollari di merci made in USA, fra cui il succo d'arancia, la salsa di soia e le barche gonfiabili, ritorsioni rispetto ai dazi americani posti su acciaio e alluminio.
Secondo la rete televisiva ABC, il ministro del tesoro americano, Steven Mnuchin, avrebbe esortato il presidente Donald Trump ad esentare il Canada rispetto ai dazi considerando il surplus commerciale americano con Ottawa per oltre due miliardi di dollari sull'acciaio. Per imporre le tariffe, Trump è ricorso a una clausola (Section 232) che attribuisce al presidente il potere di imporre sanzioni economiche per ragioni di sicurezza nazionale.

venerdì 1 giugno 2018

Canada e Stati Uniti, tensione sui dazi e sul NAFTA

Canada e Stati Uniti ai ferri corti dopo i dazi economici su acciaio e alluminio messi in atto dal governo americano nei confronti dei cosiddetti 'alleati', cui il Canada ha subito risposto.
Il premier canadese Justin Trudeau ha inoltre annullato un viaggio a Washington previsto per questa settimana legato alla firma di un clausola dell'accordo NAFTA.
Da parte sua, Donald Trump getta benzina sul fuoco nei rapporti con i vicini del Nord, accusandoli su Twitter di aver "trattato i nostri agricoltori e imprenditori agricoli molto male per un lungo periodo di tempo" e di essere "altamente restrittivi sul commercio". "Devono aprire i loro mercati ed eliminare le loro barriere commerciali!".

martedì 1 maggio 2018

Trudeau ottimista sui dazi ma "sono dannosi per l'occupazione"

I dazi sull'alluminio e l'acciaio sono negativi per l'occupazione negli Stati Uniti e in Canada.
Lo ha affermato il premier canadese, Justin Trudeau, dicendosi "ottimista" sul fatto che gli Usa capiscano i rischi sull'adozione dei dazi.
Donald Trump ha annunciato in marzo l'imposizione di dazi sull'acciaio e l'alluminio, prevedendo però delle esenzioni per alcuni Paesi, fra i quali il Canada e l'Unione Europea. Esenzioni che scadranno nelle prossime ore: senza un annuncio da parte della Casa Bianca i dazi entreranno in vigore l'1 maggio. (fonte: ANSA)

sabato 28 aprile 2018

Nafta, le trattative riprenderanno il 7 maggio

Non si fermano le trattative sul Nafta (North American Free Trade Agreement), l'accordo di libero scambio fra Stati Uniti, Canada e Messico, che il presidente americano Donald Trump ha chiesto di rinegoziare.
I rappresentanti del commercio americano, Robert Lighthizer, canadese, Chrystia Freeland, e messicano, Idelfonso Guajardo, torneranno a incontrarsi a Washington il prossimo 7 maggio. "Nel corso delle ultime tre settimane, le squadre hanno approfondito il lavoro tecnico su tutte le questioni al centro delle negoziazioni", ha reso noto l'ambasciata del Messico negli Usa. Sebbene siano stati fatti dei progressi, restano ostacoli importanti cui si aggiunge il nodo dei dazi Usa sull'acciaio e l'alluminio importati.
Martedì 1° maggio, Trump dovrebbe annunciare quali Paesi saranno esentati dai dazi. (fonte: AGI)

venerdì 2 marzo 2018

Ivanka Trump, sotto la lente gli affari conclusi a Vancouver

Ivanka Trump
Ancora fari puntati su Donald Trump, e questa volta è addirittura il controspionaggio americano teso nella ricerca di nuove prove per screditare il presidente eletto statunitense. Per colpire lui si è stavolta cercato di colpire la famiglia, in questo caso la figlia, la bella Ivanka.
Secondo la CNN, rete televisiva da sempre contraria a Trump, il controspionaggio avrebbe preso di mira una serie di accordi internazionali che Ivanka Trump relativi alle negoziazioni e ai finanziamenti dell'International Hotel e Tower a Vancouver, in Canada.
L'esito dell'inchiesta sarebbe determinante per Ivanka, che punta ad ottenere un nullaosta di sicurezza anche per i dossier top secret in qualità di advisor alla Casa Bianca, che invece è stato negato al marito Jared Kushner. La procedura standard per la concessione dei nullaosta di sicurezza allo staff della Casa Bianca, prevede controlli su tutti gli affari conclusi con realtà estere. (fonte: AGI)

sabato 27 gennaio 2018

Davos, Trudeau, presenta il CPTPP e bacchetta Trump

In attesa di Donald Trump, al Forum Economico Mondiale di Davos fari puntati su Justin Trudeau, che ha improntato il proprio discorso sulla parità di genere economica, spiegando che gli Stati Uniti avrebbero un'economia di 1.750 miliardi di dollari più grande se le donne avessero gli stessi diritti e retribuzioni degli uomini, ennesima 'lezioncina' a distanza nei confronti del presidente americano in procinto di atterrare nella località svizzera.
Il primo ministro canadese ha anche coniato il suo CPTPP, l'accordo commerciale trans-pacifico delineato da 11 Paesi dopo l'abbandono dei negoziati da parte della Casa Bianca, e che al TPP iniziale aggiunge la connotazione 'comprehensive' e 'progressive'. "Sono lieto di annunciare che abbiamo appena raggiunto a Tokyo l'accordo commerciale CPTPP. Abbiamo inserito elementi progressisti per farne un win-win per tutti, è il giusto accordo che porterà più lavoro e prosperità per la classe media in Canada".

giovedì 11 gennaio 2018

Nafta, il Canada si prepara all'uscita degli Stati Uniti

Un incontro dei rappresentanti Nafta
Il Canada si prepara all'uscita degli Stati Uniti dall'accordo commerciale Nafta (North American Free Trade Agreement). Lo riferisce una fonte che preferisce rimanere anonima in vista del prossimo round commerciale a Montreal alla fine del mese.
"Il governo canadese - ha spiegato la fonte - è consapevole della possibilità che il presidente Donald Trump annunci che gli Stati Uniti si ritirino dal Nafta", l'accordo di libero scambio a tre che comprende anche il Messico. Le negoziazioni si svolgeranno a Montreal dal 23 al 28 gennaio prossimi.
I titoli delle società Usa interessate al Nafta sono crollati ieri a Wall Street, mentre le valute canadese e messicana hanno perso terreno contro il dollaro. Trump ha costretto Canada e Messico a rinegoziare l'accordo commerciale siglato nel 1994, avvertendo che in assenza di un accordo gli USA si ritireranno. (fonte: AGI)

giovedì 23 novembre 2017

Trump sorride, il Nebraska approva oleodotto Keystone

L'oleodotto Keystone XL
Con un voto combattuto (3 "sì" e 2 "no"), le autorità del Nebraska hanno concesso il permesso finale per far passare anche nel loro territorio il Keystone XL, il controverso oleodotto di 1897 km che collegherà il Canada alle raffinerie americane. L'unico 'paletto' all'opera - costo previsto otto miliardi di dollari - è che la TransCanada Corp, la società incaricata della costruzione, non potrà farlo sul suo tragitto preferito.
Si tratta comunque di una vittoria del presidente DonaldTrump, dei repubblicani e della lobby petrolifera, sullo sfondo di una deregulation dell'amministrazione presidenziale in campo energetico e dell'uscita Usa dall'accordo di Parigi sul clima. Il tycoon si era schierato a favore sin dalla campagna elettorale e, dopo il suo insediamento, aveva cancellato lo stop del presidente Barack Obama, che aveva bloccato l'opera nel 2015 sulla scia dei timori che il progetto contribuisse alle emissioni di gas serra.
L'autorizzazione è invece una sconfitta per gli ambientalisti, che insieme a nativi americani e ai proprietari dei terreni interessati dall'infrastruttura, si erano opposti evocando i rischi ecologici. Una preoccupazione rilanciata dopo l'incidente di quattro giorni fa causato nel vicino South Dakota da un oleodotto gestito dalla stessa società, da cui sono fuoriusciti 800 mila litri di petrolio che hanno contaminato la zona. (estratto da un articolo di Claudio Salvalaggio/ANSA)

domenica 20 agosto 2017

E' fuga di clandestini dagli Stati Uniti verso il Canada

Rifugiati haitiani in terra canadese
Il Canada sta affrontando un numero "senza precedenti" di richieste di asilo di persone che hanno attraversato il confine dagli Usa. Lo hanno reso noto alcuni funzionari alla CNN.
Una serie di ingressi non autorizzati che sta cominciando, forse per la prima volta nella storia, a porre ai canadesi seri dubbi sulla politica dell'accoglienza che la nazione 'a nord del confine' ha sempre sostenuto, e aumentato dopo l'arrivo di Justin Trudeau al governo.
I cittadini di Montreal sono rimasti sicuramente spaventati da quando hanno visto lo stesso stadio olimpico della città trasformato in campo accoglienza per le migliaia di profughi giunti in città.
"Non abbiamo mai visto questi numeri, anche se i nostri agenti stanno pattugliando 24 ore al giorno", ha dichiarato il portavoce della Royal Canadian Mounted Police (Rcmp), Claude Castonguay. La polizia canadese ha rivelato che circa l'80-85% sono originari di Haiti, e nelle ultime sei settimane in Quebechanno intercettato quasi 7mila richiedenti asilo. "Venire in Canada e chiedere asilo non è la garanzia per una residenza permanente", ha detto il portavoce del ministero per l'immigrazione. I rifugiati haitiani fuggono dal territorio statunitense perché impauriti dalla nuova politica di ordine e controllo sugli ingressi inaugurata dal presidente Donald Trump.

mercoledì 16 agosto 2017

Il Canada diventa sovranista: la teoria della 'remigrazione'

La Destra trova nuovi stimoli dai 'presunti' successi della 'presunta' Sinistra. E così, come negli Stati Uniti il governo di Barack Obama ha portato al successo di Donald Trump, in Canada l'immagine 'buonista' di Justin Trudeau ha risvegliato l'anima nazionalista dei canadesi. Kellie Leitch, Pegida Canada, i conservatori orfani di Stephen Harper. I canadesi che non si sentono rappresentati dall'accoglienza indiscriminata di migranti offerta da Tudeau (e comunque molto più regolata di quella pretesa da certa sinistra italiana) ora alzano la voce. Così come viene raccontato in questo post di Diego Minuti, pubblicato sul sito Globalist.

L'accogliente Canada si fa sovranista: spira nel paese un vento di destra ostile ai migranti
Aumentano i timori della gente comune nei confronti dell'immigrazione e la destra si rafforza: nel mirino il Québec, meta dei rifugiati francofoni

di Diego Minuti

E' come un soffio di vento che, col passare dei giorni, acquista sempre più forza, anche se l'ampiezza del fenomeno è, almeno per ora, circoscritta. Ma il moltiplicarsi di episodi di manifesta ostilità nei confronti degli immigrati che stanno arrivando a migliaia sta creando timori in Canada, Paese che sino ad oggi si è retto economicamente ed anche socialmente sui flussi di persone che l'hanno scelto per cercare migliori condizioni di vita o, anche, per salvare la propria di vita.
Il governo di Justin Trudeau, nel solco dei precedenti, non ha chiuso le porte agli immigrati e richiedenti asilo, grazie ad una economia che, dopo la crisi internazionale, dà confortanti segnali di ripresa e ad una struttura territoriale capace di assorbire nuovi arrivi da utilizzare come forza lavoro nelle zone del Paese dove vi è carenza. Ma questo processo, che sino a pochi anni fa faceva parte integrante dell'anima del Paese (forse il primo ad istituire un ministero federale del Multiculturalismo, per creare spazi e non certo per serrarli), ora viene messo in pericolo non tanto dal manifestarsi di movimenti di estrema destra sovranista, quanto dai timori della gente comune che il Canada potrebbe non reggere al peso di forti flussi di arrivi, soprattutto da Nazioni non capaci di 'offrire' professionalità, ma solo numeri da inserire nel programma di welfare, tra i più avanzati al mondo.
La destra, proprio nelle ultime ore, sembra avere scelto come base per la sua offensiva il Quebec e per motivi abbastanza semplici. Essendo la Provincia a fortissima maggioranza francofona, è quella che più delle altre (nella quasi totalità anglofone) si presta ad accogliere rifugiati da Paesi poverissimi dove la lingua più parlata, ad eccezione dei dialetti, è appunto il francese, quali i Paesi africani del Nord e delle regioni sub-sahariane. E come la disastrata Haiti che, tra eventi naturali devastanti ed una corruzione che ha superato i picchi dell'epoca di 'papa Doc', Francois Duvalier, di nefasta e nefanda memoria, sta assistendo ad una emigrazione enorme che, davanti alle porte chiuse dell'America (non necessariamente quella trumpiana), guarda al Quebec come ad una terra promessa. Dove a tutti viene garantita assistenza, che significa non solo sostentamento economico, ma anche una casa e opportunità di lavoro, grazie a corsi di formazione o riconversione.
Sino a ieri, perché i gruppi o movimenti che si muovevano sotto la superficie della destra tradizionale oggi alzano la testa. Come sta facendo Atalante Quebec che protesta manifestando le sue idee con striscioni e cartelli che spuntano qui e la, nel cuore della notte, nella più grandi città della Provincia a significare il no secco ad una immigrazione che ritengono esiziale.
Sulla sua pagina Facebook, Atalante Quebec ha scritto che migliaia di immigrati legali ed illegali e di rifugiati che arrivano ogni anno in Quebec "rappresentano una minaccia per l'identità quebecchese". La proposta per risolvere il 'problema' è indicata in una inversione di tendenza, quindi con il ritorno nelle rispettive patrie degli immigrati e, contestualmente, se la scelta delle porte aperte ha una matrice sociale ed economica, con un forte impulso ad una 'politica di natalità efficace'. In una sola parola, 'remigrazione', che viene esposta come slogan da attivisti non solo di Atalante Quebec.
Temi che, con qualche sfumatura diversa, sembrano essere eguali in tutto il mondo dove si assiste ad una offensiva di movimenti e partiti di incerta matrice ideologica (ma guai a dirlo a loro, si rischiano insulti e campagne contrarie on line) ma chiaramente collocati a destra che vogliono attingere a piene mani nel serbatoio elettorale degli scontenti, di chi attribuisce ogni male al diverso, mischiando mele cattive e buone. O peggio prendendo spunto da episodi negativi per generalizzare, colpevolizzare, accusare. In parole povere, la politica della parte per l'insieme.
Un serbatoio che, al di là delle parole dette, sembra ingrossarsi davanti a quelle che vengono viste come disparità di trattamento tra gli stessi immigrati o aspiranti tali, con quelli che provengono da zone a rischio (per ultimi, i siriani) che hanno corsie preferenziali per permessi di soggiorno che invece, come accade ad esempio ai giovani europei (tra cui molti italiani), sono tortuose, se non volutamente impervie e penalizzanti.
Neanche il Quebec si sottrae a questo quadro generale perché la politica delle braccia spalancate agli immigrati che ne hanno diritto (ed un occhio benevolo anche verso chi questo diritto non lo ha) viene presa a pretesto per attaccare il governo provinciale di Philippe Couillard, liberale, che, davanti all'offensiva delle parole e delle minacce, ha ricordato che la libertà d'espressione, così come il diritto a manifestare, sono tutelati dalle carte fondamentali del Canada così come del Quebec. "Ho già detto – ha dichiarato poche ore fa Couillard – che la libertà d'espressione permette di dire delle stupidaggini (...). Il nostro ruolo è rispondere a questo con parole di saggezza, equilibrio e soprattutto verità".

domenica 30 luglio 2017

Melania Trump a Toronto per gli Invictus Games

Melania Trump
Melania Trump guiderà la delegazione degli Stati Uniti agli Invictus Games, unica manifestazione internazionale, che quest'anno si svolgerà a Toronto, dedicata a reduci o comunque personale militare rimasto ferito in maniera permanente durante il proprio servizio.
Sarà la prima volta che la moglie del presidente statunitense, Donald Trump, si troverà da sola in missione all'estero.
I giochi, a cui parteciperanno oltre 500 soldati e soldatesse a partire dal 24 settembre e la cui prima edizione si è svolta nel 2014, vedranno la First Lady incontrare il principe Harry d'Inghilterra, ideatore dei Giochi stessi, ispirati ai Warrior Games di Denver a cui Harry aveva assistito nel 2013 durante una visita di una settimana negli Stati Uniti.

domenica 9 luglio 2017

Canada 150, anche Trump saluta Trudeau

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha mancato di fare gli auguri ai vicini canadesi per il Canada Day - l'anniversario della fondazione del Paese che quest'anno segna i suoi 150 anni - e in particolare al primo ministro, Justin Trudeau.
Trump ha scritto su Twitter: "Buon Canada Day a tutto il grande popolo canadese e al vostro primo ministro e e mio nuovo amico @JustinTrudeau. #Canada150".

sabato 3 giugno 2017

Clima: Trudeau deluso, a settembre ospita summit con Cina e Ue

Justin Trudeau e Donald Trump
Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha conversato al telefono con il presidente americano, Donald Trump, per esprimergli la sua delusione per la decisione di portare fuori gli Usa dall'accordo sul clima. Trudeau gli ha anche espresso l'intenzione di continuare a lavorare con i suoi alleati internazionali per affrontare il cambiamento climatico: "Anche se la decisione di Trump è scoraggiante, rimaniamo ispirati da crescente impegno nel mondo per combattere il cambiamento climatico e la transizione verso una crescita economica pulita".
Intanto il ministro canadese dell'Ambiente, Catherine McKenna, ha annunciato che il Canada ospiterà un summit sul clima, a settembre, insieme ad Unione Europea e Cina. (fonte: AGI)

mercoledì 26 aprile 2017

Telefonata Trump-Trudeau, il clima resta teso

Una telefonata di 'disgelo' fra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il primo ministro del Canada, Justin Trudeau. Sono queste le notizie che trapelano dalla Casa Bianca dopo le polemiche sul commercio del legno fra i due Paesi, nella quale Trump ha sferrato proprio contro il 'vicino di casa' la sua prima offensiva commerciale, imponendo tariffe del 20% sull'import di legname e annunciando che il prossimo fronte sarà quello dei latticini.
Ma da Ottawa non c'è ottimismo sul riavvicinamento con gli USA: Trudeau ha bollato come "immotivati" i dazi punitivi sul legname canadese che, secondo gli americani verrebbe sovvenzionato dal governo, annunciando una risposta decisa per tutelare gli interessi dei propri cittadini. "Il governo difenderà con vigore gli interessi dell'industria canadese del legno, come abbiamo fatto con successo in tutte le passate dispute con gli USA", ha detto Trudeau.

Stati Uniti-Canada, è guerra sul commercio di legname

Donald Trump (foto tratta dal The Star, Carolyn Kaster / AP)
E' sempre più guerra fra Canada e Stati Uniti dal punto di vista commerciale, in attesa della revisione dell'accordo Nafta: l'amministrazione di Donald Trump ha infatti rivelato di voler imporre con valore retroattivo una tariffa doganale del 20% sull'import di legname canadese, usato normalmente per costruire le case unifamiliari.
Una mossa che andrebbe a colpire un giro d' affari di circa 5 miliardi di dollari.
Lo ha annunciato ai media statunitensi il segretario al commercio americano, Wilbur Ross, spiegando che si tratta di una misura punitiva dopo che il presidente Trump aveva accusato la scorsa settimana il Canada di danneggiare le aziende americane con misure protezionistiche su certi prodotti agricoli. La ritorsione riguarda le province canadesi che avrebbero consentito di tagliare i boschi a costi sussidiati in modo improprio, vendendo il legname a prezzi più bassi. La decisione è stata presa in via preliminare e ora dovrà essere approvata dal dipartimento del commercio.
Da parte canadese, il primo ministro, Justin Trudeau, ha parlato di "ispessimento" dei confini, ricordando che i due Paesi sono economicamente interconnessi, ma che la relazione non è a senso unico. Trudeau ha anche sottolineato che milioni di posti di lavoro americani dipendono dal tranquillo flusso di merci, servizi e persone attraverso la frontiera.