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venerdì 31 maggio 2019

Pence assicura: Trump sosterrà il Canada verso la Cina

Mike Pence e Justin Trudeau
Le relazioni tra Stati Uniti e Canada "non sono mai state così forti" e il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence si aspetta che il presidente DonaldTrump, incontrando il suo omologo cinese Xi Jinping al G-20 del prossimo mese in Giappone, esorterà Pechino a rilasciare i due canadesi arrestati nonostante il conflitto in atto sui dazi. "Mi aspetto che la questione sarà nuovamente sollevata al G-20", ha detto Pence, a Ottawa per negoziare un nuovo accordo sul commercio USA-Canada-Messico.
Il premier canadese JustinTrudeau ha in realtà recentemente spesso criticato diverse scelte dell'amministrazione Trump, in particolare l'onda antiabortista affermatasi ultimamente in diversi Stati. Ha tuttavia sollecitato a più riprese un sostegno degli Stati Uniti per il rilascio dell'ex-diplomatico Michael Kovrig e dell'imprenditore Michael Spavor, arrestati il 10 dicembre scorso in Cina in quello che è stato visto come un tentativo di far pressione sul Canada dopo l'arresto della numero uno di Huawei Meng Wanzhou arrestata pochi giorni prima su richiesta degli Stati Uniti. Il tema è stato già sollevato dagli americani durante i colloqui Usa-Cina sul commercio, ma secondo alcuni osservatori in modo piuttosto cauto. (fonte: ANSA-AP)

mercoledì 13 giugno 2018

Mondiali 2026 in Nord America, ci sarà anche il Canada

Saranno Stati Uniti d'America, Canada e Messico a ospitare la Coppa del Mondo di calcio per l'edizione 2026. Lo ha deciso la FIFA in una riunione svoltasi a Mosca, con una votazione in cui la candidatura americana ha ricevuto 134 voti contro i 65 del Marocco (per cui ha fra l'altro votato l'Italia), l'altra candidata.
L'edizione 2026 sarà la prima a 48 squadre, per un totale di 80 partite. Di queste, 60 si disputeranno negli Stati Uniti (incluse tutte quelle dai quarti di finale in poi), mentre Canada e Messico ospiteranno 10 partite ciascuno.
Del trittico di nazioni organizzatrici, il Messico ha organizzato già due fasi finali (1970 e 1986), mentre gli Stati Uniti ne hanno organizzata una sola (1994). Per il Canada si tratterà invece di una prima volta assoluta. Le città canadesi coinvolte nell'evento dovrebbero essere Toronto, Montreal ed Edmonton.

giovedì 7 giugno 2018

Gli Stati Uniti valutano nuove sanzioni contro il Canada

Steve Mnuchin al giuramento, affiancato da Donald Trump
Gli Stati Uniti stanno discutendo la possibilità di far scattare nuove sanzioni economiche contro il Canada, in risposta alla minaccia del governo di Ottawa di imporre dazi dal prossimo mese su circa 13 miliardi di dollari di merci made in USA, fra cui il succo d'arancia, la salsa di soia e le barche gonfiabili, ritorsioni rispetto ai dazi americani posti su acciaio e alluminio.
Secondo la rete televisiva ABC, il ministro del tesoro americano, Steven Mnuchin, avrebbe esortato il presidente Donald Trump ad esentare il Canada rispetto ai dazi considerando il surplus commerciale americano con Ottawa per oltre due miliardi di dollari sull'acciaio. Per imporre le tariffe, Trump è ricorso a una clausola (Section 232) che attribuisce al presidente il potere di imporre sanzioni economiche per ragioni di sicurezza nazionale.

lunedì 21 maggio 2018

Mondiali hockey ghiaccio 2018, per il Canada umiliazione finale

Si è chiuso come peggio non poteva il Mondiale di hockey ghiaccio del Canada. Dopo la sconfitta in semifinale contro la Svizzera, per i nordamericani è giunto anche il ko nella 'finalina' per il 3°/4° posto, ovvero il erby contro gi Stati Uniti. Sconfitti dai 'cugini' già nella partita d'apertura dei Mondiali, i canadesi si sono dovuti inchinare per 4-1 nel match che ha assegnato il bronzo.
Dopo un primo periodo senza reti, americani avanti con Chris Kreider e poi raggiunti da Marc-Edouard Vlasic. Lo 'strappo' nel periodo finale, fra il 53' e il 58', con le reti nell'ordine di Nick Bonino, Lee Anders e chiusura ancora di Kreider, per un'altra manifestazione vissuta al ribasso dalla nazionale canadese.
L'americano Patrick Kane, nominato MVP della manifestazione, ha chiuso con un totale di 20 punti, eguagliando il totale del canadese Dany Heatley del 2008, e primo statunitense a vincere la classifica dei 'punteros' dai tempi di Bruce Mather nel 1949.

venerdì 23 febbraio 2018

Pyeongchang 2018: Canada, sconfitta bruciante nell'hockey femminile

Sconfitta durissima per l'hockey ghiaccio femminile 'made in Canada', costretto a bere l'amaro calice della sconfitta, battute per 3-2 dopo gli shootout dai rivali di sempre, gli Stati Uniti, che ritrovano invece l'oro olimpico dopo 20 anni. Match-winner, alla sesta serie di penalty, Jocelyne Lamoureux-Davidson.
La gara aveva visto le americane andare in vantaggio nel primo periodo, quindi con una maiuscola seconda frazione, la squadra della 'foglia d'acero' era riuscita a rovesciare la situazione, ma nel finale del terzo drittel le statunitensi avevano trovato la rete del pareggio, portando così l'incontro dapprima all'overtime e quindi ai rigori.
Era dai Giochi di Nagano 1998, l'edizione dove l'hockey in rosa aveva fatto il suo esordio a Cinque Cerchi, che gli Stati Uniti non riuscivano a rivincere il titolo
olimpico. Da Salt Lake City 2002 a Sochi 2014 la medaglia d'oro era sempre stata vinta dalle canadesi.
Alla gioia per la vittoria, arrivata in coincidenza con la celebrazione del 'Miracle on Ice' (la vittoria della squadra universitaria americana di hockey nel 1980 sulla potente nazionale dell'Unione Sovietica ai Giochi di Lake Placid), si è unito anche il presidente americano Donald Trump, con un tweet di complimenti alle 'ragazze a stelle e striscie'. E un twitter di gioia proprio riferito alla Lamoureux-Davidson è stato lanciato niente meno che da Britney Spears.
La medaglia di bronzo è andata alla Finlandia, impostasi pure 3-2, ma nei 60' regolamentari, sulla squadra delle atlete olimpiche della Russia.

mercoledì 26 aprile 2017

Stati Uniti-Canada, è guerra sul commercio di legname

Donald Trump (foto tratta dal The Star, Carolyn Kaster / AP)
E' sempre più guerra fra Canada e Stati Uniti dal punto di vista commerciale, in attesa della revisione dell'accordo Nafta: l'amministrazione di Donald Trump ha infatti rivelato di voler imporre con valore retroattivo una tariffa doganale del 20% sull'import di legname canadese, usato normalmente per costruire le case unifamiliari.
Una mossa che andrebbe a colpire un giro d' affari di circa 5 miliardi di dollari.
Lo ha annunciato ai media statunitensi il segretario al commercio americano, Wilbur Ross, spiegando che si tratta di una misura punitiva dopo che il presidente Trump aveva accusato la scorsa settimana il Canada di danneggiare le aziende americane con misure protezionistiche su certi prodotti agricoli. La ritorsione riguarda le province canadesi che avrebbero consentito di tagliare i boschi a costi sussidiati in modo improprio, vendendo il legname a prezzi più bassi. La decisione è stata presa in via preliminare e ora dovrà essere approvata dal dipartimento del commercio.
Da parte canadese, il primo ministro, Justin Trudeau, ha parlato di "ispessimento" dei confini, ricordando che i due Paesi sono economicamente interconnessi, ma che la relazione non è a senso unico. Trudeau ha anche sottolineato che milioni di posti di lavoro americani dipendono dal tranquillo flusso di merci, servizi e persone attraverso la frontiera.

venerdì 10 febbraio 2017

Trump incontrerà Trudeau il 13 febbraio alla Casa Bianca

E finalmente arrivò il giorno del grande incontro: l'America di Sinistra incontro l'America di Destra. I leader di Canada e Stati Uniti si troveranno uno di fronte all'altro lunedì 13 febbraio, quando il primo ministro canadese Justin Trudeau scenderà lungo il confine, fino a Washington, per incontrare (o affrontare?) il presidente Donald Trump alla Casa Bianca.
Trudeau sarà il terzo capo di governo ricevuto da Trump, dopo la britannica Theresa May e il premier giapponese Shinzo Abe, atteso per oggi. "Forti relazioni fra Stati Uniti e Canada aiutano la classe media di entrambe le nostre nazioni. Lunedì incontrerò Donald Trump in DC (Washington, ndr) per continuare con questo identico obiettivo", ha twittato Trudeau sul proprio profilo 'social'.
Al centro del colloquio la rinegoziazione del trattato di libero scambio Nafta fra Usa, Messico e Canada, ma probabilmente si parlerà anche di accoglienza di rifugiati e altri aspetti economici.

venerdì 20 gennaio 2017

Donald Trump, da Justin Trudeau messaggio di congratulazioni

Justin Trudeau durante un suo viaggio a Washington
Donald Trump giura come 45° presidente degli Stati Uniti, ma il primo ministro del Canada, Justin Trudeau, preferisce andare a raccogliere voti in un Paese che gli si sta rivoltando contro.
L'assenza del premier canadese non è stata di certo l'unica di rilievo al giuramento di Trump, ma comunque Trudeau ha per lo meno (e ci mancherebbe pure) voluto inviare un messaggio di congratulazioni al suo nuovo 'vicino di casa'.
“Il Canada e gli Stati Uniti hanno costruito una delle più forti relazioni fra due nazioni che possano esistere al mondo. Questa collaborazione continua ed è essenziale per condividere la nostra prosperità e sicurezza". Forse poteva impegnarsi un po' di più...

domenica 13 dicembre 2015

Obama invita Trudeau, cena di stato alla Casa Bianca

Justin Trudeau in Canada, Barack Obama negli Stati Uniti, le similitudini si sprecano, a partire dalle assonanze legate a quel presunto mondo 'libertario' che entrambi si sforzano di rappresentare e che costituisce la base del loro successo, sia in patria ma soprattutto all'estero.
E così il neo primo ministro canadese verrà accolto con tutti gli onori dal suo omologo statunitense durante la visita di Stato prevista all'inizio del 2016.
Il presidente Obama organizzerà infatti in onore di Trudeau una cena di stato alla Casa Bianca, privilegio riservato a pochi, visto che l'ultima celebrata per un leader canadese risale al 1997, quando Bill Clinton ospitò il primo ministro Jean Chretien.
Il padre dell'attuale premier canadese, Pierre Trudeau, ricevette lo stesso onore quando, anche lui nelle vesti di primo ministro, venne invitato alla Casa Bianca da Gerald Ford nel 1974 e da Jimmy Carter nel
1977.

mercoledì 11 settembre 2013

11 settembre 2001: il Canada e Operation Yellow Ribbon

11 settembre 2001: dal giorno di quell'evento che cambiò (almeno in parte) una fetta della nostra storia comincia a essere passato parecchio tempo, ma resta intatto lo sforzo e il contributo dato dal Canada in quei momenti terrificanti.
Quello fornito dal 'Paese a nord del confine' fu infatti un contribuito fondamentale nell'aiuto agli Stati Uniti: lo spazio aereo statunitense venne infatti completamente dirottato a nord grazie a quella che sarebbe passata alla storia come Operation Yellow Ribbon.
Operation Yellow Ribbon fu infatti il nome del programma ideato appena dopo gli attacchi dell'11 settembre da Transport Canada per gestire il gran numero di voli aerei delle compagnie aeree civili deviati a causa dell'assalto alle Twin Towers. L'obiettivo del Canada era quello di garantire che il traffico aereo venisse spostato il prima possibile dallo spazio aereo statunitense nella maniera più rapida, portandolo lontano da possibili obiettivi americani e facendo atterrare tutti gli aerei in terra canadese, sia negli aeroporti civili, ma anche in quelli militari.
Una volta controllati tutti i passeggeri, si aprì quindi una seconda fase, ovvero quella della temporanea, ma spesso non breve accoglienza alle tante persone che si trovavano sugli aerei. Il lavoro venne svolto da Transport Canada assieme alla Federal Aviation Administration. All'epoca vennero cancellati tutti i voli in partenza, con l'eccezione di quelli militari e umanitari. Durante Operation Yellow Ribbon per la prima volta nella storia il Canada ha chiuso il proprio spazio aereo.
A seguito di questa operazione furono ben 239 gli aerei, con circa 45mila persone a bordo, che vennero dirottati in 17 diversi aeroporti canadesi.