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sabato 1 giugno 2019

Alanis Morissette, compleanno in attesa del nono disco

Alanis Morissette (foto Lou Rocco / ABC via Getty Images)
Buon compleanno per Alanis Morissette: la cantante e musicista canadese naturalizzata statunitense compie infatti 45 anni, in un 2019 che la vede in procinto di pubblicare il suo nono disco.
Per lei una cifra impressionante di dischi venduti: fra album e singoli, la stima è di oltre 75 milioni di copie in tutto il mondo, con 76 candidature e 37 premi, fra cui 12 Juno Awards, 7 Grammy, 3 MTV Video Music Awards, 3 Billboard Music Awards, 2 American Music Awards e un Brit Award.
La Morissette cantò l'inno nazionale all'inaugurazione dei campionati mondiali di pattinaggio di figura del 1988, mentre due anni dopo è arrivato il suo primo contratto, con la MCA Records. Nel 1991 ecco il primo album, "Alanis", immediatamente doppio disco di platino in Canada, dove vendette oltre centomila copie. Il primo singolo, "Too Hot", entrò invece nella Top Ten della classifica canadese. Nel 1993 il trasferimento a Los Angeles, un 'tradimento' sonoro che presto portò a quella doppia nazionalità mai troppo digerita dai suoi connazionali.

lunedì 15 aprile 2019

Robert Gale, addio allo storico dj

Si è spento a causa di un incidente stradale Robert “Bobby” Gale, 62 anni, uno dei 'mostri sacri' delle radio private canadesi.
Gale è stato investito da un camion al termine di un concerto, mentre attraversava la strada con una tanica di benzina in mano con la quale stava per rifornire, presumibilmente, il proprio automezzo.
Il disc-jockey di Windsor aveva fatto il proprio esordio in radio nel 1975, nella locale stazione radio CJOM 88, una delle prime emittenti rock. Successivamente aveva lavorato per 106 FM Detroit, Winnipeg CHIQ FM, Montreal CHOM FM e Toronto Q107. Negli anni '80 aveva lavorato per la PolyGram, per poi fondare una propria azienda.
Per molti la figura di Gale ha assurto quasi i toni di 'leggenda' all'interno del mondo delle radio e domenica uno speciale programma in su onore è stato mandato in onda nello slot generalmente da lui occupato con il programma "The Sunday Glide".

giovedì 28 marzo 2019

Tears for Fears, un loro famoso video venne girato a Toronto

La modella canadese Joan Densmore nel video
Forse non tutti sanno che il celebre video della canzone "Head over Heels" dei Tears for Fears, realizzata nel 1985, uno dei brani di punta di tutta la storia della new-wave anni '80, è stato girato in Canada, per la precisione all'Emmanuel College Library dell'Università di Toronto.
Il video, una bonaria presa in giro degli studenti dei corsi di teologia, venne diretto dal britannico Nigel Dick, specializzato in clip musicali e che proprio con i TFF aveva cominciato la sua attività, che lo avrebbe poi visto collaborare con, fra gli altri, Boy George, David Bowie, Phil Collins, Sting, Bono Vox e i Duran Duran.
Nel video il protagonista assoluto era, ovviamente, il leader della formazione di Bath, Roland Orzabal. Non poteva mancare l'altro componente del gruppo, Curt Smith, ma soprattutto l'altra presenza 'dominante' del video è quella della modella canadese Joan Densmore, che interpreta il ruolo dell'affascinante libraria bionda con tanto di ammiccanti occhiali e un look in perfetto stile anni '80.


L'Emmanuel College Library oggi

domenica 24 marzo 2019

Michael Bublé: "Carriera? Conta solo la famiglia"

Bublé in versione hockeista, qui con Tracy Smith della CBS
Michael Bublé, forse anche perché di origine italiana (la mamma era infatti di genitori veneti, trevigiani per la precisione), ci tiene  a sottolineare l'importanza della famiglia. Anzi, la famiglia è il punto della sua esistenza, assai superiore alla sua carriera.
"Non penso proprio alla mia carriera, vale zero sulla scala dei miei valori, conta il tempo che passo con la mia famiglia", ha detto tornando sulle scene dopo l'assenza a causa del cancro al fegato che nel 2016 colpì il figlio maggiore Noah, allora di soli tre anni. Ora che il figlio è guarito Bublé, dopo avere pubblicato l'album "Love" nel novembre scorso, ha intrapreso un tour mondiale, che ha già fatto segnare il 'tutto esaurito'.
In un'intervista a Usa Today, il cantante ha detto che ha strutturato il tour in modo da essere tre settimane in giro per concerti e le successive due in Canada con la sua famiglia. "Questa è' la migliore maniera possibile - ha spiegato -; non posso essere sul palco ed essere felice se non sono con la mia famiglia. So che sembrerà superficiale - continua - ma ricordo di essermi ritrovato a pensare, 'perché mi importa di tutte queste stronzate? Di ciò che pensa la gente di me, di quanti 'mi piace', di quanti soldi ho guadagnato? Ora non mi importa più".

giovedì 29 novembre 2018

Jeon So-mi nei guai per colpa delle 'trasparenze'

Jeon So-mi, cantante nata in Canada e di origini coreane, canadesi e olandesi, è di nuovo al centro dell'attenzione, e delle polemica, proprio in Corea del Sud, la terra in cui ha scelto di lavorare e di crescere, anche in tema di notorietà.
17 anni, Jeon So-mi ha fatto di parlare di sé i tanti fan sparsi in giro per il mondo (e in particolare in Asia) in particolare per le foto in un succinto abito trasparente postate sul suo account Twitter.
Vincitrice del reality "Produce 101", la giovane cantante ha fatto parte di una classica K-pop band, le I.O.I., un trio che, in un'altra foto 'galeotta' scattata nell'ottobre 2017, era stato accusato di... bere alcolici (cosa vietata ai minori in Corea del Sud) in quanto le ragazze posavano accanto a delle bottiglie di prodotti alcolici.

venerdì 29 giugno 2018

Islanda, troppo turismo: è colpa di Justin Bieber

Un suggestivo articolo de Il Giornale parla dell'Islanda e di come il giovane cantante canadese Justin Bieber l'abbia inconsapevolmente messa in... pericolo. Vi propongo alcuni stralci dell'articolo di Marzio G. Mian.

L'Islanda verso il collasso «È colpa di Justin Bieber»
Troppi turisti, poche strutture e natura a rischio. Accuse al video della popstar girato fra i ghiacciai

di Marzio G. Mian

"Non si sente più parlare islandese per le strade, è un suicidio, altro che Venezia. Quest'estate sarà la mazzata finale", dice Edward Hujbens, professore di geografia umana a Reykjavík. È la famosa invasione dei turisti in Islanda, lo scorso anno 2,5 milioni di arrivi in un'isola abitata da 346mila persone. La previsione è che entro ottobre si superino i tre milioni, uno tsunami. Le entrate dal turismo, circa 10 miliardi di dollari nel 2017, sono diventate la prima voce del PIL, doppiando quelle dalla pesca, una sciagura per l'identità nazionale, una benedizione per le casse dello Stato dopo il crac finanziario seguito alla crisi del 2008.
Per gli islandesi è stato un decennio folle, in linea con il loro carattere spregiudicato dettato da una natura così creativa da incastrare i vulcani dentro i ghiacciai. Prima della crisi era il terzo paese più competitivo al mondo, reddito medio 65mila dollari l'anno. La chiamavano la 'Tigre Boreale'. Solo vent'anni prima era il Paese più povero d'Europa, un luogo conosciuto solo come avamposto americano della Guerra Fredda. Eppure l'Islanda è l'unico angolo del pianeta a non aver mai conosciuto l'analfabetismo, i vichinghi arrivarono con un libro sotto il braccio. Tutti parlano l'inglese, ma sono in grado di leggere le saghe islandesi scritte mille anni fa da Erik il Rosso in persona... Poi è venuto il crollo, conti in banca evaporati in una notte. Si è scoperto che erano tutti debiti, 160mila euro per islandese. Le Range Rover ribattezzate Game Over... Secondo Einar Torfi Finnsson, responsabile delle guide alpine, ci sono state quattro fasi prima dell'invasione: la svalutazione della krona dopo la crisi, l'apertura di alcuni voli low cost, l'esplosione del vulcano Eyjafjallajökull nel 2010 che ha offuscato i cieli di mezzo mondo ma anche scatenato la curiosità internazionale per l'Islanda.
"E poi è arrivato Justin Bieber, è Justin Bieber che ci ha rovinati", dice Einar. La popstar canadese nel video "I'll Show You", (450 milioni di visualizzazioni), si mostra mentre rotola sui licheni, si bagna nell'acqua dei ghiacciai in discioglimento, s'affaccia sul baratro tra le scogliere, dando l'idea che in Islanda si può fare un tuffo 'into the wild', dritti nel Pleistocene. "È stato l'inizio del disastro", conferma Rannaveig Olafsdottir docente di sociologia del Turismo a Reykjavík. "Non c'era nessun piano, nessuna infrastruttura, nemmeno bagni sufficienti. I porti non sono adeguati alle navi da crociera, e le navi non sono adatte a queste latitudini, è un groviglio d'irresponsabilità incrociate, prima o poi succede una tragedia. Tutta questa gente che arriva pensa di vedere l'ultimo scampolo di Natura selvaggia prima che sparisca, e così contribuisce a distruggerla"... Certo, molti villaggi abbandonati con la crisi della pesca e molte fattorie in decadenza tornano a vivere perché i giovani aprono ristoranti, attrezzano alloggi e avviano aziende per le escursioni. Gira tanto denaro. "Ma stiamo perdendo l'anima, il senso di essere islandesi in un mondo globalizzato, quello spirito che ci ha creati in qualche modo speciali e misteriosi", dice Edward, il professore di geografia: "La prossima vittima del Turismo nel Grande Nord sarà la Groenlandia, ma noi continuiamo a metterli in guardia. Non fate come noi...".

martedì 26 giugno 2018

Mauro Tummolo e un sogno chiamato Canada

Mauro Tummolo in una foto tratta da Facebook
Mauro Tummolo è uomo e artista dai molti sogni, senza paura di lanciarsi a capofitto in nuove sfide e imprese. Nato a Zurigo da padre lucano e mamma pugliese, oggi vive a Lavello, in Basilicata, ma come tutti coloro che abitano il mondo della musica, è abituato a girare l'Italia, dove ormai ha un nutrito numero di appassionati fan. Il passo successivo, però, è quello internazionale, anche se con una preferenza particolare: il Canada. Anche perché il Canada è pieno di quegli italiani che più volte Tummolo ha affermato di amare profondamente, da Nord a Sud: "Amo il mio popolo, anche se il viaggio per il Canada è lungo sarebbe il top potere incontrare quelli che vivono là, lontani da casa, portare loro il suono e la magia della musica italiana". Già, perché Tummolo anche nei suoni e arrangiamenti 'è' la musica italiana, in cui l'armonia sposa il rock, senza paura di sporcarsi le mani, dai teatri di provincia ai palchi più importanti fino alle collaborazioni con alcuni dei più grandi artisti del panorama nazionale, come nel caso del suo ultimo singolo, "Un'altra storia". Uomo di passioni, uno dei suoi slogan è "Cantare è libertà di amare".
"Canada? Mi seguono già da lì", conferma a Canada 2.0, "addirittura le ragazzine chiedono su Instagram quando farò un live. Mi scrivono: 'c’è Giovinco qui, perché tu non puoi esserci?'. Certo sarebbe bello portare la musica italiana dove c’è il nostro popolo".
Insomma, Tummolo ama il Canada, e in particolare una città come Toronto che sembra fatta apposta per un cantante come lui, amante del palco e della prova 'live'. Nella città dell'Ontario gli spazi non mancano di certo; ora non resta che accordare la chitarra e fare le prove microfono...

martedì 29 maggio 2018

Stanley Cup 2018, Celine Dion sceglie i Golden Knights

Celine Dion, due splendide gambe e la maglia di Vegas...
Celine Dion, cantante canadese originaria di Charlemagne, ha fatto la sua scelta. L'artista quebecchese ha deciso per quale squadra tifare nella finale di Stanley Cup.
La Dion ha infatti indossato una maglia dei Vegas Golden Knights, per la precisione la numero 29 di Marc-Andre Fleury, durante un concerto tenuto al Caesars Palace di Las Vegas pochi giorni fa. D'altra parte la Dion vive da anni nella città del Nevada, da cui è stata lanciata nel grande firmamento internazionale della musica.
La Dion è stata criticata da alcuni fan, in particolare canadesi, per essere salita sul 'carro dei vincitori'. I Golden Knights, infatti, sono la squadra rivelazione della stagione, avendo raggiunto la finale al loro primo anno di vita, e la Dion in passato èèstata vista con altre maglie di hockey, in particolare dei Montreal Canadiens. Ma la stessa Dion era stata fotografata con una maglia di Vegas in tempi non sospetti, all'inizio della grande avventura dei 'cavalieri dorati'. E ancora, nell'agosto 2017, era stata ritratta presso una pista di pattinaggio con una felpa della squadra del Nevada mentre aveva accompagnato il figlio a giocare a hockey ghiaccio. Coerenza confermata, coerenza premiata.


sabato 26 maggio 2018

Baglioni in concerto a Laval per la Festa della Repubblica

Sarà Claudio Baglioni a rappresentare l'Italia alla Festa della Repubblica che si svolgerà a Montreal, in Canada. Il cantante si esibirà questa domenica in concerto nell'arena Place Bell a Laval.
Baglioni sarà il protagonista dell'evento, promosso e organizzato dal Consolato Generale d'Italia, con la collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura a Montreal, dell'Istituto per il Commercio Estero in Canada, del Comitato per gli Italiani all'Estero di Montreal, della Camera di Commercio Italiana in Canada e del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi. L'ingresso all'evento sarà libero e aperto a tutti fino a esaurimento dei biglietti.
La manifestazione alla quale prende parte Baglioni, comprenderà anche una serie di testimonianze di italiani che si sono distinti in alcuni settori a Montreal: Luisa Miniaci, coordinatrice della Sezione del Quebec della Fondazione per la malattia policistica renale, esempio di dedizione e solidarietà; il professore Andrea Lodi, titolare della cattedra di ricerca di eccellenza canadese nei big data applicati ai processi decisionali presso il Politecnico di Montreal, il più importante progetto di ricerca in questo ambito in Canada; Sebastian Sylwan, partner creativo di Felix e Paul Studios, azienda leader nel campo della realtà cinematografica virtuale.

martedì 27 febbraio 2018

"O Canada" cambia, l'inno perde il genere maschile

L'inno nazionale canadese diventa di 'genere neutrale'. Dopo una polemica durata quasi due anni, il Senato di Ottawa ha approvato un disegno di legge che cambia alcune parole di "O Canada". 'In all thy sons command' (nel comando di tutti i tuoi figli), nella seconda riga, verrà infatti sostituito da 'In all of us command' (al comando di tutti noi).
L'inno "O Canada" era stato scritto da Robert Stanley Wei nel 1908 ed era stato scelto ufficialmente come inno nazionale canadese nel 1980. Da allora per ben 12 volte si era tentato di approvare leggi per eliminare la parola 'sons' (figli), considerata discriminatoria nei confronti del genere femminile.
La legge attualmente approvata dal Senato era già passata alla Camera nel giugno 2016, ma aveva trovato una forte opposizione da parte dei Conservatori. Il provvedimento è stato una creatura del deputato liberale Mauril Belanger, morto a 61 anni poco dopo il 'sì' alla Camera. Per rendergli onore, durante il suo funerale fu intonata una versione 'gender neutral' dell'inno. Ora manca solo il 'consenso reale' per diventare definitivamente legge.
"Sono molto felice - ha detto la senatrice dell'Ontario, Frances Lankin - sono trent'anni che cerchiamo di rendere l'inno, una cosa importante del nostro Paese, inclusivo di tutti noi. Può sembrare una cosa piccola, solo due parole, ma in realtà è una cosa grande. Ora possiamo cantare con orgoglio sapendo che la legge è dalla parte nostra in termini di parole".
Secondo alcuni conservatori, invece, una decisione del genere andrebbe presa dopo un referendum. "Sono contrariato - ha detto il senatore del Manitoba, Don Plett - credo che i canadesi vogliano dire la loro quando si tratta del proprio inno nazionale. Si tratta di una questione su cui decidere spetta al popolo, non solo a un paio di senatori indipendenti. (fonte: ANSA/Gina Di Meo)

giovedì 1 febbraio 2018

Alessia Cara vince il Grammy come miglior artista emergente

Alessia Cara è diventata la prima cantante canadese a vincere il Grammy nella categoria di miglior artista emergente. La cantante di Brampton, Ontario, ritirando il trofeo, ha sottolineato come sia necessario incoraggiare "le persone a sostenere la vera musica e i veri artisti".
Sul palco del Madison Square Garden di New York, la Cara, 21 anni, figlia primogenita di due calabresi (la mamma è di Brancaleone e il padre è originario di Siderno), ha detto: "Tutti meritano di partire alla pari, questo vale per tutti, non solo per quelli del settore musicale".
In precedenza erano stati 'nominati' per vincere il premio altri quattro canadesi, Drake, Justin Bieber, Feist e Alanis Morissette, ma nessuno di loro era riuscito a imporsi fin dalla sua istituzione, nel 1959.

domenica 13 agosto 2017

Diana Krall, grande successo all'Hollywood Bowl

C'è un luogo su tutti che contraddistingue le serate estive losangeline. Questo luogo è l'Hollywood Bowl, una conca dalla perfetta acustica, situata poco a ovest dell'Hollywood Sign, capace di raccogliere 17 mila persone, dove dal 1929 a oggi si sono esibite stelle della musica come Billie Holiday, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli.
Nel cartellone 2017 uno degli appuntamenti più attesi era quello con la pianista e cantante jazz canadese Diana Krall che si esibisce questo fine settimana per presentare il suo nuovo album Turn Up the Quiet, con il quale festeggia 25 anni di carriera.
Come non capita spesso ormai agli eventi di musica jazz, Diana Krall riesce a riempire stadi e anfiteatri come l'Hollywood Bowl grazie alla sua capacità di essere raffinata e allo stesso tempo popolare nelle sue scelte di repertorio.
Vincitrice di Grammy Awards e non timorosa all'idea di mettere mano ai classici, la cantante e pianista, accompagnata dalla Los Angeles Philarmonich Orchestra e da quattro virtuosi del jazz (Anthony Wilson alla chitarra, Karriem Riggins alla batteria, Robert Hurst al basso e Stuart Duncan al violino) trasforma i successi di Cole Porter, Nat "King" Cole, Burt Bacharach e persino Bob Dylan in pezzi dal sapore più contemporaneo, adatti alla sua calda voce da contralto.
Dopo aver debuttato come autrice nel 2004 con The Girl in the Other Room, non ha più scritto canzoni. "Magari un giorno tornerò a farlo ma io non compongo - dice la Krall - potrei mai scrivere pezzi come Cole Porter? Io arrangio e concettualizzo". Nel farlo li accompagna con note personali e battute "Questo pezzo lo cantavo a diciannove anni, quando in auto attraversavo Los Angeles per andare a lezione, pettinata come David Bowie, vestita con un abito di Laura Ashley e fumando sigarette una dietro l'altra", ricorda la cantante canadese che ora di anni ne ha 52. Finge persino di scordare cosa voleva cantare o accenna, senza nominarlo al marito, Elvis Costello: "Chi ha scritto questa canzone è qui questa sera" dice, prima di cantare Almost Blue e poi, rivolta al musicista e padre dei suoi due gemelli: "Ci vediamo stanotte". Piccoli espedienti da artista navigata che fanno sentire il pubblico a casa e che regalano calore alle quasi sempre fresche notti dell'estate losangelina. (fonte: ANSA)



lunedì 31 luglio 2017

Feist in concerto al Teatro dell'Arte di Milano

Va in scena questa sera al Teatro dell'Arte di Milano il concerto di Feist, 41enne cantautrice canadese originaria della Nova Scotia. Ne parla in maniera dettagliata Luca Testoni in un suo articolo pubblicato oggi su "Il Giornale".
"Passata dal punk-rock egli esordi di Calgary, quando suonava in una band di nome Placebo (solo omonima del bel più famoso trio di Brian Molko), all'indie-rock del collettivo di Toronto Broken Social Scene (con il quale è proprio tornata a cantare assieme di recente in occasione dell'album "Hug of Thunder"), Feist, che nel suo vorticoso zigzagare artistico ha pure collaborato con l'eccentrico produttore-polistrumentista Chilly Gonzales e con una rapper sui generis come Peaches, ha in seguito trovato la sua strada dedicandosi a distillare canzoni d'autore elettriche con le quali esprimere, sempre con approccio romantico e disincantato, gli alti e i bassi della sua quotidianità. Perciò, non stupisce che sia la stessa artista ad aver realizzato tante hit dalle atmosfere giocose come "1234", "I Feel It" e "Mushaboom" quanto un disco volutamente scarno e crudo come il nuovissimo "Pleasure". Al contrario di quello che sembrerebbe lasciar presagire il titolo (piacere, ndr), il quinto album in carriera, registrato volutamente «sporco», come se fosse un provino, sembra sia stato composto per esorcizzare la sua uscita dal tunnel della depressione e, perché no, confrontarsi su grandi temi, come il senso della vita".
In calce pubblico questo piacevole brano della cantautrice, al secolo nata come Leslie Feist, nata a Amherst, "My Moon My Man".

domenica 30 luglio 2017

Justin Bieber vietato in Cina, e saltano le ultime 15 tappe del tour

Justin Bieber non verrà invitato da Pechino a causa del suo "cattivo comportamento" avuto in passato, malgrado il talento riconosciuto della giovane star canadese. Il 'no' ai concerti è giunto in risposta alle domande dei fan postate sul sito web della Divisione Cultura della municipalità di Pechino, secondo cui la decisione era stata presa nell'interesse "degli standard imposti, dell'ordine e della necessità di fare pulizia" sulle esibizioni artistiche domestiche.
Nel frattempo lo stesso Bieber ha annullato le restanti tappe del "Purpose World Tour", di cui rimanevano ancora 15 tappe, e che avrebbe concluso il prossimo 17 ottobre allo stadio nazionale di Singapore.
"A causa di circostante impreviste, Justin Bieber annullerà il resto dei concerti del Purpose World Tour - ha annunciato in una nota un suo rappresentante -. Justin ama i suoi fan e detesta deluderli... li ringrazia per l'incredibile esperienza vissuta negli ultimi 18 mesi. E' grato e onorato di aver condiviso questa esperienza con il suo cast e l'equipe in oltre 150 spettacoli che si sono svolti in sei continenti, ma dopo un attento esame ha deciso di non esibirsi nelle restanti tappe. Tutte le persone già in possesso di biglietto saranno rimborsate".

venerdì 14 luglio 2017

Bluesfest, paura e disordini a Ottawa

Paura sotto al palco e altre foto della ressa (Ottawa Sun)
Grande paura sui campi del Canadian War Museum di Ottawa, dove andava in scena l'RBC Bluesfest. Tutto colpa della grande ressa e del numero esagerato di persone fatte affluire all'interno del recinto che ospitava la manifestazione. Una pressione sempre più forte sul pubblico delle prime file, casi di svenimento, soprattutto fra i giovanissimi presenti, per un pubblico soprattutto al femminile. Sul palco intanto, i cantanti e i gruppi (fra uqesti 50 Cent, Fetty Wap, Migos e The Fight Night.) si presentavano in ritardo, nell'attesa di un miglioramento della situazione che, in pratica, non è mai avvenuto, con l'aggravante di violenze avvenute all'ingresso del recinto, dove la polizia e la sicurezza ha dovuto affrontare una serie di scontri e di lanci di pietre con alcuni gruppi di persone che volevano entrare nel luogo del concerto.

domenica 4 giugno 2017

One Love Manchester, c'è anche Justin Bieber

Justin Bieber e Ariana Grande in una vecchia foto
Ci sarà anche il cantante canadese Justin Bieber fra gli ospiti del grande show di questa sera a Manchester, intitolato "One Love Manchester", il cui incasso verrà devoluto in beneficenza.
Il concerto, che vedrà Ariana Grande tornare a cantare a due settimane di distanza dall'attentato che è costato la vita a 22 persone, vedrà la presenza, fra gli altri, anche di Katy Perry, Miley Cyrus, Take That e Pharrell Williams.
Lo show,  che si svolgerà all'Old Trafford Cricket Ground.che può ospitare fino a 50mila persone, sarà trasmesso in diretta dall'emittente televisiva e radiofonica BBC. I guadagni saranno destinati al fondo "We Love Manchester", che raccoglie denaro a sostegno delle vittime dell'attentato. I fan che si trovavano allo show alla Manchester Arena colpita dall'attacco potranno entrare gratuitamente.

sabato 13 maggio 2017

U2, a Vancouver prima tappa del The Joshua Tree Tour

Gli U2 sul palco di Vancouver
E' partito venerdì da Vancouver, in Canada, il tour degli U2 con il quale la band celebra il trentennale dall'uscita dell'album "The Joshua Tree". L'album, pubblicato nel 1987, ha venduto più di 25 milioni di copie in tutto il mondo e ha cavalcato le classifiche con i singoli "With or Without You" e "Where the Streets Have no Name" e per molti rappresenterebbe un 'capolavoro'. In realtà il disco, che rappresenta un momento apicale della band, è soltanto un punto di svolta fondamentale verso quella che sarà una spietata 'americanizzazione' e commercializzazione, dimenticando le origini irlandesi che permeavano i primi tre dischi ("October", "Boy" e "War"), tre autentiche deflagrazioni musicali al confronto delle quali TJT impallidisce, dimostrando in toto quello che è, ovvero una operazione musical-commerciale, mentre la band si trasformava da gruppo di lotta a gruppo messianico.
Vancouver è la prima tappa di una tournée che porterà Bono e compagni prima in giro per il Nord America e poi in Europa con la prima tappa europea a Londra, a Twickenham, sabato 8 e domenica 9 luglio. In Italia saranno invece a Roma, allo stadio Olimpico, sabato 15 e domenica 16 luglio.

domenica 2 aprile 2017

Juno Awards, assegnati a Ottawa i premi della musica canadese

Sono stati assegnati a Ottawa i Juno Awards, i premi canadesi della musica. All'Ottawa's Shaw Centre il grande sconfitto è stato Drake, che non ha portato a casa nessuna 'statuetta'. Mattatore della serata, invece, è stato Gord Downie, frontman dei Tragically Hip, condannato tragicamente da un cancro al cervello, che ha ricevuto ben tre premi.A premiarlo, sul palco, la sensuale e affascinante Chantal Kreviazuk.
Ancora ai Tragically Hip è andato il titolo di miglior album rock dell'anno. Il premio di artista dell'anno è andato al defunto Leonard Cohen, confermando così come, in questa edizione, si sia puntato sulle onorificenze 'in memoriam' o quasi. A ritirare il premio di Cohen è stato il figlio, Adam, che ha sottolineato, non senza una tagliente ironia: "Molti artisti internazionali trovano un sacco di scuse per non partecipare ai Juno Awards, ma credo che mio padre abbia trovato la migliore".
Per Drake nemmeno la soddisfazione di ricevere il premio per il miglior album rap, andato a Jazz Cartier,
Fra i tantissimi premi assegnati, meritano una segnalazione quelli vinti dal gruppo torontino 'indie' The Strumbellas (miglior singolo), dai Coldplay (miglior album internazionale), dai The Dirty Nil (miglior gruppo emergente), dal giamaicano (ma ora torontino) da Exco Levi (miglior album reggae) e da Sarah McLachlan, che in questo 2017 è entrata ('indotta'...) nella Canadian Music Hall of Fame, che si è imposta nella categoria 'adult contemporary album of the year'.

domenica 12 febbraio 2017

The Enlightenmen, concerto elettrico a Montreal

E' fissato per sabato 18 febbraio l'inaugurazione di 'The Enlightenmen', concert d'electricite sotto la direzione di Quiet Ensemble, Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli.
L'iniziativa, che andrà in scena allo Studio d'Essai a Montreal, è stata organizzata dall'Istituto italiano di cultura di Montreal in collaborazione con Les Productions Recto-Verso.
'The Enlightenment' sostituisce l'orchestra classica con un imponente sistema di illuminazione. Prendendo la linea melodica, battendo il tempo sul beat o sincope, luci al neon, luci stroboscopiche e luci di scena sostituiscono violini tradizionali, clarinetti e percussioni. Con metodi di amplificazione e manipolazioni varie, ronzii, squilli, sussurri e disturbi provenienti da lampade incandescenti sono trasformati, e questo è tutto il potenziale sonoro dell'energia elettrica che viene così rivelato.

venerdì 3 febbraio 2017

Salvatore Sciarrino al 2017 New Music Festival di Toronto

Il 2017 New Music Festival, di scena a Toronto, è centrato attorno al lavoro del compositore italiano Salvatore Sciarrino e presenta diversi artisti italiani, incluso il violinista Emmanuele Baldini,e i pianisti Roberto Turrin e Erika Crinò. Il festival è il risultato di una collaborazione musicale con il Conservatorio G. Tartini.in Italia in corso da tempo.
Nato a Palermo nel 1947, Salvatore Sciarrino ha iniziato a studiare musica a 12 anni con Antonio Titone e Turi Belfiore.
Con un’ampia varietà di musica da camera, vocale, elettroacustica, lirica, danza e musica d’orchestra, in collaborazione con New Music Concerts di Toronto, il festival offre uno sguardo all'interno della ricca cultura Italiana nel campo della musica contemporanea, accanto alla creatività emergente a Toronto e all'Università di Toronto.
Sciarrino ha ottenuto tanti riconoscimenti come l’IGNM e il Taormina (1971), Guido Monaco (1972), Cassadó, IGMN e Dallapiccola (1974), Anno discografico (1979), Psacaropoulos (1983), Abbiati (1983) e Premio Italia (1984). E' stato direttore del Teatro Comunale di Bologna dal 1987 al 1990 e ha insegnato presso i conservatori di Milano, Perugia e Firenze. Il catalogo complete delle sue opere pubblicate da Ricordi nel 1999, consiste in 164 lavori, ai quali bisogna aggiungere libretti d’opera a un numero di scritti, incluso il libro Le Figure della musica, da Beethoven a oggi (1998).