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venerdì 31 dicembre 2021

Richiesta troppo elevata di sciroppo d'acero, il Canada dà fondo alle riserve

Sciroppo d'acero e Canada, una cosa sola...
Cresce la domanda di sciroppo d'acero in Canada, dopo uno scarso raccolto, un dato di fatto che aveva creato non pochi problemi. La provincia del Quebec ha così deciso di dar fondo a tutte le sue riserve di questo dolcissimo nettare.
I produttori quebecoise (Quebec Maple Syrup Producers) intaccheranno più della metà delle loro scorte per far fronte alla domanda.
Il Quebec produce i tre quarti della fornitura mondiale di sciroppo d'acero (73% la cifra esatta) e la sua organizzazione di settore raduna 11mila produttori. Il più importante Paese d'esportazione sono, ovviamente, gli Stati Uniti, con il 60% totale delle esportazioni.
La maggiore riserva si trova a Laurierville, vicino a Quebec City. (fonte AGI/AFP)

lunedì 6 settembre 2021

TIFF 2021, Soderbergh presenta un film segreto

Un nuovo film 'top secret' di Steven Soderbergh sarà proiettato al prossimo festival del cinema di Toronto (Toronto International Film Festival - TIFF), in programma dal 9 al 18 settembre nella città canadese.
L'annuncio a sorpresa non precisa il titolo del film né le date della proiezione. "Sarà una prima mondiale. Faremo sapere di più di questo misterioso film tra qualche giorno", hanno fatto sapere gli organizzatori del festival che si svolgerà in formato ibrido (in presenza e virtuale) grazie al fatto che dal 7 settembre il Canada aprirà le sue frontiere ai cittadini stranieri completamente vaccinati.
Il festival ha anche annunciato un folto numero di celebrità attese nei giorni delle proiezioni: fra questi, oltre a Soderbergh, Benedict Cumberbatch, Sigourney Weaver e Dionne Warwick. (fonte: ANSA)

lunedì 15 marzo 2021

Mobilità: batterie, in Canada Hyundai punta sul riciclo

Hyundai Canada
ha annunciato di aver stipulato un accordo con Lithion Recycling per il recupero e il riciclo delle batterie di alcuni dei suoi veicoli ibridi, ibridi plug-in e full-electric.
Il ramo canadese del produttore di veicoli coreano è finora il primo produttore di veicoli elettrici ad aver stipulato un accordo di servizio di questo tipo con Lithion.
Hyundai Canada afferma che Lithion ha sviluppato un processo efficiente ed economico per il riciclo delle batterie agli ioni di litio che consente il recupero e il trattamento del 95 per cento dei componenti della batteria, al fine di essere riutilizzati dai produttori di batterie.
Benoit Couture, presidente e ceo di Lithion Recycling, ha affermato: "Questo accordo di servizio confermerà la validità di una tecnologia economica e innovativa che riduce notevolmente l'impronta di carbonio rispetto alle tecnologie esistenti e all'estrazione mineraria".
Hyundai e Lithion non hanno ancora fornito ulteriori dettagli sul numero di batterie che verranno riciclate, né sul cronoprogramma. (fonte: AGI)

Chiude per Covid lo stabilimento Amazon di Brampton

Le autorità canadesi hanno ordinato la chiusura di una struttura di Amazon e ai suoi 5.000 dipendenti di auto isolarsi per Covid. Funzionari della Sanità pubblica hanno spiegato che i lavoratori della struttura di Brampton appartenente al colosso tecnologico a nord di Toronto sono stati obbligati ad "auto-isolarsi per due settimane a partire dal 13 marzo". La misura si è resa necessaria perché "nelle ultime settimane, il tasso di infezione da Covid-19 in tutta la regione è diminuito, mentre quello all'interno della struttura è aumentato in modo significativo".
Gli unici lavoratori esentati dal provvedimento sono quelli che erano risultati positivi negli ultimi 90 giorni e che avevano terminato il periodo di quarantena.
La "difficile decisione" di chiudere l'enorme magazzino, ha detto l'ufficiale medico della salute Lawrence Loh, si è resa "necessaria per fermare una ulteriore diffusione sia nella struttura che nella nostra comunità".
Un portavoce dell'autorità regionale per la salute pubblica ha detto che più di 600 lavoratori del magazzino sono risultati positivi al Covid-19 dall'inizio della pandemia, compresi circa 240 nelle ultime settimane. (fonte: AGI)

Canada, nessuna prova di problemi per AstraZeneca

Il Dipartimento della Salute del Canada, in una nota, afferma che non ci sono a ora indicazioni che il vaccino AstraZeneca COVID-19 provochi effetti avversi come la coagulazione del sangue, che ha spinto Danimarca e Norvegia a sospenderne temporaneamente l'uso.
"In questo momento, non ci sono indicazioni che il vaccino abbia causato questi eventi", sostiene. La dichiarazione aggiunge che nessuno dei lotti del vaccino che erano al centro delle indagini in Europa era stato consegnato in Canada. (fonte: AGI)

sabato 5 settembre 2020

Isteria da contagio in Canada: "Meglio masturbarsi che fare l'amore in due"

Una coppia fuorilegge... (foto Becca Tapert/Unsplash)
I canadesi, si sa, finiscono nelle barzellette degli americani come i carabinieri in quelle degli italiani. E lo stato gestito in maniera un po' goffa dall'idolo delle teenager, Justin Trudeau, ne ha dato una volta di più conferma. Dimostrando di essere completamente alla mercé del cosiddetto 'terrorismo sanitario' prodotto dal Coronavirus, la nazione 'a Nord del Confine' ha emanato il 'suggerimento' di fare sesso sì, ma solo se si sia dotati di mascherina sul volto durante l'atto.
Nulla a che vedere con la mascherina utilizzata in alcuni 'circoli per adulti' per nascondere il volto e mantenere un provvidente anonimato durante la ricerca del 'peccato', né tanto meno un articolo sadomaso legato a pratiche bondage, ma quella triste e ormai consunta consigliata, o meglio, resa obbligatoria da governi in preda al panico vero o presunto a causa della cosiddetta 'pandemia'.
"Il sesso può essere complicato in tempi di Covid-19, soprattutto per coloro che non hanno un partner fisso o ne hanno uno a rischio coronavirus". Parola di Theresa Tam, direttrice della Salute pubblica canadese. "L'attività sessuale che rappresenta un rischio minore è quella che coinvolge solo te" ha spiegato la Tam, ma chi preferisce un 'menage a deux', "deve evitare i baci e valutare di indossare una mascherina per coprire naso e bocca".
Elogio della masturbazione quindi, o del tanto vituperato sesso a distanza attraverso cam e alchimie social varie. Ultimo atto del distanziamento sociale a tutti i costi, ennesimo sfregio al concetto di gruppo familiare, ennesima invasione di uno stato parasocialista nel vissuto intimo della persona.

venerdì 4 gennaio 2019

Mondiali Under 20, Canada eliminato nei quarti

La pagina dell'Ottawa Sun dedicata all'eliminazione canadese
Clamorosa eliminazione del Canada nei Mondiali Under 20 di hockey ghiaccio. La squadra della Foglia d'Acero, campione in carica e nazione ospitante, è stata sconfitta all'overtime dalla Finlandia per 2-1 nei quarti di finale.
La rete iniziale di Ian Mitchell è stata infatti pareggiata ad appena 46 secondi dalla sirena finale dal gol di Eelvi Tolvanen. Nei supplementari i nordamericani hanno avuto anche la grande occasione per la vittoria, ma Maxime Comtois non è riuscito a infilare un penalty tra i gambali di Ukko-Pekka Luukkonen. Di Toni Utunen la rete decisiva nei prolungamenti.
Per i canadesi rimane l'amarezza di una manifestazione che nega loro la medaglia per la prima volta dopo due anni - anche allora vennero eliminati dai finnici -, malgrado il calendario e gli avversari avessero fatto prevedere una facile qualificazione per la finale, tanto che, nelle prime tre gare del girone eliminatorio, avevano superato Danimarca, Svizzera e Repubblica Ceca totalizzando 23 reti e subendone appena tre.

martedì 1 gennaio 2019

Buon 2019, un anno cruciale per il Canada e non solo

Buon anno a tutti e, ovviamente, Felice 2019. Canada 2.0 si avvia a compiere sette anni. E' targato maggio 2013, infatti, l'inizio dell'avventura di questo sito sulla piattaforma Blogger.com, figlio diretto dell'omonimo blog parte della 'catena' dell'ormai defunto Blogosfere.
Non è mia intenzione ormai da tempo puntare a numeri mirabolanti con questo strumento che, in realtà, almeno per ora, appaga soltanto un nostalgico ricordo della mia presenza in terra canadese.
Al contrario oggi posso dire che di quella esperienza mi è rimasto ben poco e, al contrario di altri, non nutro alcuna ammirazione per il modello di vita 'a Nord del confine' (se è per questo, nemmeno per quello al Sud). I canadesi sono degli europei ormai dimentichi delle proprie tradizioni, e pertanto maggiormente esposti alla violenza silenziosa della globalizzazione, cui sembrano consegnarsi come agnelli al macello. Il mio auspicio è che in questo 2019 le forze dell'alt-right, le uniche vagamente consapevoli del decadimento sociale e universale mondiale, riescano a dare una sterzata verso la tradizione canadese, ostacolando quel processo di demonizzazione dei particolarismi che dovrebbero fare di questa nazioni nata e cresciuta fra le braccia della Corona britannica un esempio di fierezza e consapevolezza della conquista europea in Nord America.

mercoledì 13 giugno 2018

Mondiali 2026 in Nord America, ci sarà anche il Canada

Saranno Stati Uniti d'America, Canada e Messico a ospitare la Coppa del Mondo di calcio per l'edizione 2026. Lo ha deciso la FIFA in una riunione svoltasi a Mosca, con una votazione in cui la candidatura americana ha ricevuto 134 voti contro i 65 del Marocco (per cui ha fra l'altro votato l'Italia), l'altra candidata.
L'edizione 2026 sarà la prima a 48 squadre, per un totale di 80 partite. Di queste, 60 si disputeranno negli Stati Uniti (incluse tutte quelle dai quarti di finale in poi), mentre Canada e Messico ospiteranno 10 partite ciascuno.
Del trittico di nazioni organizzatrici, il Messico ha organizzato già due fasi finali (1970 e 1986), mentre gli Stati Uniti ne hanno organizzata una sola (1994). Per il Canada si tratterà invece di una prima volta assoluta. Le città canadesi coinvolte nell'evento dovrebbero essere Toronto, Montreal ed Edmonton.

lunedì 21 maggio 2018

Mondiali hockey ghiaccio 2018, per il Canada umiliazione finale

Si è chiuso come peggio non poteva il Mondiale di hockey ghiaccio del Canada. Dopo la sconfitta in semifinale contro la Svizzera, per i nordamericani è giunto anche il ko nella 'finalina' per il 3°/4° posto, ovvero il erby contro gi Stati Uniti. Sconfitti dai 'cugini' già nella partita d'apertura dei Mondiali, i canadesi si sono dovuti inchinare per 4-1 nel match che ha assegnato il bronzo.
Dopo un primo periodo senza reti, americani avanti con Chris Kreider e poi raggiunti da Marc-Edouard Vlasic. Lo 'strappo' nel periodo finale, fra il 53' e il 58', con le reti nell'ordine di Nick Bonino, Lee Anders e chiusura ancora di Kreider, per un'altra manifestazione vissuta al ribasso dalla nazionale canadese.
L'americano Patrick Kane, nominato MVP della manifestazione, ha chiuso con un totale di 20 punti, eguagliando il totale del canadese Dany Heatley del 2008, e primo statunitense a vincere la classifica dei 'punteros' dai tempi di Bruce Mather nel 1949.

sabato 19 maggio 2018

Mondiali hockey ghiaccio 2018: Canada, addio alla finale

Il Canada dell'hockey ghiaccio patisce l'ennesima delusione di un 2018 maledetto. Dopo la beffa subita ai Giochi Olimpici ecco arrivare anche la sconfitta ai Mondiali di Copenhagen, in Danimarca. Alla sconfitta si aggiunge anche l'onta di avere subito l'eliminazione per mano (pardòn, bastone...) della 'piccola' Svizzera, che si è imposta con merito sui canadesi, allenati da Bill Peters, per 3-2.
Gara con gli elvetici sempre avanti e i nordamericani a pareggiare nel secondo periodo con Bo Horvat, e a cercare di raddrizzare la gara nel finale con un tiro dalla distanza di Colton Parayko. Troppo tardi, però, complice l'ennesima formazione rabberciata inviata a un torneo di caratura internazionale, affrontato con troppa sufficienza e presunzione.
Un ko, quello canadese, che potrà essere positivo solo se nelle alte sfere del mondo hockeistico si comprenderà che, per sviluppare questo gioco, Mondiali e Olimpiadi sono un veicolo essenziale, e che a entrambi va data la massima attenzione e pubblicità. Dei campionati del mondo vissuti a cadenza annuale con le seconde linee di squadre già eliminate dai playoff non possono essere lo spot migliore per un sport che ha bisogno di pubblicità in nazioni che non siano necessariamente Stati Uniti e Canada. Peraltro entrambe già eliminate, perché la finale sarà tutta europea, Svezia contro Svizzera.

sabato 10 febbraio 2018

Pyeongchang 2018, tutti i numeri del Canada

Nell'eterna, assurda, assillante e isterica corsa al politically correct, il Canada alle Olimpiadi di Pyengchang non ha avuto un portabandiera, ma due: un uomo e una donna (mancano però un trans, un nano e un travestito, gravi scorrettezze): i due prescelti sono Scott Moir e Tessa Virtue (ma chi citare per primo? O per prima?...), campioni del pattinaggio artistico canadese.
La delegazione nordamericana, la seconda più numerosa ai Giochi coreani, conta di ben 225 atleti e 87 allenatori. La pipiù anziana è Cheryl Bernard, medaglia d'argento nel curling nel 2010. I più giovani sono due 16enni, entrambi membri della squadra di snowboard, Eliot Grondin, fra gli uomini, Elizabeth Hosking in campo femminile.
Per quanto riguarda le Province, l'Alberta è quella più rappresentata con 54 atleti. Sono invece 119 i 'rookie' alla loro prima Olimpiade, mentre sono 46 coloro che hanno vinto almeno una medaglia. Per Jasey-Jay Anderson sarà invece la sesta partecipazione ai Giochi, record assoluto per un canadese alle Olimpiadi invernali.

venerdì 9 febbraio 2018

Pyeongchang 2018, fra Canada e Russia è lite in caffetteria

Un russo e un canadese entrano in un caffè... sembra l'inizio di una barzelletta, invece è stato il principio di un vero e proprio caso diplomatico che ha gettato un'ombra di queste Olimpiadi invernali sudcoreane.
Di certo si sa solo che un rappresentante della delegazione russa sarebbe stato ingiuriato, forse addirittura minacciato, da un canadese, non si sa se atleta, allenatore o altro, ma comunque collegato alla delegazione nordamericana a Pyeongchang.
Eric Myles, direttore del comitato olimpico canadese, ha ritenuto necessario convocare una conferenza stampa in cui ha ribadito come le due delegazioni si siano confrontate e tutto sia stato rimesso a posto. "E' tutto ok", ha detto Myles, "ma se qualcosa dovesse essere successo, ci dispiace molto".

giovedì 8 febbraio 2018

Pyeongchang 2018, Kelly capitano del Canada dell'hockey

Chris Kelly con la maglia di Belleville, farm-team di Ottawa
Sarà Chris Kelly il capitano della squadra di hockey ghiaccio del Canada che giocherà i Giochi Olimpici invernali in Corea del Sud, partendo tra le grandi favorite.
Il giocatore nativo di Toronto, 37 anni, è uno degli elementi di spicco di una squadra defraudata dei 'big' della NHL per decisione della stessa lega pro nordamericana.
Rimasto senza contratto dopo una breve esperienza in AHL con i Belleville Senators, Kelly ha già guidato la nazionale canadese alla vittoria della Coppa Spengler a Davos poco più di due mesi fa.
In carriera ha disputato ben 833 partite in NHL con Ottawa Senators (2003-2011 e 2016-2018) e Boston Bruins (2011-2016), a cui vanno aggiunte 92 gare di playoff. Con Boston ha trionfato nella Stanley Cup del 2011.

domenica 29 ottobre 2017

Catalogna, dal Canada di Trudeau 'no' all'indipendenza

Rajoy e Trudeau in una foto tratta dal sito della CBC
La Catalogna non è stata riconosciuta come stato indipendente dal Canada del primo ministro Justin Trudeau. La nazione delle tanto decantate libertà, che pure avrebbe avuto meno interesse, rispetto all'Unione Europea, nel sostenere la Spagna nelle sue pretese sul territorio che ha in Barcellona la sua capitale, ha lasciato delusi i sostenitori dell'indipendenza catalana da Madrid.
"Il Canada riconosce una Spagna unita", ha detto Trudeau, commentando la dichiarazione unilaterale di indipendenza della Catalogna. "Comprendiamo che ci sono serie discussioni interne e chiediamo che queste avvengano seguendo le leggi, la Costituzione spagnola e i principi delle leggi internazionali", ha poi aggiunto, parlando a Saint-Bruno-de-Montarville, a est di Montreal, nel Quebec, altra provincia che ha fatto dell'autonomia uno dei suoi cavalli di battaglia. "Soprattutto - ha aggiunto platonicamente - auspichiamo che quelle discussioni avvengano in modo pacifico".
Come sottolinea l'agenzia ANSA, anche i cittadini del Quebec furono chiamati a esprimersi per il referendum sull'indipendenza: la prima volta, nel 1980, la richiesta di 'associazione sovrana' del Québec al Canada fu nettamente respinta (59,5% no e 40,5% sì). E ancora, nel 1995, il 'no' all'indipendenza vinse con un esiguo margine dello 0,8% (50,4% dei voti totali). Ciononostante, nel 2006, Ottawa ha dovuto riconoscere lo status di nazione al Québec, mentre gli indipendentisti sostengono che il referendum per la scissione della regione francofona verrà riproposto.

domenica 2 luglio 2017

Canada 150, otto balle che vi hanno raccontato sul Paese 'a nord del confine'

Il Canada è qui, il Canada è là. Insomma, questi 150 anni di storia dello stato nordamericano rischiano di diventare un tormentone dove a farla da padrone sono una lunga serie di banalità demagogiche che, soprattutto da quando Justin Trudeau è diventato primo ministro, i media cercano di spacciare come assolute. Ma io, che in Canada ci ho vissuto per tre anni, vi dico che non è vero. E ne ho scelte almeno otto su cui meditare attentamente.

1) Il Canada è uno dei Paesi più belli del mondo.
Cominciamo con il dire che per visitare queste 'bellezze' è sempre e inevitabilmente necessario l'aereo e lunghe ore di trekking, spaccarsi la schiena e affrontare spese notevoli. L'Italia ha angoli altrettanto suggestivi, ma soprattutto vicini fra loro: le Dolomiti e Venezia, il lago di Garda e borghi medievali come Montagnana, sono tutti nell'arco di 200 chilometri. In Canada, partendo da Toronto, in cento chilometri si arriva nella squallidissima Hamilton. Il resto sono solo cittadine anonime e prive di qualsiasi attrattiva.

2) Toronto è una delle città più vivibili del mondo.
Toronto non è assolutamente una bella città, né tantomeno è vivibile. Anzi, è alquanto brutta, poco vivibile, Fredda e gelida per gran parte dell'anno, vive 'a chiazze' in alcune sue parti centrali, ma appena ci si sposta dal centro diventa un deserto. I mezzi sono rari, la metropolitana arriva solo fino a un certo punto, lasciando scoperta tutta l'area nord, trovare un taxi diventa un'impresa. Al di fuori del centro la 'bellissima' altro non è che un gigantesco quartiere dormitorio.

3) I canadesi sono simpatici.
Non è assolutamente vero. Sono gente normale, con cui sicuramente si fa conoscenza in maniera abbastanza facile, ma con i quali approfondire la stessa conoscenza diventa un'impresa. Se entrate in un locale canadese e non conoscete nessuno, forse riuscirete a sapere il nome di tutti, ma andrete poco oltre. Con quel terrificante intercalare ("Good for You") che sa tanto di presa per il culo, il canadese medio ascolta in maniera spesso disinteressata quello che supponete gli interessi. Di tutti gli 'amici' della serata non ne sentirete più nessuno, o quasi.

4) Il Canada è un Paese accogliente.
Il Canada accoglie chi vuole lui. I ragazzi italiani che vanno a lavorare in Canada, o trovano lavoro perché hanno una laurea da ingegneri (ma allora forse lo troverebbero pure in Europa) oppure sono inevitabilmente inghiottiti nel mercato nero dei ristoranti italiani che li pagano due dollari, li fanno dormire in stamberghe da cinesi e, spesso, sono coperti dalla mafia. Insomma, il massimo che si può trarre da una esperienza canadese è una vacanza alternativa pagata con i turni in pizzeria. Forse è meglio che stare in Italia a girarsi i pollici, però non chiamiamolo il Paese del futuro...

5) Il Canada accoglie i migranti.
Altra palla clamorosa. Intanto i cosiddetti 'migranti' che arrivano in Canada sono tutti iperselezionati, vengono filtrati ai vari punti d'ingresso del Paese (vedi aeroporto Pearson di Toronto), ma soprattutto si tratta di poche migliaia di persone, che vengono di conseguenza facilmente inserite in un Paese ampio e dove gli spazi vuoti non mancano. Nulla paragonato alla nostra Italia, le cui coste sono prese d'assalto da centinaia di migliaia di clandestini sbandati ogni anno, privi di qualifica lavorativa, spesso criminali. Insomma, chi arriva in Canada può effettivamente diventare una 'opportunità' come pomposamente il primo ministro locale, Justin Trudeau, lo definisce. Un'opportunità costruita a tavolino in precedenza.

6) In Canada tutte le minoranze convivono tra di loro.
Altra grande falsità. La cosiddetta 'convivenza' è a denti stretti, e obbligata dalle circostanze. Innanzi tutto, da leggi durissime con chi sgarra (e qui sì, ci sarebbe da imparare), e poi perchè, come conseguenza, il rischio di ritornare nei Paesi devestati di provenienza sarebbe altissimo. Insomma, indiani e pakistani, ebrei e palestinesi, serbi e croati, vivono nella stessa città ma non si frequentano. A parte quando sno obbligati. Non si ammazzano, anche se lo vorrebbero, per i motivi di cui sopra. Per questo le varie etnie non si mischiano ed è per questo che le radici con la madrepatria, al contrario degli Stati Uniti, rimangono forti. Anche questo, peraltro, viene visto come un elemento positivo. In realtà le diverse nazionalità restano divise proprio perchè è spesso impossibile trovar eun punto d'incontro e la comunità d'origine diventa quindi un punto di forza.

7) Justin Trudeau ha migliorato il Canada.
Il Canada era ed è così com'è ora ben prima dell'arrivo di Justin Trudeau, che non he cambiato una virgola, a parte il discorso della presunta' 'accoglienza' dei cosiddetti 'migranti'. Ha certamente introdotto leggi 'fondamentali' come quelle favorevoli al consumo di droga (che non credo possa considerarsi un vanto). Per nove anni, con il pieno consenso degli elettori, la nazione è stata retta dal conservatore Stephen Harper, persona schiva ma capace, e il Canada era altrettanto considerato un luogo di massima libertà. Trudeau non ha aggiunto nulla. Anzi, semmai le sue novità spesso 'cervellotiche' stanno creando maggiori e più acute divisioni all'interno del Paese.

8) Toronto è una città 'sotterranea'.
Scordatevelo. Chi si attende strade, negozi, bar e discoteche sotto al livello del mare, una sorta di Blade Runner in versione tunnel oscuri illuminati a giorno da lampade a olio, rimarrà deluso. A parte un paio di zone (soprattutto quella dell'hotel frontale alla stazione ferroviaria, di cui ho scordato il nome, forse Fairmont o qualcosa del genere), la Toronto sotterranea è costituita da qualche galleria prospicente alla metropolitana di turno, o poco più.

sabato 1 luglio 2017

Canada 150, oggi il mondo ne scopre l'unicità

Di seguito il pezzo realizzato dall'Agenzia ANSA e dedicato ai 150 anni del Canada.

Il Canada festeggia l'anniversario della sua fondazione, 'Canada Day'. Ma non è solo una ricorrenza tra fuochi d'artificio e Poutine (delizia gastronomica nazionale) per il secondo Paese al mondo per estensione che compie 150 anni e rivendica la sua storia unica: oggi il Canada è anche una 'esperienza' che si distingue nel panorama globale, che - con la guida del giovane primo ministro Justin Trudeau - ambisce a essere baluardo progressista e campione di accoglienza (oltre 30mila rifugiati siriani accolti, sua una popolazione di poco più di 30 milioni di abitanti), confermando questa sua vocazione proprio mentre l'attuale ondata migratoria viene percepita da più parti come una minaccia. Gli 'arrivi' per il Canada sono invece da sempre una opportunità. Un Paese il cui popolo si è forgiato su un territorio scarsamente popolato raccogliendo la sfida di una natura selvaggia e di un clima inclemente, facendone la sua priorità anche rispetto alla definizione di una identità nazionale 'rigida'.
Il Canada nasceva nel 1867 con la formazione di una confederazione di colonie britanniche e territori francofoni. L'indipendenza dal Regno Unito non arrivò però prima del 1982, mentre ad oggi il capo di Stato resta la regina britannica. E finché Elisabetta II resta sul trono il legame con la 'madrepatria' non è certo in dubbio. A differenza di altre 'ex colonie', infatti, sul Canada il vento repubblicano non ha mai davvero soffiato, in virtù forse di una autonomia sempre crescente riconosciuta da Londra all'ex colonia. Ma se l''identità rigida' non è oggi ciò che la bandiera con la foglia d'acero rappresenta, divisioni interne non sono mancate. Le spinte indipendentiste del Quebec francofono hanno dominato per anni la politica nazionale: due i referendum sull'indipendenza, nel 1980 e nel 1995. La maggioranza ha scelto di restare, sebbene per uno scarto minimo nell'ultima consultazione. Nota dolente poi, e ombra sulla storia canadese, è il rapporto con le popolazioni indigene. Rimangono cicatrici ad oggi indelebili le politiche di assimilazione perpetrate per decenni sulle comunità native, con conseguenze devastanti. L'esempio più citato i 150mila bambini nativi che tra il 1840 e il 1996 furono rimossi dalle loro comunità per frequentare scuole e collegi nel tentativo di facilitarne l'assimilazione. Con il risultato di creare isolamento, alienazione, per intere generazioni, poi dilaniate dalla piaga dell'alcolismo e delle dipendenze.
Il Canada oggi continua a scusarsi per gli errori del passato, promette di imparare da questi - Trudeau lo ha ripetuto anche nel suo messaggio in occasione del 150° anniversario - ma l'onta resta, così come i disagi evidente in fette della società, dalle montagne della British Columbia alle praterie dell'Alberta e del Saskatchewan. Il mondo però adesso ha scoperto il Canada e la sua unicità: un tempo considerato Paese 'anonimo' - 'gentile' e gradevole sì ma percepito di gran lunga come meno attraente rispetto agli intensi ed esaltanti Stati Uniti a sud della frontiera - adesso è oggetto di ammirazione, diventa 'cool' e svetta in cima alle più disparate classifiche. Da Toronto a est a Vancouver a ovest, le sue città vengono da tempo giudicate tra le più vivibili, mentre le guide turistiche hanno aggiunto capitoli su capitoli ai classici itinerari per gli amanti della natura. Nel 2015 il Canada è risultato il 'Paese più ammirato' per efficacia del suo governo, assenza di corruzione, sistema di welfare (Reputation Index). Merito dell'energico (e fotogenico selfie friendly) giovane primo ministro Justin Trudeau? Lo credono in molti, non manca però chi osserva: "sono i canadesi ad averlo eletto".

giovedì 29 giugno 2017

Reputation Institute, Canada primo in classifica

Il Canada torna al comando della classifica dei Paesi con la migliore reputazione al mondo, redatta dal Reputation Institute, riagguantando quel primato che la Svezia gli aveva strappato l'anno scorso.
La classifica misura la 'reputazione' dei 55 paesi con il più alto prodotto interno lordo, sulla base della valutazione di alcune variabili legate all'efficacia delle politiche pubbliche, infrastruttura economica, attrattività turistica. Lo studio, realizzato a marzo 2017, si basa su più di 39mila interviste realizzate a cittadini dei Paesi del G8.
Nella stessa graduatoria, l'Italia perde posizioni e scivola al 14° posto, due posizioni indietro rispetto allo scorso anno.
Dopo il Canada, la 'top ten' viene completata da Norvegia, Svizzera, Finlandia, Svezia, Danimarca, Australia, Olanda, Nuova Zelanda e Irlanda. Gli Stati Uniti sono arretrati dal 27° al 38° posto.

venerdì 10 febbraio 2017

Trump incontrerà Trudeau il 13 febbraio alla Casa Bianca

E finalmente arrivò il giorno del grande incontro: l'America di Sinistra incontro l'America di Destra. I leader di Canada e Stati Uniti si troveranno uno di fronte all'altro lunedì 13 febbraio, quando il primo ministro canadese Justin Trudeau scenderà lungo il confine, fino a Washington, per incontrare (o affrontare?) il presidente Donald Trump alla Casa Bianca.
Trudeau sarà il terzo capo di governo ricevuto da Trump, dopo la britannica Theresa May e il premier giapponese Shinzo Abe, atteso per oggi. "Forti relazioni fra Stati Uniti e Canada aiutano la classe media di entrambe le nostre nazioni. Lunedì incontrerò Donald Trump in DC (Washington, ndr) per continuare con questo identico obiettivo", ha twittato Trudeau sul proprio profilo 'social'.
Al centro del colloquio la rinegoziazione del trattato di libero scambio Nafta fra Usa, Messico e Canada, ma probabilmente si parlerà anche di accoglienza di rifugiati e altri aspetti economici.

martedì 7 febbraio 2017

Coppa Davis: follia Shapovalov, palla addosso al giudice, Canada squalificato

Brutta conclusione a Ottawa della sfida di Coppa Davis di tennis fra Canada e Gran Bretagna. Nel singolare decisivo il canadese Denis Shapovalov si è reso protagonista di un episodio poco edificante. In svantaggio per 6-3 6-4 2-1 contro il britannico Kyle Edmund, il 17enne di origini russe, proprio dopo aver subito il break nel terzo gioco del terzo set, in un gesto di stizza ha tirato una pallata in tribuna finendo però per colpire in pieno volto il giudice di sedia Arnaud Gabas.
Nessun danno serio per lui a parte un occhio pesto, ma il giudice arbitro Brian Early, che ha assistito all'incidente, ha stabilito l'immediata squalifica di Shapovalov per condotta antisportiva nonostante le ripetute scuse del giocatore canadese, visibilmente dispiaciuto e pentito del gesto. Grazie alla squalifica di Shapovalov la Gran Bretagna - che era priva del numero 1 mondiale Andy Murray - ha vinto l'incontro per 3-2 e si è qualificata per i quarti di finale, dove incontrerà la Francia. (fonte: ANSA)