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venerdì 31 dicembre 2021

Richiesta troppo elevata di sciroppo d'acero, il Canada dà fondo alle riserve

Sciroppo d'acero e Canada, una cosa sola...
Cresce la domanda di sciroppo d'acero in Canada, dopo uno scarso raccolto, un dato di fatto che aveva creato non pochi problemi. La provincia del Quebec ha così deciso di dar fondo a tutte le sue riserve di questo dolcissimo nettare.
I produttori quebecoise (Quebec Maple Syrup Producers) intaccheranno più della metà delle loro scorte per far fronte alla domanda.
Il Quebec produce i tre quarti della fornitura mondiale di sciroppo d'acero (73% la cifra esatta) e la sua organizzazione di settore raduna 11mila produttori. Il più importante Paese d'esportazione sono, ovviamente, gli Stati Uniti, con il 60% totale delle esportazioni.
La maggiore riserva si trova a Laurierville, vicino a Quebec City. (fonte AGI/AFP)

sabato 28 aprile 2018

La pasta non fa ingrassare, lo dice uno studio canadese

I carboidrati vengono spesso 'messi all'indice' nelle diete, ma la stessa attenzione negativa non la meriterebbe la pasta, che anzi può essere parte integrante di un regime alimentare sano. A differenza della maggior parte dei carboidrati 'raffinati', che sono rapidamente assorbiti nel flusso sanguigno, questo alimento ha infatti un basso indice glicemico, il che significa che provoca minori aumenti dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quelli causati dal consumo di cibi che invece hanno un livello alto di questo indice.
Lo rileva uno studio del St. Michael's Hospital, in Canada, pubblicato su BMJ Open, che ha come prima autrice la ricercatrice di origine italiana Laura Chiavaroli. "Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all'aumento di peso o all'aumento del grasso corporeo", evidenzia l'autore principale, John Sievenpiper.
"In realtà - aggiunge - l'analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, la pasta può essere parte di una dieta sana come ad esempio quella a basso indice glicemico". Le persone coinvolte hanno mangiato in media 3,3 porzioni di pasta alla settimana invece di altri carboidrati. Da controlli effettuati è emerso che avevano perso circa mezzo chilo in 12 settimane. Gli autori sottolineano che i risultati sono generalizzabili alla pasta consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico e avvertono che sono necessarie maggiori ricerche per determinare se la perdita di peso si applica anche alla pasta come parte di altre diete salutari.
Lo studio si basa su una revisione sistematica e una meta-analisi di tutte le prove disponibili provenienti da studi randomizzati controllati, identificando 30 ricerche che hanno coinvolto quasi 2.500 persone che hanno mangiato pasta invece di altri carboidrati come parte di una dieta sana a basso indice glicemico. (fonte: ANSA)

domenica 28 febbraio 2016

Parmigiano Reggiano, debutto a Whole Foods

E' stato ribattezzato 'Parm Crack'. Undici punti vendita canadesi della catena Whole Foods hanno cominciato a tagliare altrettante forme di Parmigiano Reggiano. Oltre che in Canada, l'evento ha toccato altre nazioni di lingua inglese, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, per un totale di 438 negozi, con una simbolica forma per negozio.
"La catena Whole Foods - spiega Riccardo Deserti, direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano - già da qualche anno organizza in collaborazione con il Consorzio questa apertura spettacolarizzata delle forme per portare l'attenzione dei propri consumatori e clienti sul tema della qualità degli alimenti".
Campagne di questo genere, prosegue Deserti, "appaiono ancora più importanti all'indomani della scoperta, avvenuta proprio sul mercato americano, da parte della Food and Drugs Administration, del cosiddetto 'parmesan americano alla segatura', con cellulosa oltre i limiti consentiti, un prodotto che nulla ha a che fare con il vero Parmigiano Reggiano". Una scoperta "di pochi giorni fa - prosegue l'esponente del consorzio - che ha riportato all'attenzione del grande pubblico quanto sia dannoso lasciare alle pure logiche di mercato la produzione dei prodotti alimentari, senza il rispetto delle più elementari regole di produzione e delle corrette indicazioni sull'origine dei prodotti. In particolare in un mercato come quello Usa in cui è in crescita sia l'attenzione da parte dei consumatori, sia la domanda dei prodotti di alta gamma, come testimonia - chiosa Deserti - il +28% di esportazioni di Parmigiano Reggiano nel 2015".

venerdì 21 agosto 2015

McMaster University, sì ai grassi saturi, no a quelli trans

Non tutti i grassi fanno così male al cuore come si riteneva fino a poco tempo fa. Lo sostiene una ricerca condotta dalla McMaster University di Hamilton, che ha messo a confronto i risultati di 50 studi per valutare l'associazione fra grassi saturi e trans e le ricadute sulla salute degli adulti.
La conclusione assolve dalle cause di mortalità i grassi saturi, quelli di origine animale e contenuti in uova, carne, burro e formaggi. Un aumento del 34% della mortalità è invece direttamente correlato al consumo dei grassi trans, o idrogenati, spesso presenti in merendine, snack e prodotti industriali per via del loro basso costo.
L'autore della ricerca è Russell de Souza, assistente professore del Department of Clinical Epidemiology and Biostatistics dell'università canadese.