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mercoledì 27 marzo 2019

Aziende, le grandi potenzialità del Canada

Susan Bincoletto, seconda da destra (foto Ticinonews)
La Camera di commercio (svizzera, ndr) ha presentato le opportunità che offre il Paese alle imprese ticinesi
Il Canada è un mercato particolarmente interessante per le aziende svizzere grazie alla sua stabilità e al grande potenziale. È quanto emerso dall'evento Paese organizzato dalla Camera di commercio del canton Ticino in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PWC, M. Zardi & Co. S.A) (recentemente, ndr) a Lugano.
I diversi interventi si sono focalizzati sulle informazioni pratiche riguardanti le opportunità di business del mercato canadese. Valentina Rossi, responsabile del Servizio Export Cc-Ti, ha aperto la conferenza sottolineando l’interesse della Camera di commercio verso il Canada, nato grazie anche agli ottimi contatti instaurati con l’Ambasciata canadese a Berna e con l’ambasciatrice Susan Bincoletto. La Camera di commercio si appresta a partire per il Canada dal 27 aprile al 4 maggio 2019, con un programma che si snoderà tra Toronto e Montréal.
Importanti relazioni
Ospite d’onore dell’evento, l’ambasciatrice del Canada in Svizzera e Liechtenstein, Susan Bincoletto, ha sottolineato l’importanza delle relazioni diplomatiche, economiche e culturali tra i nostri due Paesi, soffermandosi sul fatto che i nostri due Paesi sono molto simili, che mirano ad una politica stabile e hanno dei valori comuni. Sia la Svizzera sia il Canada sono Paesi aperti che sostengono il commercio internazionale e il ruolo dell’Ambasciata è quello di aiutare le aziende svizzere che vogliono investire in Canada. Ieri l’ambasciatrice ha visitato l’Istituto dalle Molle e oggi la Medacta.
In seguito la parola è passata a Claudio Nicolai Wewel del dipartimento «Swiss Macro Economics & Strategy» di Credit Suisse, che ha parlato della realtà macroeconomica canadese e ha sottolineato come questa sia legata all’andamento dell’economia USA. Il PIL negli ultimi anni, per esempio, ha seguito la crescita del PIL negli Stati Uniti.
Eros Robbiani, Head of the Swiss Business Hub Canada, ha sottolineato quanto Svizzera e Canada siano simili, soprattutto dal punto di vista dell’apertura del mercato, della competitività e dell’eccellente clima economico. Il Canada è un mercato molto interessante per le aziende svizzere grazie al commercio bilaterale in continua crescita e alle nuove opportunità nate dall’accordo di libero scambio.
Grazie alla presentazione di Marco Arrighini, senior sales manager presso Euler Hermes Switzerland, è emerso che il rischio di fare business sul mercato canadese è molto basso. Il Canada è caratterizzato da un sistema giudiziario efficiente ed affidabile e da una «cultura del pagamento» eccellente che facilitano il business.
A chiudere l’evento, la tradizionale testimonianza aziendale che in questa occasione è stata affidata ad Alessandro Russi, sales director di RKB Europe, importante azienda che opera nel settore della produzione dei cuscinetti volventi dal 1936, attiva da diversi anni in Canada. (fonte: Corriere del Ticino)

sabato 19 maggio 2018

Mondiali hockey ghiaccio 2018: Canada, addio alla finale

Il Canada dell'hockey ghiaccio patisce l'ennesima delusione di un 2018 maledetto. Dopo la beffa subita ai Giochi Olimpici ecco arrivare anche la sconfitta ai Mondiali di Copenhagen, in Danimarca. Alla sconfitta si aggiunge anche l'onta di avere subito l'eliminazione per mano (pardòn, bastone...) della 'piccola' Svizzera, che si è imposta con merito sui canadesi, allenati da Bill Peters, per 3-2.
Gara con gli elvetici sempre avanti e i nordamericani a pareggiare nel secondo periodo con Bo Horvat, e a cercare di raddrizzare la gara nel finale con un tiro dalla distanza di Colton Parayko. Troppo tardi, però, complice l'ennesima formazione rabberciata inviata a un torneo di caratura internazionale, affrontato con troppa sufficienza e presunzione.
Un ko, quello canadese, che potrà essere positivo solo se nelle alte sfere del mondo hockeistico si comprenderà che, per sviluppare questo gioco, Mondiali e Olimpiadi sono un veicolo essenziale, e che a entrambi va data la massima attenzione e pubblicità. Dei campionati del mondo vissuti a cadenza annuale con le seconde linee di squadre già eliminate dai playoff non possono essere lo spot migliore per un sport che ha bisogno di pubblicità in nazioni che non siano necessariamente Stati Uniti e Canada. Peraltro entrambe già eliminate, perché la finale sarà tutta europea, Svezia contro Svizzera.

domenica 31 dicembre 2017

Coppa Spengler 2017, il Team Canada vince la terza di fila

Il terzo gol del Team Canada
E' il Team Canada a imporsi nella finale della Coppa Spengler, il tradizionale torneo a inviti di hockey ghiaccio nato nel 1923 che si disputa da sempre negli ultimi giorni dell'anno sul ghiaccio della località svizzera di Davos.
La squadra canadese, una sorta di 'all star' che vede schierati i migliori giocatori della Foglia d'Acero dei campionati europei (elvetico in particolare) assieme ad alcuni 'prospetti' provenienti dalle università e dalle 'minors', ha superato con il punteggio di 3-0 proprio la nazionale della Svizzera, con una rete per tempo firmate da  Maxim Noreau, Zach Boychuk e David McIntyre.
L'albo d'oro della Spengler dal 2000
Da segnalare, nel Team Canada, la presenza di uno stagionato campione NHL come Chris Kelly, oltre 800 partite fra i 'pro' con Boston e Ottawa, una Stanley Cup con i Bruins e ora una 'retrocessione' nel farm-team AHL dei Senators, i Belleville Senators (da cui poi si è svincolato), dove in questa stagione ha raccolto appena nove partite senza punti. In roster anche Maxim Lapierre, ora al Lugano, ma pure attivo e provocatore nella serie di finale di Stanley Cup persa dai Vancouver Canucks contro i Boston Bruins nel 2011.
Con questo successo, terzo consecutivo e settimo dal Duemila, il Team Canada raggiunge il Davos al comando della classifica per successi, 15 a testa.



martedì 7 febbraio 2017

Il Canada di Trudeau accoglie i rifugiati islamici, ma caccia gli svizzeri

foto tratta dal giornale Chronicle Herald
La storia riportata dal quotidiano canadese “Chronicle Herald” ha dell’incredibile: le autorità della Nuova Scozia, infatti, hanno deciso di espellere una famiglia svizzera dal Canada, proprio pochi giorno il noto tweet del primo ministro, Justin Trudeau, in cui invitava i rifugiati islamici esclusi dal bando di Donald Trump a venire in Canada: "I canadesi vi daranno il benvenuto, indipendentemente dalla vostra fede. La diversità è la nostra forza”.
Evidentemente tanto è l'amore per gli arabi e gli islamici, che i canadesi si devono essere dimenticati degli europei. Infatti la vicenda riguarda Judit e Daniel Huwiler e i loro due figli di 14 e 11 anni, Daniel jr. e Thomas, obbligati a lasciare il Canada, dove risiedono dal 2013, il prossimo 23 febbraio.
La famiglia di Daniel (i genitori e i suoi otto fratelli) si era trasferita nella nazione della Foglia d'Acero circa vent'anni fa. Il più giovane dei fratelli, Daniel appunto, li aveva raggiunti in compagnia della moglie solo quattro anni fa e non aveva mai ottenuto il passaporto canadese.
Gli Huwiler erano entrati in Canada grazie a un visto turistico e nei quattro anni successivi hanno tentato invano di ottenere un permesso di dimora. Nonostante l'aiuto di tre avvocati e 40 lettere firmate da amici e conoscenti di Bridgewater, la cittadina dove risiedono e dove sono molto benvoluti, le autorità canadesi ne hanno deciso l'espulsione. Judit e Daniel, durante la loro permanenza in Canada, non potevano lavorare a causa del visto turistico e sono stati aiutati finanziariamente dalla famiglia ungherese di lei, ma i soldi sono finiti.
La decisione ha distrutto gli Huwiler: “I nostri figli sono in lacrime. Dove sta l'umanità?”. La famiglia non riesce a immaginarsi una vita in Svizzera: “Abitiamo qui da anni, ci siamo conosciuti nel 1999 negli USA e i nostri figli hanno il passaporto americano. In Svizzera abbiamo vissuto poco e siamo scappati in Canada dopo diversi episodi di bullismo nei confronti di Daniel Jr. e Thomas, che non parlano nemmeno una parola di tedesco”. Le autorità canadesi però sono state inflessibili. (fonte: Ticinonews)