Visualizzazione post con etichetta turismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta turismo. Mostra tutti i post

mercoledì 23 gennaio 2019

Fra Canada e Norvegia è scoppiata la guerra dell'alce più alto del mondo

E' ormai guerra aperta tra Canada e Norvegia per stabilire chi disponga della statua di alce più alta del mondo. Una 'guerra' simpatica, basata su misure, risposte e repliche, con tanti di architetti e ingegneri chiamati in causa per rendere il proprio alce più alto di quello dell'avversario.
Già, perché Mac the Moose, l'alce di nove tonnellate sistemato sulla strada di Moose Jaw, cittadina del Saskatoon, alto quasi 10 metri, è stato superato in altezza da quello recentemente costruito in terra scandinava, di circa 30 centimetri.
Jacki L'Heureux Mason, executive director dell'ente del turismo locale, ha annunciato che verranno realizzate le opportune correzioni per riportare l'alce canadese in vetta (è proprio il caso di dirlo) alla classifica. Ma dalla Norvegia sono pronti ad alzare il proprio. E la storia continua...

venerdì 29 giugno 2018

Islanda, troppo turismo: è colpa di Justin Bieber

Un suggestivo articolo de Il Giornale parla dell'Islanda e di come il giovane cantante canadese Justin Bieber l'abbia inconsapevolmente messa in... pericolo. Vi propongo alcuni stralci dell'articolo di Marzio G. Mian.

L'Islanda verso il collasso «È colpa di Justin Bieber»
Troppi turisti, poche strutture e natura a rischio. Accuse al video della popstar girato fra i ghiacciai

di Marzio G. Mian

"Non si sente più parlare islandese per le strade, è un suicidio, altro che Venezia. Quest'estate sarà la mazzata finale", dice Edward Hujbens, professore di geografia umana a Reykjavík. È la famosa invasione dei turisti in Islanda, lo scorso anno 2,5 milioni di arrivi in un'isola abitata da 346mila persone. La previsione è che entro ottobre si superino i tre milioni, uno tsunami. Le entrate dal turismo, circa 10 miliardi di dollari nel 2017, sono diventate la prima voce del PIL, doppiando quelle dalla pesca, una sciagura per l'identità nazionale, una benedizione per le casse dello Stato dopo il crac finanziario seguito alla crisi del 2008.
Per gli islandesi è stato un decennio folle, in linea con il loro carattere spregiudicato dettato da una natura così creativa da incastrare i vulcani dentro i ghiacciai. Prima della crisi era il terzo paese più competitivo al mondo, reddito medio 65mila dollari l'anno. La chiamavano la 'Tigre Boreale'. Solo vent'anni prima era il Paese più povero d'Europa, un luogo conosciuto solo come avamposto americano della Guerra Fredda. Eppure l'Islanda è l'unico angolo del pianeta a non aver mai conosciuto l'analfabetismo, i vichinghi arrivarono con un libro sotto il braccio. Tutti parlano l'inglese, ma sono in grado di leggere le saghe islandesi scritte mille anni fa da Erik il Rosso in persona... Poi è venuto il crollo, conti in banca evaporati in una notte. Si è scoperto che erano tutti debiti, 160mila euro per islandese. Le Range Rover ribattezzate Game Over... Secondo Einar Torfi Finnsson, responsabile delle guide alpine, ci sono state quattro fasi prima dell'invasione: la svalutazione della krona dopo la crisi, l'apertura di alcuni voli low cost, l'esplosione del vulcano Eyjafjallajökull nel 2010 che ha offuscato i cieli di mezzo mondo ma anche scatenato la curiosità internazionale per l'Islanda.
"E poi è arrivato Justin Bieber, è Justin Bieber che ci ha rovinati", dice Einar. La popstar canadese nel video "I'll Show You", (450 milioni di visualizzazioni), si mostra mentre rotola sui licheni, si bagna nell'acqua dei ghiacciai in discioglimento, s'affaccia sul baratro tra le scogliere, dando l'idea che in Islanda si può fare un tuffo 'into the wild', dritti nel Pleistocene. "È stato l'inizio del disastro", conferma Rannaveig Olafsdottir docente di sociologia del Turismo a Reykjavík. "Non c'era nessun piano, nessuna infrastruttura, nemmeno bagni sufficienti. I porti non sono adeguati alle navi da crociera, e le navi non sono adatte a queste latitudini, è un groviglio d'irresponsabilità incrociate, prima o poi succede una tragedia. Tutta questa gente che arriva pensa di vedere l'ultimo scampolo di Natura selvaggia prima che sparisca, e così contribuisce a distruggerla"... Certo, molti villaggi abbandonati con la crisi della pesca e molte fattorie in decadenza tornano a vivere perché i giovani aprono ristoranti, attrezzano alloggi e avviano aziende per le escursioni. Gira tanto denaro. "Ma stiamo perdendo l'anima, il senso di essere islandesi in un mondo globalizzato, quello spirito che ci ha creati in qualche modo speciali e misteriosi", dice Edward, il professore di geografia: "La prossima vittima del Turismo nel Grande Nord sarà la Groenlandia, ma noi continuiamo a metterli in guardia. Non fate come noi...".

domenica 21 giugno 2015

Parco Yoho, piccolo gioiello canadese

Tratto raramente post di carattere naturalistico, il che è comunque un peccato, viste le ampie possibilità che il Canada fornisce in questo senso. Per questo, quando è il caso, meglio lasciare il passo a chi di queste cose se ne occupa di mestiere. E così ho pensato di girarvi un estratto di questo splendido articolo del mese di giugno del National Geographic Magazine, dedicato al Parco Nazionale Yoho, scritto da McKenzie Funk, con fotografie di Peter Essick.

"Cent'anni fa, sulle pendici del Monte Field, nel Parco Nazionale Yoho in Canada, Charles Doolittle Walcott - all'epoca direttore della Smithsonian Institution e affermato paleontologo - fece due scoperte che gli avrebbero cambiato la vita. La prima riguardava un giacimento di fossili considerato tra i più importanti al mondo, e che porta ancora il suo nome. La seconda era Mary Vaux, che sarebbe diventata la sua terza moglie, alla quale Walcott avrebbe anche dedicato un genere di spugne fossilizzate, Vauxia appunto.
Naturalmente i visitatori moderni di questo sublime ma spesso trascurato parco delle Montagne Rocciose canadesi sono più interessati alla prima di queste due scoperte. Nel 1980 l'affioramento di argillite di Burgess, che comprende il giacimento Walcott, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Qualche anno dopo, nel bestseller "La vita è meravigliosa", il biologo evoluzionista Stephen Jay Gould definì l'argillite di Burgess "la più preziosa e importante di tutte le località fossilifere". E' un tesoro di fauna marina del Cambriano perfettamente conservata che comprende oltre 200 mila singolarissimi esemplari e chissà quanti altri ancora da scoprire...".