mercoledì 15 febbraio 2017

Smart, in Canada e Usa sarà solo elettrica

La Smart diventerà, per quanto riguarda Canada e Stati Uniti, un brand esclusivamente elettrico. La lettera, indirizzata ai concessionari nordamericani, parla di uno stop delle versioni a benzina a partire dalla fine del 2017: secondo il ceo di Mercedes-Benz Usa, Dietmar Exler, a richiederlo è lo stesso mercato delle citycar. “Con il lancio della quarta generazione della fortwo electric drive – scrive il top manager – la gamma Smart sarà unicamente composta dalle versioni coupé e cabrio a emissioni zero”.
La svolta è spiegata anche dai freddi numeri: dal 2014 al 2016, le vendite americane del brand sono infatti calate da 10.453 unità a 6.211.
Secondo i piani della casa tedesca, la produzione delle Smart a benzina nei due mercati nordamericani cesserà in aprile, mentre le vendite continueranno fino all’esaurimento degli esemplari. Il Gruppo Daimler è a sua volta intenzionato a lanciare dieci modelli a batteria entro il 2025: tre di questi dovrebbero essere di tipo Smart.

Air Canada: nuovo logo, nuove uniformi

La compagnia aerea Air Canada ha presentato un nuovo logo denominato 'Ispirato dal canada' per modernizzare la propria immagine, e visibile anche sulle divise del personale.
In occasione di tre eventi che si sono svolti pochi giorni fa contemporaneamente a Toronto, Montreal e Vancouver, la compagnia di bandiera canadese ha presentato una nuova livrea per la sua intera flotta, con nuove divise eleganti per i propri dipendenti, e un assaggio di alcuni dei nuovi menù che verranno offerti a bordo. L'uniforme bianca e nera mette in evidenza l'iconica foglia d'acero rosso presente sulla coda di tutti i velivoli Air Canada, dopo un'assenza di 24 anni.
Questa nuova immagine, che riflette la vasta geografia del Paese e il contrasto delle stagioni, facendo riferimento alla sua fauna e al patrimonio delle nazioni aborigene, è stato progettata dallo studio internazionale di Winkreative, guidato dall'imprenditore canadese Tyler Brûlé. Tre aereicon questo nuovo logo entreranno in servizio da subito, tra cui un Boeing 787 Dreamliner.

Trattato Ceta: Ue e Canada, una firma per diminuire i dazi

L'Unione Europea e il Canada hanno firmato il capitolo agroalimentare del Ceta, l'accordo di libero scambio approvato dal Parlamento europeo.
Il trattato prevede il riconoscimento di tutto un elenco di prodotti Dop e Igp in Canada, Paese da sempre scettico sulle denominazioni di qualità europee, apertura di un contingente dedicato ai formaggi europei, azzeramento di dazi e semplificazione per l'export di vini e liquori, dolciumi, pasta, biscotti, preparati di frutta e verdura.
Secondo elaborazioni Nomisma su dati Istat, nel 2015 l'Italia ha esportato in Canada prodotti agroalimentari per oltre 720 milioni di euro (circa 300 solo di vino) e ha importato per circa 450 milioni di euro, soprattutto cereali come il grano.
Secondo i suoi sostenitori, l'accordo dovrebbe aumentare i volumi di scambio riducendo i costi delle esportazioni. Il Canada eliminerà i dazi per il 90,9% dei prodotti agricoli al momento dell'entrata in vigore del Ceta e per il 91,7% dopo una transizione di sette anni. Ottawa aprirà una quota da 18.500 tonnellate per i formaggi europei, supplementare a quella già prevista dagli accordi Wto.
L'Unione Euroopea, da parte sua, eliminerà il 92,2% dei dazi agricoli all'entrata in vigore e il 93,8% dopo sette anni. L'Ue ha concesso al Canada contingenti a dazio zero per: circa 50.000 tonnellate di carne di manzo non trattato con ormoni (0,6% dei consumi europei), 75.000 tonnellate per le carni suine (0,4%) e 8.000 per il mais dolce.
Sopra le quote concordate su questi prodotti sensibili, l'Ue continuerà ad applicare dazi, che saranno invece azzerati su grano tenero e duro, semi oleosi e legumi.

martedì 14 febbraio 2017

Trump-Trudeau, prove di disgelo a Washington

(foto Pablo Martinez Monsival / Associated Press)
Viene riprodotto di seguito il servizio pubblicato dall'agenzia ANSA, attraverso la propria inviata, Anna Lisa Rapanà, relativo all'incontro avvenuto a Washington fra ilpresidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il primo ministro del Canada, Justin Trudeau.

Trump,"cacciamo i criminali". E' 'caso Flynn', in bilico
Primo faccia a faccia Trump-Trudeau, prove di collaborazione

di Anna Lisa Rapanà

"Quello che stiamo facendo è cacciare via i criminali". Donald Trump difende così i raid delle forze dell'ordine contro immigrati illegali arrestati a centinaia in pochi giorni. Ancora una volta difende il suo operato con fermezza, affermando che sono gli americani a chiederglielo.
E' il tema caldo a Washington che squarcia inevitabilmente il clima pacato e diplomatico della conferenza stampa con il premier canadese Trudeau alla sua prima visita nella Casa Bianca di Trump. Mentre montano le tensioni anche sul 'caso Flynn' con la Casa Bianca che in serata ha confermato: il presidente sta "valutando la situazione" che riguarda il suo consigliere per la sicurezza, finito nella bufera dopo indiscrezioni di sue conversazioni con l'ambasciatore russo sulle sanzioni a Mosca. Davanti a voci sempre più insistenti che il suo posto nella West Wing è in bilico.
E' su questo sfondo che si è tenuto il primo faccia a faccia alla Casa Bianca tra Donald Trump e Justin Trudeau. I due leader trovano un terreno comune sulla creazione e la salvaguardia di posti di lavoro nel Nord America e sulla necessità di rafforzare la lotta al terrorismo. Ma sul tavolo restano i nodi dei rapporti commerciali, col presidente americano che mette in discussione il Nafta e la politica di
accoglienza dei rifugiati. Il premier canadese ha ribadito che il Canada resterà fedele ai suoi valori in tema di accoglienza dei profughi, ha però descritto con gli Usa un rapporto strettissimo, possibile grazie al "mutuo rispetto" e non ha mancato di sottolineare che no, non è venuto a Washington per "dare lezioni".
Così la visita a Washington del giovane e carismatico leader del nord si gioca su un delicato equilibrio, che trova poi una 'causa comune' immediata nel sostegno alle donne business leader con il lancio di una task force Usa-Canada volta proprio a potenziare il ruolo delle donne nel business. E con l'aiuto di Ivanka. La 'first daughter' è infatti testimonial dell'iniziativa, seduta accanto al premier canadese nella tavola rotonda che ha riunito donne manager dei due paesi.
Non si ferma nel frattempo l'acceso dibattito circa il bando sugli ingressi negli Usa di persone provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana che resta sospeso dopo che una corte d'appello federale in California ha respinto il ricorso con cui l'amministrazione Trump aveva chiesto il ripristino dell'ordine esecutivo. Resta l'ipotesi di una nuova stesura del testo, che riavvierebbe il processo scongiurando - o quanto meno interrompendo - una potenziale lunga battaglia legale diretta alla Corte Suprema dove manca ancora la conferma del nono giudice, Neil Gorsuch, indicato da Trump per ristabilire l'equilibrio dopo la scomparsa del conservatore Antonin Scalia.
Nell'occhio del ciclone adesso però c'è Flynn. Lui si è scusato con collaboratori e colleghi, in particolare per aver coinvolto il vice presidente Mike Pence e aver sviato l'attenzione dal messaggio dell'amministrazione. Dapprima Trump non si esprime, mentre Kellyanne Conway, una delle più strette collaboratrici, garantisce che il presidente ha "piena fiducia" nel suo consigliere per la sicurezza nazionale. Salvo poi essere surclassata da una nota di Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca: il presidente "sta valutando la situazione". I media non mancano di notare la discrepanza, fino a parlare di contraddizioni. Come ad avvalorare la tesi dei malumori che prendono il sopravvento nella West Wing, con indiscrezioni che segnalano tensioni tali da far ipotizzare già un 'rimpasto' possibile, e che potrebbe riguardare anche il chief of staff Rince Priebus. Considerato in principio una scelta di 'garanzia' verso il partito repubblicano, secondo alcuni osservatori potrebbe adesso rimanere vittima delle tensioni interne al più prossimo entourage del presidente. Così come Sean Spicer, la cui 'performance' non sarebbe sempre stata giudicata soddisfacente.

Trump: Trudeau, sui rifugiati non sono qui per dare lezioni

(foto Mark Wilson / Getty Images)
"L'ultima cosa che i canadesi si aspettano da me è che io venga qui a dare lezioni". Così il primo ministro canadese, Justin Trudeau, interpellato sul bando all'immigrazione da sette Paesi a maggioranza islamica deciso dal presidente Donald Trump e sulla sospensione del programma di accoglienza dei rifugiati siriani negli Stati Uniti.
Il Canada "può essere un esempio" ha sottolineato Trudeau, che via Twitter aveva annunciato l'accoglienza in Canada di 40.000 rifugiati dalla Siria. Durante la conferenza stampa congiunta con Trump alla Casa Bianca, il primo ministro canadese ha ribadito l'impegno sull'accoglienza degli immigrati mentre il presidente Usa ha spiegato il bando come una questione di sicurezza nazionale. "Il Canada ha pensato che tenere il Paese al sicuro sia una della responsabilità del governo e alle volte continuiamo a perseguire la nostra politica di apertura rispetto ai rifugiati senza compromettere la nostra sicurezza", ha osservato Trudeau. Trump, per contro, ha difeso il bando, rimarcando che non si possono lasciare "entrare i 'cattivi'. E' una questione di buon senso e continueremo a perseguirla con vigore". (fonte: AGI)

Trump incontra Trudeau, stretta di mano e sorrisi fra i due leader

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e Justin Trudeau, primo ministro del Canada, si sono incontrati quest'oggi alla Casa Bianca.
Al termine del meeting, durante la conferenza stampa congiunta, Trump ha sottolineato l'importanza di "relazioni commerciali reciproche" con il Canada, costruendo ponti per scambi commerciali "ancora più forti".
Relativamente all'accordo commerciale Nafta, che lega gli USA a Canada e Messico, e che Trump ha minacciato di voler boicottare, il leader statunitense ha ribadito come le relazioni commerciali fra i due Paesi nordamericani siano "eccezionali" e molto diverse da quelle con il Messico.
Trudeau, dal canto suo, ha indicato l'importanza "del libero flusso di beni e servizi" fra i due Paesi perché, se molti posti di lavoro canadesi dipendono delle relazioni con gli Usa, altrettanti posti di lavoro, negli Stati Uniti, dipendono dalle relazioni con il Canada. "Quello che le due amministrazioni faranno - ha assicurato Trudeau - è continuare a creare buoni posti di lavoro, consentendo il libero flusso di beni e servizi".

lunedì 13 febbraio 2017

Unione Europea, giovedì Trudeau a Strasburgo

Il voto finale del Parlamento europeo sull'accordo di libero scambio tra Ue e Canada, il Ceta, è uno dei principali punti in agenda nella sessione plenaria in programma da oggi a giovedì prossimo a Strasburgo.
Mercoledì ci sarà il voto, mentre giovedì mattina il primo ministro canadese JustinTrudeau terrà un discorso in aula sulle relazioni fra Unione Europea e Canada. Sarà la prima volta di un primo ministro canadese al Parlamento europeo.