domenica 3 dicembre 2017

Mikaela Shiffrin, la bella americana si impone a Lake Louise

Mikaela Shiffrin è nata a Vail, in Colorado
La campionessa statunitense Mikaela Shiffrin, regina dello slalom speciale con tre titoli mondiali e uno olimpico, ha vinto anche in discesa libera. La detentrice della Coppa del Mondo si è infatti imposta in 1'27"55 nella discesa 2 di coppa a Lake Louise, in Canada.
A soli 22 anni di età, questo è il suo 33° successo in carriera.
Secondo posto per la tedesca Viktoria Rebensburg in 1'27"68, mentre terza si è piazzata la svizzera Michelle Gisin in 1'27"72. La migliore azzurra - in una gara più breve di una ventina di secondi rispetto alla discesa 1 di ieri per la partenza abbassata dopo una forte nevicata in quota - è stata Sofia Goggia, ottava con il tempo di 1'28"24, che ha preceduto la statunitense LindseyVonn. Le altre italiane in classifica sono Verena Stuffer, 11.a in 1'28"48 ed Elena Fanchini, 17.a in 1'28"95. Più indietro Nadia Fanchini in 1'28"97, Johanna Schnarf in 1'29"05 e Nicol Delago in 1'29"15.
La gara, con partenza parecchio abbassata dopo una forte nevicata in quota, è cominciata con 75 minuti di ritardo perché a Lake Louise una interruzione di corrente causata dalla caduta di un albero ha bloccato gli impianti di risalita.
(fonte: ANSA)



sabato 2 dicembre 2017

"Napoli milionaria", il poster che indigna gli italiani del Canada

Il poster 'incriminato'
C'è un'idea di 'italiano' nel mondo, Canada compreso, nei confronti della quale è difficile lottare. E che a volte, peraltro, ci torna pure comoda. Io stesso, nei lontani tempi in cui vivevo Toronto, ero un 'italiano' perfetto: mangiavo gli spaghetti una volta ogni due giorni, chiamavo la mamma due volte al giorno, parlavo a voce alta, gesticolavo e baciavo sulle guance i miei amici, pure quelli maschi. Insomma, nulla di più lontano dal freddo canadese di stampo britannico, per il quale (e non solo per lui), l'italiano medio è moro e abbronzato, di carnagione olivastra, ama le spiagge di sassi presso cui si ferma, magari con un filo d'erba in bocca, a osservare il tramonto scendere lontano sul mare oppure a parlare amabilmente con il vecchio pescatore di turno, prima di tornare nella casa dei nonni, hablanti un qualsiasi dialetto meridionale (l'importante è che le donne vestano un fazzoletto nero in testa), meglio se a dorso d'asino.
L'immagine dell'Italia nel mondo è questa e, in qualche caso, lo è veramente ancora adesso. Ma gli stranieri negli stereotipi ci sguazzano, e chissenefrega se per me, che vengo da Milano, sono più vicine culturalmente Monaco di Baviera, Budapest o Zurigo rispetto a Calatafimi o Agrigento.
Nasce da qui la polemica, scoppiata sulle pagine del Corriere Canadese, legata al poster con cui è stata presentata la commedia "Napoli milionaria", di Eduardo De Filippo, presentata al Festival di Stratford in questi giorni.
La figura degli italiani nel mondo è ancora quella de "La ciociara"
Paola Chiarini, autrice dell'articolo, lo descrive così: "Una coppia, sullo sfondo nudo di una foto, lei con del denaro tra le mani, lui con filoncini di pane e salami infilati  nei pantaloni e salsicce intorno al collo... Non c’è nessun momento, in nessuna scena l’evidenza di un personaggio simile a quello del promo/poster. Anzi, il protagonista, quando viene invitato a mettersi a tavola per un banchetto organizzato per festeggiare la liberazione, non da nessuna importanza al cibo che viene messo a tavola e quasi come un disco rotto, non fa altro che raccontare le amare vicissitudini della trincea. Il manifesto dovrebbe indicare già un accenno al contenuto del lavoro che gli spettatori si appresteranno ad assistere. Spettatori per lo più di lingua inglese, per i quali l’opera è stata tradotta. Non è quello il personaggio che si presenterà a loro in palcoscenico. Osservando quell'uomo così conciato si sottolinea uno stereotipo di italiano per niente simile a quello interpretato dai personaggi del dramma, un italiano che non esiste nella storia, un italiano ridicolizzato e sminuito, il cui unico pensiero è quello del pane e salame. Con tale immagine non solo si fa torto ad un popolo che per guadagnarsi da vivere ha sfidato oceani e discriminazioni, ma anche all'autore della commedia che è uno dei maggiori artisti del Novecento... L’immagine del promo/poster non descrive in nessun modo il concetto essenziale dell’opera, tanto meno la figura dell’italiano che un pubblico non italiano dovrebbe imparare a conoscere anche attraverso una piece teatrale e un Festival che sceglie di portarla in scena in lingua inglese".
Una reazione dura, forse perfino esagerata, almeno per noi che siamo rimasti da 'questa parte' dell'oceano. Va detto che la Napoli di Eduardo (ma anche l'Italia di Eduardo) viveva certamente di pane e salame, e i soldi vi erano una rarità, per tutti. L'immagine un po' grottesca del poster non contiene, a mio avviso, tutti questi caratteri offensivi, anche e soprattutto visto che sul ritorno di fiamma dell'enogastronomia l'Italia ci campa e ci conta parecchio. Inoltre, il manifesto originale del film non mostra né pane né salame, ma una serie di personaggi che probabilmente da una cucina simile arrivavano. Insomma, è vero che spesso si rimane vittima degli stereotipi, ma forse, a volte, sono le vittime stesse che poco fanno per cambiarli.

Il manifesto originale del film: italianità stereotipata che trasuda da tutti i pori

venerdì 1 dicembre 2017

Grey Cup, trionfo dei Toronto Argonauts

Il trionfo degli Argos nei frame presi da TSN
Va ai Toronto Argonauts la 105.a edizione della Grey Cup, il trofeo che premia la squadra vincitrice della finale della Canadian Football League, la CFL, ovvero la versione canadese dell'NFL.
La franchigia dell'Ontario, che vanta il record di vittorie nella competizione, ora sono ben 17 su 23 finali giocate, ha superato al TD Place Stadium di Ottawa in un finale sportivamente drammatico i Calgary Stampeders con il punteggio di 27-24.
Decisivo un intercetto a quattro minuti dalla fine e un calcio piazzato a meno di un minuto dal termine. Gli Stampeders hanno avuto ancora una grande occasione nel finale, ma il lancio del loro quarterback da posizione favorevole è stato intercettato dalla difesa torontina.
L'ultimo successo di Toronto era targato 2012, e anche in quel caso, a risultare sconfitta, fu la squadra dell'Alberta.

Harry e Meghan, in crash il sito di Line The Label

Il principe Harry e Meghan Markle
Il brand canadese di Line the Label è finito sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo dopo la notizia del fidanzamento ufficiale tra il principe Harry e Meghan Markle.
Per la prima foto ufficiale Meghan ha infatti indossato l'anello di fidanzamento disegnato per lei da Harry e un cappotto a vestaglia in panno di lana firmato dalla casa di moda nordamericana, con base a Toronto, il cui sito è stato letteralmente preso d'assalto dai fan finendo addirittura in crash.

Luxottica: Essilor in attesa, arriva l'ok del Canada

Il progetto di fusione tra Essilor e Luxottica incassa il via libera dell'autorità antitrust del Canada, il Competition Bureau. Si tratta di una delle cinque giurisdizioni la cui approvazione è condizione sospensiva per il perfezionamento dell'operazione, ha ricordato il colosso dell'ottica annunciando l'arrivo dell'autorizzazione canadese.
All'operazione da oltre 50 miliardi di euro servirà ancora il via libera degli Stati Uniti, del Brasile, della Cina e dell'Europa. Proprio dalla Ue è giunto intanto un aggiornamento dalla commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, a Milano per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'universita' Bocconi. "Stiamo cercando di analizzare, ma non siamo ancora vicini alla scadenza" dell'iter di approvazione della fusione, ha spiegato Vestager. "Abbiamo bisogno ancora di un po' piu' di tempo".
"Il processo autorizzativo è ancora in corso, si tratta di aziende molto molto importanti che hanno una presenza di leadership in diversi mercati mondiali nel campo delle montature e delle lenti", ha detto poi Vestager di Luxottica ed Essilor. L'aggregazione è stata finora approvata in altri dieci paesi, prima dell'Ok del Canada giunto in giornata: ovvero Australia, Colombia, Corea del Sud, Giappone, India, Marocco, Nuova Zelanda, Sud Africa, Russia e Taiwan.
L'indagine dell'autorità antitrust europea sull'operazione con la francese Essilor aveva visto una breve sospensione circa un mese fa in attesa che le società integrassero le informazioni necessarie e ora il nuovo termine per una decisione della Commissione europea è fissato all'8 marzo del 2018 (in precedenza era indicato per il 26 febbraio). (fonte: ANSA)

giovedì 23 novembre 2017

Trump sorride, il Nebraska approva oleodotto Keystone

L'oleodotto Keystone XL
Con un voto combattuto (3 "sì" e 2 "no"), le autorità del Nebraska hanno concesso il permesso finale per far passare anche nel loro territorio il Keystone XL, il controverso oleodotto di 1897 km che collegherà il Canada alle raffinerie americane. L'unico 'paletto' all'opera - costo previsto otto miliardi di dollari - è che la TransCanada Corp, la società incaricata della costruzione, non potrà farlo sul suo tragitto preferito.
Si tratta comunque di una vittoria del presidente DonaldTrump, dei repubblicani e della lobby petrolifera, sullo sfondo di una deregulation dell'amministrazione presidenziale in campo energetico e dell'uscita Usa dall'accordo di Parigi sul clima. Il tycoon si era schierato a favore sin dalla campagna elettorale e, dopo il suo insediamento, aveva cancellato lo stop del presidente Barack Obama, che aveva bloccato l'opera nel 2015 sulla scia dei timori che il progetto contribuisse alle emissioni di gas serra.
L'autorizzazione è invece una sconfitta per gli ambientalisti, che insieme a nativi americani e ai proprietari dei terreni interessati dall'infrastruttura, si erano opposti evocando i rischi ecologici. Una preoccupazione rilanciata dopo l'incidente di quattro giorni fa causato nel vicino South Dakota da un oleodotto gestito dalla stessa società, da cui sono fuoriusciti 800 mila litri di petrolio che hanno contaminato la zona. (estratto da un articolo di Claudio Salvalaggio/ANSA)

Venezuela, giudice Tovar al Globe & Mail: "Firmai l'arresto di Lopez sotto minaccia"

Ralenis Tovar, la giudice venezuelana che firmò il mandato di arresto contro il leader oppositore Leopoldo Lopez - che attualmente sconta agli arresti domiciliari una condanna a 14 anni di carcere - ha ammesso di averlo fatto sotto minaccia e si è rifugiata in Canada, dove ha chiesto l'asilo politico.
In un'intervista al quotidiano canadese Globe & Mail, ripresa dalla stampa di Caracas, la 43enne venezuelana ha spiegato che prese la decisione di esiliarsi nel luglio scorso, quando un altro magistrato implicato nel processo contro Lopez è stato ucciso in circostanze misteriose.
"Nelson Moncada è stato trovato morto e anche lui era coinvolto nel caso Lopez. Ho pensato che doveva essere il governo che intendeva disfarsi in un modo o l'altro di chiunque avesse a che fare con la faccenda", ha detto la Tovar.
Nell'intervista, la giudice ha raccontato come nel febbraio del 2014, mentre stava tornando a casa, il presidente del Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) le telefonò per dirle di tornare subito in ufficio.
Una volta tornata in tribunale è stata accolta da quattro pm che le hanno consegnato tre mandati di arresto da firmare, uno dei quali era per Lopez. "Sono rimasta di pietra, perché sapevo quale era il vero motivo di quel mandato, che era di silenziare un leader politico che rappresentava un ostacolo per il presidente Nicolas Maduro", ha detto il magistrato.
Dopo aver firmato il mandato - i pm minacciavano di farle fare la fine di Maria Lourdes Afiuni, una giudice arrestata su ordine di Hugo Chavez e poi violentata in carcere - la Rovar è stata messa sotto controllo della polizia politica di Caracas, pedinata e con il telefono intercettato. (fonte: ANSA)

giovedì 16 novembre 2017

Valérie Plante, giuramento femminista per il sindaco di Montreal

Il nuovo sindaco di Montreal, Valérie Plante, ha giurato questo pomeriggio nella City Hall della città, assieme al nuovo consiglio cittadino.
La Plante è la prima 'sindaco' al femminile nella storia di Montreal, per una elezione che ha portato al comando della città, nei prossimi quattro anni, ben 53 donne, il 51% del totale, con ben sette sindaci collegiali pure di sesso femminile.
La cerimonia ha avuto dei connotati demagogicamente femministi, con la banda dei Buffalo Hat Singers che ha dedicato i propri brani alle donne in genere (?), mentre su uno schermo gigante sono state proiettate una lunga sfilza di immagini dedicate alle donne più importanti della storia cittadina. Ma ce n'era veramente bisogno?

Law & Order, Bellamy Young e il Canada protagonisti

Bellamy Young alla sbarra in una scena del telefilm
Law & Order è probabilmente la più fortunata serie nella storia dei telefilm americani, sicuramente quella con la vita più lunga e la più ampia serie di spin-off.
Nella serie originale, però, alla 9.a stagione, andata in onda nel 1998, venne trasmesso l'episodio "True North", il nono della serie e 190° assoluto, in cui protagonista è una giovane donna canadese, accusata di duplice omicidio, di cui il procuratore Jack McCoy (interpretato da Sam Waterston) chiede inizialmente invano l'estradizione.
Il finale sarà drammatico, con una trama tutta imperniata sulle differenze legislative fra Stati Uniti e Canada, e con diversi attacchi (voluti?) alla legge canadese.
Nell'episodio sono in scena tutti gli storici protagonisti del telefilm, con la bellissima Angie Harmon a fare da 'spalla' al procuratore McCoy, ma soprattutto l'affascinante Bellamy Young (nata ad Asheville, in North Carolina e apparsa in moltissime serie televisive) nei panni di Stephanie Harker, la canadese assassina.

Giovane mamma ritrovata morta a Calgary

Samarjit 'Seema' Kaur Minhas, una giovane madre di 30 anni scomparsa da una settimana, è stata ritrovata cadavere dalla polizia canadese.
La giovane donna, residente a Calgary, era stata vista in vita l'ultima volta il 9 novembre nei pressi di Coral Springs.
La famiglia aveva contattato la polizia il giorno dopo che la Minhas non si era presentata a prendere la figlia alla Mountain View Academy.
La polizia di Calgary ha confermato la morte della polizia questo mercoledì, aggiungendo però che la morte non è da considerarsi legata a fatti criminali.

ONU: a peacekeeper donna premio difensore militare di genere

Seitebatso Pearl Block
Una peacekeeper dell'ONU proveniente dal Sud Africa ha ricevuto il riconoscimento "United Nations' Military Gender Advocate of the Year" a Vancouver.
Il maggiore Seitebatso Pearl Block ha ricevuto il primo dal premier canadese Justin Trudeau e dal capo delle operazioni di pace dell'ONU, Jean-Pierre Lacroix, per il suo lavoro nel mantenimento della pace.
Il premio, creato l'anno scorso, riconosce la dedizione e lo sforzo di un peacekeeper nel promuovere i principi della risoluzione 1325 su donne, pace e sicurezza.
"Il maggiore Seitebatso è un'ispirazione per tutti noi e un esempio forte di come il mantenimento della pace sia incarnato da coloro che prendono iniziative personali e interagiscono con le comunità locali per trovare soluzioni ai loro problemi, proteggere meglio i civili e salvare vite umane", ha detto Lacroix. Come membro dal luglio 2016 al luglio 2017 della missione Monusco, in Congo, Seitebatso ha sviluppato una campagna di sms sulla violenza sessuale connessa al conflitto per raggiungere comunità che altrimenti non sarebbero state facilmente accessibili. (fonte: ANSA)