Si chiama eTA e significa 'electronic Travel Authorization'. Dal 15 marzo entrerà in vigore fra le nuove norme per l'ingresso in Canada per i cittadini stranieri esenti da visto, fra cui gli italiani.
In pratica, come succede da tempo per gli Stati Uniti (ESTA), tutti quelli che dovranno entrare nel Paese nordamericano, ovviamente attraverso un imbarco aereo, dovranno prima munirsi di una 'autorizzazione' che sarà effettuata online al costo di sette dollari canadesi pagabili 'solo' (meglio che sia specificato) con carta di credito e con la presenza di un indirizzo di posta elettronica verificato.
Il codice eTA sarà collegato elettronicamente al passaporto del richiedente e sarà valido per cinque anni o fino alla scadenza del passaporto, se questa interviene prima.
Le richieste - informa un comunicato dell'ambasciata italiana a Ottawa - potranno essere trasmesse da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet, inclusi i cellulari e la risposta perverrà di regola dopo pochi minuti, salvo i casi in cui le competenti autorità canadesi ritengano necessari ulteriori accertamenti.
Personalmente scoprii drammaticamente l'esistenza dell'ESTA statunitense a pochi minuti da una partenza. Mi trovavo a Santiago del Cile, a un'ora dal via, mi recai con tranquillità al check-in e, inebetito, mi trovai di fronte a questa nuova regola. Siccome l'aereo avrebbe fatto scalo a Newark, senza ESTA non sarei nemmeno partito, sebbene avessi tra le mani il biglietto o il contante per pagare il 'codice'. Niente da fare. Tornai febbrilmente indietro con non meno di un quarto d'ora a disposizione, pregando di riuscire a trovare connessione, collegamento e calma sufficiente per affrontare con calma ed eseguire le istruzioni del caso. Fortuna ha voluto che avessi con me il computer. In breve, tutto 'congiurò' positivamente, e così fui in grado di prendere il mio aereo per il Nord America. Serva di monito anche per voi, a questo codice non si può trasgredire, senza non vi farebbero nemmeno volare...
sabato 5 marzo 2016
Viaggiare in Canada, d'ora in poi servirà il codice eTA
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
lunedì 29 febbraio 2016
Rihanna e Drake, c'è tanto Canada in "Work"
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| Drake e Rihanna sul set del Real Jerk |
Assieme alla 28enne cantante delle Barbados c'è infatti il 'featuring' del rapper canadese Drake (è nato a Toronto), con cui Rihanna aveva già in precedenza lavorato in brani come "What's My Name?" e "Take Care".
Anche il video ha però molto di canadese anzi, quasi tutto: è stato infatti girato all'interno del ristorante Real Jerk, che si trova all'842 di Gerrard Street East a Toronto. Anche la regia è firmata da un canadese: si tratta di Director X, al secolo Julien Christian Lutz, anch'egli nato a Toronto, per metà svizzero e per metà originario di Trinidad & Tobago.
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
Vendola e Testa, nasce in Canada il bambino 'senza madre'
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| Eddy Testa e Nichi Vendola |
Qualcuno sobbalza e sottolinea, appunto, che ci mancherebbe, siamo nel 2016! Appunto, nel 2016 i diritti di un bambino, e della madre che l'ha partorito, vengono bellamente calpestati a vantaggio del desiderio, legittimo ma non per questo accettabile, di chi si è messo in testa che una coppia di uomini (o di donne) possa figliare.
Un gesto la cui riuscita avrebbe il senso di un miracolo, perché in natura non risulta che i mammiferi, di sicuro i primati, producano prole accoppiandosi con membri dello stesso sesso. Strano, quella stessa Madre Natura tanto invocata da ambientalisti, vegani e altra paccottiglia partorita dalla sinistra, in questo caso nulla vale. Quisquillie, pinzillacchere.
Passando alla triste cronaca, il figlio 'senza madre' della 'famiglia' Vendola-Testa si chiama Tobia Antonio, ed è avvenuto con la tecnica dell'utero in affitto, lecita in Canada (non certo una cosa di cui gloriarsi).
Il padre del bambino, sempre per la cronaca, è il signor Testa. Della madre, quella vera, per ora nulla si sa. Quella finta, a questo punto, fatti quattro calcoli, dovrebbe essere proprio Vendola. Auguri.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
Trattato UE-Canada, conclusa la revisione giuridica
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| La mole di scambio di beni e servizi fra Canada e UE |
E' quanto afferma il ministero dello Sviluppo economico in una nota sottolineando che è "un'intesa importante, da cui l'Italia si aspetta rilevanti ritorni in termini commerciali ed economici".
Si tratta, infatti, spiega il Ministero, del primo accordo ampio e approfondito raggiunto dall'Unione Europea con un paese membro del G7, che consentirà la rimozione quasi totale delle barriere tariffarie fra Europa e Canada, creando nuove opportunità di accesso al mercato.
"Il CETA - sottolinea il vice ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda - assicurerà importanti benefici al nostro Paese: dalla tutela dei prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) all'azzeramento di fatto dei dazi sui prodotti industriali, dall'accesso al mercato canadese dei servizi e degli appalti pubblici al superamento delle barriere non tariffarie".
Il 'legal scrubbing', prosegue Calenda, "ha anche permesso di aggiornare il capitolo sulla Protezione degli Investimenti, consentendo di raggiungere un risultato che tiene pienamente conto delle sensibilità manifestate dal Parlamento europeo e da parte dell'opinione pubblica. Il testo del CETA assorbe infatti il nuovo approccio UE su questo tema e sul meccanismo di risoluzione delle controversie, con punti fermi quali il diritto a regolamentare, etica e terzietà dei giudici, carattere permanente del sistema dei tribunali e modalità di appello. Un passo in avanti fondamentale che - osserva - trasforma l'iniziativa UE sugli Investimenti, di cui la Commissione si è fatta interprete, in un modello condiviso da un importante partner G7 suscettibile, quindi, di trasformarsi in un benchmark internazionale".
Il vice ministro conclude con l'auspicio "che la procedura per la firma e l'entrata in vigore dell'accordo CETA, raggiunto grazie all'impegno e alla determinazione della Commissione, possa concludersi nel più breve tempo possibile". (fonte: AGI)
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White, Maram unica presenza canadese
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| Maram Aboul Enein |
Ci siamo così imbattuti in Maram Aboul Enein, designer di origine egiziana ma residente da anni a Montreal. Sua la presenza presso il box 137 di via Tortona 27 e suo il marchio 'Maram'.
Non mi dilungherò nel raccontarvi i dettagli della sua esposizione, anche perché, per riservatezza, Maram mi ha chiesto di 'svelare' l'intervista e le immagini girate solo dopo la sua imminente partecipazione alla Toronto Fashion Week.
Tutto rimandato poco dopo la metà di marzo, quindi, con la dolcissima ragazza egittocanadese a raccontare i dettagli del suo abbigliamento.
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domenica 28 febbraio 2016
Pirelli ultrasoft nel GP Canada 2016
La Pirelli ha annunciato questo sabato le mescole che verranno utilizzate nel settimo appuntamento del Mondiale di Formula Uno in programma Canada dal 10 al 12 giugno.
I piloti saranno obbligati a utilizzare due set di soft gialle e avranno a disposizione come alternativa le super morbide rosse.
Nelle qualifiche invece faranno la loro prima apparizione le ultrasoft viola, must per le vetture che riusciranno a entrare nel Q3 conclusivo.
Secondo le regole del 2016, chi non accede all'ultima fase delle qualifiche potrà montare il compound più soffice in gara. (fonte: f1grandprix.motorionline.com)
I piloti saranno obbligati a utilizzare due set di soft gialle e avranno a disposizione come alternativa le super morbide rosse.
Nelle qualifiche invece faranno la loro prima apparizione le ultrasoft viola, must per le vetture che riusciranno a entrare nel Q3 conclusivo.
Secondo le regole del 2016, chi non accede all'ultima fase delle qualifiche potrà montare il compound più soffice in gara. (fonte: f1grandprix.motorionline.com)
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Sacchetti di plastica, Montreal dice basta
Montreal dichiara guerra ai sacchetti di plastica nei supermercati.
L'amministrazione comunale della città del Quebec sta infatti spingendo per approvare una misura che li metterebbe al bando entro il mese di gennaio del 2018.
In caso di approvazione, sarebbe la prima metropoli del Canada ad andare in questa direzione. Toronto, infatti, ci ha provato, ma fallendo, nel 2012. Il divieto, tuttavia, esiste in piccole città già dal 2007.
A Montreal, i sacchetti di plastica dovrebbero essere sostituiti da buste riciclabili.
"Stiamo agendo in maniera aggressiva, - ha detto il sindaco, Denis Coderre - è la miglior maniera per migliorare lo sviluppo sostenibile".
Non la pensano così, invece, le attività commerciali, secondo cui l'abolizione dei sacchetti danneggerà le vendite. (fonte: ANSA)
L'amministrazione comunale della città del Quebec sta infatti spingendo per approvare una misura che li metterebbe al bando entro il mese di gennaio del 2018.
In caso di approvazione, sarebbe la prima metropoli del Canada ad andare in questa direzione. Toronto, infatti, ci ha provato, ma fallendo, nel 2012. Il divieto, tuttavia, esiste in piccole città già dal 2007.
A Montreal, i sacchetti di plastica dovrebbero essere sostituiti da buste riciclabili.
"Stiamo agendo in maniera aggressiva, - ha detto il sindaco, Denis Coderre - è la miglior maniera per migliorare lo sviluppo sostenibile".
Non la pensano così, invece, le attività commerciali, secondo cui l'abolizione dei sacchetti danneggerà le vendite. (fonte: ANSA)
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Virus Zika, 14 casi in Canada
Sono 14 i casi di virus Zika contratti da cittadini canadesi.
Lo hanno reso noto le autorità sanitarie del Canada (Public Health Agency), aggiungendo che tutti i pazienti contagiati avrebbero viaggiato nelle zone in cui si trovano i focolai del virus.
Non si ha pertanto notizia, almeno finora, della presenza della zanzara in terra canadese.
Le autorità della Provincia dell'Alberta hanno fatto sapere che tre casi sono stati registrati nel 2016, mentre un quarto risaliva addirittura al 2013.
Lo hanno reso noto le autorità sanitarie del Canada (Public Health Agency), aggiungendo che tutti i pazienti contagiati avrebbero viaggiato nelle zone in cui si trovano i focolai del virus.
Non si ha pertanto notizia, almeno finora, della presenza della zanzara in terra canadese.
Le autorità della Provincia dell'Alberta hanno fatto sapere che tre casi sono stati registrati nel 2016, mentre un quarto risaliva addirittura al 2013.
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Mika Zibanejad, servita la natural hat trick
Grande risultato per Mika Zibanejad, giovane svedese di origine iraniana, attaccante degli Ottawa Senators.
Opposta ai Calgary Flames in un derby canadese, la squadra della Capitale si è imposta per 6-4 anche grazie alle tre reti di Zibanejad, tutte realizzate all'inizio del terzo periodo, in un lasso di tempo di due minuti e 38 secondi, fra il 46'10" e il 48'48" (la rete centrale è stata realizzata al 47'59"), portando i Sens dal 2-4 al temporaneo 5-4.
Per Zibanejad la terza marcatura è stata quindi il 'game winning goal' (la rete che ha deciso l'incontro, ndr) e il coronamento di quella che in gergo viene definita una 'natural hat trick', ovvero una tripletta (hat trick) con tre reti realizzate consecutivamente, senza gol (propri o degli avversari) segnati nel mezzo da altri giocatori.
Opposta ai Calgary Flames in un derby canadese, la squadra della Capitale si è imposta per 6-4 anche grazie alle tre reti di Zibanejad, tutte realizzate all'inizio del terzo periodo, in un lasso di tempo di due minuti e 38 secondi, fra il 46'10" e il 48'48" (la rete centrale è stata realizzata al 47'59"), portando i Sens dal 2-4 al temporaneo 5-4.
Per Zibanejad la terza marcatura è stata quindi il 'game winning goal' (la rete che ha deciso l'incontro, ndr) e il coronamento di quella che in gergo viene definita una 'natural hat trick', ovvero una tripletta (hat trick) con tre reti realizzate consecutivamente, senza gol (propri o degli avversari) segnati nel mezzo da altri giocatori.
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Parmigiano Reggiano, debutto a Whole Foods
E' stato ribattezzato 'Parm Crack'. Undici punti vendita canadesi della catena Whole Foods hanno cominciato a tagliare altrettante forme di Parmigiano Reggiano. Oltre che in Canada, l'evento ha toccato altre nazioni di lingua inglese, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, per un totale di 438 negozi, con una simbolica forma per negozio.
"La catena Whole Foods - spiega Riccardo Deserti, direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano - già da qualche anno organizza in collaborazione con il Consorzio questa apertura spettacolarizzata delle forme per portare l'attenzione dei propri consumatori e clienti sul tema della qualità degli alimenti".
Campagne di questo genere, prosegue Deserti, "appaiono ancora più importanti all'indomani della scoperta, avvenuta proprio sul mercato americano, da parte della Food and Drugs Administration, del cosiddetto 'parmesan americano alla segatura', con cellulosa oltre i limiti consentiti, un prodotto che nulla ha a che fare con il vero Parmigiano Reggiano". Una scoperta "di pochi giorni fa - prosegue l'esponente del consorzio - che ha riportato all'attenzione del grande pubblico quanto sia dannoso lasciare alle pure logiche di mercato la produzione dei prodotti alimentari, senza il rispetto delle più elementari regole di produzione e delle corrette indicazioni sull'origine dei prodotti. In particolare in un mercato come quello Usa in cui è in crescita sia l'attenzione da parte dei consumatori, sia la domanda dei prodotti di alta gamma, come testimonia - chiosa Deserti - il +28% di esportazioni di Parmigiano Reggiano nel 2015".
"La catena Whole Foods - spiega Riccardo Deserti, direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano - già da qualche anno organizza in collaborazione con il Consorzio questa apertura spettacolarizzata delle forme per portare l'attenzione dei propri consumatori e clienti sul tema della qualità degli alimenti".
Campagne di questo genere, prosegue Deserti, "appaiono ancora più importanti all'indomani della scoperta, avvenuta proprio sul mercato americano, da parte della Food and Drugs Administration, del cosiddetto 'parmesan americano alla segatura', con cellulosa oltre i limiti consentiti, un prodotto che nulla ha a che fare con il vero Parmigiano Reggiano". Una scoperta "di pochi giorni fa - prosegue l'esponente del consorzio - che ha riportato all'attenzione del grande pubblico quanto sia dannoso lasciare alle pure logiche di mercato la produzione dei prodotti alimentari, senza il rispetto delle più elementari regole di produzione e delle corrette indicazioni sull'origine dei prodotti. In particolare in un mercato come quello Usa in cui è in crescita sia l'attenzione da parte dei consumatori, sia la domanda dei prodotti di alta gamma, come testimonia - chiosa Deserti - il +28% di esportazioni di Parmigiano Reggiano nel 2015".
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