Un'ipotesi rivoluzionaria scuote il mondo dell'astronomia: il Big Bang, infatti, potrebbe non essere avvenuto come crediamo. In realtà, potrebbe non esserci stato affatto un Big Bang, e tutto il nostro Universo potrebbe avere un'origine completamente diversa.
Un gruppo di ricercatori del Perimeter Institute for Theoretical Physics di Waterloo, Canada, sono infatti convinti che l'Universo potrebbe essere il risultato del collasso di una stella a quattro dimensioni, una sorta di 'buco nero' estremamente particolare, molto difficile anche solo da immaginare.
Il modello dei ricercatori prevede che il nostro universo tridimensionale sia una membrana che fluttua attraverso un 'universo di massa' che ha quattro dimensioni spaziali. Secondo il team, se l'universo massa contiene stelle a quattro dimensioni, alcune potrebbero collassare formando buchi neri quadridimensionali proprio come fanno le stelle massicce nel nostro Universo: esplodono come supernovae con una violenta espulsione dei loro strati esterni, mentre gli strati interni collassano in un buco nero.
I buchi neri come li conosciamo hanno un 'orizzonte degli eventi', una membrana bidimensionale di confine. Nel caso di un buco nero quadridimensionale, l'orizzonte degli eventi sarebbe tridimensionale e secondo i modelli del gruppo di studiosi, un collasso di una stella quadridimensionale potrebbe aver espulso materiale tridimensionale nell'orizzonte degli eventi, espandendolo lentamente nel tempo. Questo orizzonte degli eventi potrebbe essere il nostro Universo.
domenica 22 settembre 2013
Big Bang, nuova teoria mette tutto in discussone
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
Nairobi news, anche due canadesi fra le vittime in Kenya
Ci sono anche due canadesi fra le decine di morti della strage di Nairobi, frutto del delirio islamico che ha provocato l'attacco al 'mall' della capitale del Kenya.
Solo di una vittima però si conoscono le generalità: Annemarie Desloges, 29 anni, distaccata al Department of Citizenship and Immigration canadese presente nella nazione africana.
"Verrà ricordata e onorata", ha detto di lei il primo ministro canadese Stephen Harper, che proprio in queste ore incontrerà la sua controparte italiana Enrico Letta. "Il Canada condanna nella maniera più forte questo atto vile diretto contro dei semplici civili innocenti che si erano recati a fare compere", ha poi aggiunto.
Il marito della Desloges, Robert Munk, è rimasto ferito nell'attentato. Trasportato all'ospedale, è stato medicato e già rilasciato.
(le due foto sotto sono di Siegfried Modola/Reuters)
Solo di una vittima però si conoscono le generalità: Annemarie Desloges, 29 anni, distaccata al Department of Citizenship and Immigration canadese presente nella nazione africana.
"Verrà ricordata e onorata", ha detto di lei il primo ministro canadese Stephen Harper, che proprio in queste ore incontrerà la sua controparte italiana Enrico Letta. "Il Canada condanna nella maniera più forte questo atto vile diretto contro dei semplici civili innocenti che si erano recati a fare compere", ha poi aggiunto.
Il marito della Desloges, Robert Munk, è rimasto ferito nell'attentato. Trasportato all'ospedale, è stato medicato e già rilasciato.
(le due foto sotto sono di Siegfried Modola/Reuters)
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
Letta in Nord America, la prima volta del premier italiano
Enrico Letta parte per il Nord America, la prima volta per il premier nel Canada e negli Stati Uniti, dove parteciperà all'assemblea generale dell'Onu a New York.
La prima tappa della tournée nordamericana del presidente del Consiglio sarà Toronto. L'arrivo del premier è previsto per domenica pomeriggio: Letta incontrerà prima il governatore generale del Canada, David Johnston, quindi il primo ministro canadese Stephen Harper, con il quale vedrà la comunità italo-canadese.
Lunedì invece Letta sarà a Ottawa, al Parlamento canadese, mentre in serata volerà a New York per i lavori dell'Onu.
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
sabato 21 settembre 2013
Terrorismo islamico, stop a soldi versati a gruppo musulmano canadese
Terrorismo islamico sotto la lente di ingrandimento in Canada, il tutto proprio mentre a Nairobi un gravissimo attentato a un centro commerciale ha provocato la morte di decine di persone.
La Canada Revenue Agency ha infatti deciso di revocare il 'charitable status' della sezione canadese dell'ISNA, l'Islamic Society of North America.
Il tutto dopo che fonti governative hanno accertato che la stessa ISNA avrebbe versato 280mila dollari nelle casse din un'organizzazione terroristica pakistana denominata Relief Organization for Kashmiri Muslims, che a sua volta sarebbe il 'volto umano' e politico della Jamaat-e-Islami, gruppo che sostiene gli Hizbul Mujahideen.
Il gruppo islamico ha risposto di aver inviato il denaro solo e soltanto per aiutare gli orfani e i bisognosi. Intanto, però, anche la versione statunitense dell'ISNA ha voluto prendere le distanze dai 'cugini' canadesi.
In luglio, il leader liberale canadese Justin Trudeau aveva parlato a un convegno dell'ISNA canadese, sollevando diverse critiche, arrivate anche dallo stesso Muslim Canadian Congress.
La Canada Revenue Agency ha infatti deciso di revocare il 'charitable status' della sezione canadese dell'ISNA, l'Islamic Society of North America.
Il tutto dopo che fonti governative hanno accertato che la stessa ISNA avrebbe versato 280mila dollari nelle casse din un'organizzazione terroristica pakistana denominata Relief Organization for Kashmiri Muslims, che a sua volta sarebbe il 'volto umano' e politico della Jamaat-e-Islami, gruppo che sostiene gli Hizbul Mujahideen.
Il gruppo islamico ha risposto di aver inviato il denaro solo e soltanto per aiutare gli orfani e i bisognosi. Intanto, però, anche la versione statunitense dell'ISNA ha voluto prendere le distanze dai 'cugini' canadesi.
In luglio, il leader liberale canadese Justin Trudeau aveva parlato a un convegno dell'ISNA canadese, sollevando diverse critiche, arrivate anche dallo stesso Muslim Canadian Congress.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
NHL preseason: due derby e un successo rotondo
In terra nordamericana proseguono le sfide di preseason, con due derby che si sono disputati.
Il primo, tra Vancouver Canucks ed Edmonton Oilers, ha visto gli ospiti imporsi con un secco 4-1 e reti, tutte nel primo periodo, di Jordan Eberle, Martin Marincin, David Perron e Jesse Joensuu per gli Oilers e di Brendan Gaunce per i Canucks.
Il secondo è stata la classica 'Battle of Ontario' fra Ottawa Senators e Toronto Maple Leafs, e anche in questo caso ha vinto la formazione in trasferta: 3-2 il finale con vantaggio iniziale di Fredrik Claesson e successivo pari di Andre Petersson per i Senators e di Nazem Kadri, Mason Raymond e Dave Bolland (game winning goal) per i Leafs.
Da segnalare infine il rotondo 6-0 dei Montreal Canadiens sul ghiaccio di Carolina Hurricanes, ottenuto grazie a sei marcatori differenti: Greg Pateryn, Alex Galchenyuk, David Desharnais, Michael Bournival, P.K. Subban e Max Pacioretty. (foto AP/The Canadian Press, Sean Kilpatrick)
I risultati del 15/9
I risultati del 16/9
I risultati del 17/9
Il primo, tra Vancouver Canucks ed Edmonton Oilers, ha visto gli ospiti imporsi con un secco 4-1 e reti, tutte nel primo periodo, di Jordan Eberle, Martin Marincin, David Perron e Jesse Joensuu per gli Oilers e di Brendan Gaunce per i Canucks.
Il secondo è stata la classica 'Battle of Ontario' fra Ottawa Senators e Toronto Maple Leafs, e anche in questo caso ha vinto la formazione in trasferta: 3-2 il finale con vantaggio iniziale di Fredrik Claesson e successivo pari di Andre Petersson per i Senators e di Nazem Kadri, Mason Raymond e Dave Bolland (game winning goal) per i Leafs.
Da segnalare infine il rotondo 6-0 dei Montreal Canadiens sul ghiaccio di Carolina Hurricanes, ottenuto grazie a sei marcatori differenti: Greg Pateryn, Alex Galchenyuk, David Desharnais, Michael Bournival, P.K. Subban e Max Pacioretty. (foto AP/The Canadian Press, Sean Kilpatrick)
I risultati del 18/9: Carolina-Columbus 4-5 Tampa Bay-St. Louis 4-3 OT Dallas-Florida 3-2 SO Colorado-Anaheim 1-2 Vancouver-Edmonton 1-4 I risultati del 19/9: Boston-Detroit 2-8 Buffalo-Carolina 5-2 New Jersey-NY Islanders 3-5 Tampa Bay-Nashville 5-1 Ottawa-Toronto 2-3 Chicago-Pittsburgh 3-4 SO Winnipeg-Minnesota 1-4 I risultati del 20/9: Washington-Chicago 4-5 SO Carolina-Montreal 0-6 St. Louis-Tampa Bay 3-4 Florida-Dallas 1-4 Colorado-Los Angeles 4-3 OT San Jose-Anaheim 2-3 OTI risultati del 14/9
I risultati del 15/9
I risultati del 16/9
I risultati del 17/9
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Malasanità nel mondo, 40 milioni di casi nel mondo
Sono oltre 40 milioni di episodi di malasanità che avvengono ogni anno in tutto il mondo e due terzi di questi si verificano nei paesi a basso e medio reddito.
Lo sostiene uno studio condotto dalla Toronto University e pubblicato sul British Medical Journal, che ha analizzato i risultati di più di 4mila articoli sull'assistenza sanitaria negli ospedali dal 1976 in avanti.
Il tutto sulla base di sette parametri chiave correlati a cure di scarsa qualità: danni da farmaci prescritti, infezioni delle vie urinarie associate a cateteri, infezioni del sangue associate a cateteri, polmoniti acquisite in ospedale, coaguli di sangue, cadute e piaghe da decubito.
Lo sostiene uno studio condotto dalla Toronto University e pubblicato sul British Medical Journal, che ha analizzato i risultati di più di 4mila articoli sull'assistenza sanitaria negli ospedali dal 1976 in avanti.
Il tutto sulla base di sette parametri chiave correlati a cure di scarsa qualità: danni da farmaci prescritti, infezioni delle vie urinarie associate a cateteri, infezioni del sangue associate a cateteri, polmoniti acquisite in ospedale, coaguli di sangue, cadute e piaghe da decubito.
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Ragazze copertina: Alexena, Sunshine Girl del 20 settembre
Era da un bel po di tempo che non mi cimentavo nella "Sunshine Girl", ovvero quello stuolo di soavi fanciulle scelto quotidianamente dalla catena di quotidiani del Sun per promuovere una ragazza da 'controcopertina', che vada a occupare l'ultima o la penultima pagina del giornale. Anzi, a pensarci bene, su questo blog è una 'prima volta' assoluta.
In questo caso si tratta di Alexena, Sunshine Girl di venerdì 20 settembre, con passate esperienze in televisione e al cinema (nel senso che fa l'attrice...).
Segno zodiacale del Capricorno, ama leggere e scrivere, almeno questo ci dicono i solerti 'esperti' del Sun.
La bella Alexena, nome vagamente orientale, si mantiene in forma correndo, facendo yoga e giocando a baseball. Tutto chiaro, no? (foto Dave Thomas)
In questo caso si tratta di Alexena, Sunshine Girl di venerdì 20 settembre, con passate esperienze in televisione e al cinema (nel senso che fa l'attrice...).
Segno zodiacale del Capricorno, ama leggere e scrivere, almeno questo ci dicono i solerti 'esperti' del Sun.
La bella Alexena, nome vagamente orientale, si mantiene in forma correndo, facendo yoga e giocando a baseball. Tutto chiaro, no? (foto Dave Thomas)
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Squali in diminuzione, a rischio le barriere coralline
Chi non ha mai tifato per lo squalo nel famoso film "Jaws"? La perfezione, la crudeltà e la totale mancanza di morale con cui questo meraviglioso essere vivente uccide le proprie prede è pari forse soltanto a quella di un antico dinosauro.
Intanto, uno studio della Toronto University, coordinato da Jonathan Ruppert, ha stabilito che la pesca eccessiva degli squali starebbe danneggiando le barriere coralline.
Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista "Plos One", la mancanza di pescicane (o pescecani?) determina una sorta di reazione a catena che si ripercuoterebbe anche sui coralli.
"Nelle zone in cui i numeri di squali sono ridotti a causa della pesca commerciale, vi è anche una diminuzione dei pesci erbivori che svolgono un ruolo chiave nella promozione della salute dei coralli", ha spiegato Ruppert, "il declino delle popolazioni di squali è apparso dai nostri risultati direttamente correlato a cambiamenti fondamentali nella struttura delle catene alimentari tra le barriere".
La ricerca ha dimostrato che la diminuzione di squali favorisce l'aumento di predatori di medio livello - come i dentici - ma riduce il numero di erbivori come i pesci pappagallo (Scaridae), molto importanti per la salute delle barriere coralline, perché mangiano le alghe che, altrimenti, avrebbero la meglio sui giovani coralli al largo della costa nord-ovest dell'Australia.
Intanto, uno studio della Toronto University, coordinato da Jonathan Ruppert, ha stabilito che la pesca eccessiva degli squali starebbe danneggiando le barriere coralline.
Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista "Plos One", la mancanza di pescicane (o pescecani?) determina una sorta di reazione a catena che si ripercuoterebbe anche sui coralli.
La ricerca ha dimostrato che la diminuzione di squali favorisce l'aumento di predatori di medio livello - come i dentici - ma riduce il numero di erbivori come i pesci pappagallo (Scaridae), molto importanti per la salute delle barriere coralline, perché mangiano le alghe che, altrimenti, avrebbero la meglio sui giovani coralli al largo della costa nord-ovest dell'Australia.
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Milan Fashion Week: Ports 1961, il Canada in passerella
Scintille, immagini splendide di una Milano strillante ma priva di gioia. Soltanto molto molto bella. Guardare e non toccare, la Milano Fashion Week è un diadema spento che riflette antipatia, vanità e voyeurismo per parvenu di professione.
Per intanto, questo giovedì ha sfilato la maison canadese Ports 1961, dove l'anno intuibilmente indica la nascita dell'azienda, fondata originariamente da Luke Tanabe (nativo di Vancouver e morto nel 2009) a Toronto come Newport Canada, ditta allora importatrice di vestiti dal Giappone. A Milano, Ports 1961 ha sfilato in via Maiocchi, 5/7.
Tratto dal sito di "Elle".
"Ispirandosi alle atmosfere di "Zabriskie Point", il film di Michelangelo Antonioni del 1971, Fiona Cibani racconta attraverso le vedute panoramiche del deserto, dominate dal cielo e dal sole, lo spirito libero dell’avventura, protagonista della sua collezione Spring Summer 2014 per Ports 1961.
Il look in apertura, una “boyfriend shirt” oversize, è un tributo all’iconica blusa che ha reso celebre Ports 1961. Seguono vestiti e gonne femminili dalla linea svasata, cifra stilistica della Cibani, che in un armonico contrasto di forme decise definiscono e sottolineano l’essenza della “sporty femininity” di Ports 1961.
Le grandi distese di sabbia vengono evocate in impalpabili soprabiti e vestiti dagli ampi volumi, mentre le gradazioni ipnotizzanti del sole ispirano sovrapposizioni e sfumature cromatiche evanescenti. Le stampe fotografiche di tramonti desertici si mescolano ai colori intensi del cielo e del paesaggio: cammello, bianco ottico, nero, rosa bubble e celeste.
La leggerezza prende forma con tulle, chiffon, cotone popeline e organza abbinata a pizzi doppiati, raso di seta, satin e gazar. Arricchiti poi da nastri di gros-grain con ricami di Swarovski e da pannelli di micro paillette all-over che simulano il plissè regalando un spettacolare effetto di movimento.
Fiona Cibani interpreta così la bellezza estrema dell’opera cinematografica di Antonioni per la Spring Summer 2014, elevando la donna di Ports 1961 in un immaginario familiare ma inaspettato". (foto Elle)
Di seguito alcune foto che ho scattato durante la Milano Fashon Week...
Per intanto, questo giovedì ha sfilato la maison canadese Ports 1961, dove l'anno intuibilmente indica la nascita dell'azienda, fondata originariamente da Luke Tanabe (nativo di Vancouver e morto nel 2009) a Toronto come Newport Canada, ditta allora importatrice di vestiti dal Giappone. A Milano, Ports 1961 ha sfilato in via Maiocchi, 5/7.
Tratto dal sito di "Elle".
"Ispirandosi alle atmosfere di "Zabriskie Point", il film di Michelangelo Antonioni del 1971, Fiona Cibani racconta attraverso le vedute panoramiche del deserto, dominate dal cielo e dal sole, lo spirito libero dell’avventura, protagonista della sua collezione Spring Summer 2014 per Ports 1961.
Il look in apertura, una “boyfriend shirt” oversize, è un tributo all’iconica blusa che ha reso celebre Ports 1961. Seguono vestiti e gonne femminili dalla linea svasata, cifra stilistica della Cibani, che in un armonico contrasto di forme decise definiscono e sottolineano l’essenza della “sporty femininity” di Ports 1961.
Le grandi distese di sabbia vengono evocate in impalpabili soprabiti e vestiti dagli ampi volumi, mentre le gradazioni ipnotizzanti del sole ispirano sovrapposizioni e sfumature cromatiche evanescenti. Le stampe fotografiche di tramonti desertici si mescolano ai colori intensi del cielo e del paesaggio: cammello, bianco ottico, nero, rosa bubble e celeste.
La leggerezza prende forma con tulle, chiffon, cotone popeline e organza abbinata a pizzi doppiati, raso di seta, satin e gazar. Arricchiti poi da nastri di gros-grain con ricami di Swarovski e da pannelli di micro paillette all-over che simulano il plissè regalando un spettacolare effetto di movimento.
Fiona Cibani interpreta così la bellezza estrema dell’opera cinematografica di Antonioni per la Spring Summer 2014, elevando la donna di Ports 1961 in un immaginario familiare ma inaspettato". (foto Elle)
Di seguito alcune foto che ho scattato durante la Milano Fashon Week...
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
mercoledì 18 settembre 2013
Ragazza suicida finisce su pubblicità di sito per single, Facebook si scusa
Un nuovo 'caso' è scoppiato in Canada: proprio mentre sta lanciando la sua campagna per la prevenzione dei suicidi, Facebook si è scusato per la pubblicazione della foto di Rehtaeh Parsons, un'adolescente canadese che aveva cercato di suicidarsi lo scorso aprile dopo essere stata stuprata e perseguitata via internet dai suoi coetanei. La ragazza era finita comunque in coma, e il 7 dello stesso mese le erano stati staccati tutti i supporti vitali.
L'immagine della Parsons è comparsa nell'annuncio pubblicitario di un sito canadese di incontri online, diffuso
dal social network.
"Questo è un esempio estremamente sfortunato di un pubblicitario che ha recuperato una foto da Internet e l'ha usata per la campagna", ha commentato Facebook in un comunicato inviato al quotidiano Toronto Star. "Ci scusiamo per il tutto il dolore che può aver causato", ha aggiunto, assicurando che il link al sito di incontri sarà bandito dalle pagine del social network.
A scoprire il macabro errore è stato un copy writer di Toronto, Andrew Ennals, che stava navigando su Facebook quando ha notato che l'immagine della ragazza era già circolata sui media canadesi. Dopo una breve indagine ha quindi collegato i volti e denunciato la vicenda sul suo account di Twitter. Meno di due ore dopo la pubblicità era scomparsa.
L'immagine della Parsons è comparsa nell'annuncio pubblicitario di un sito canadese di incontri online, diffuso
dal social network.
"Questo è un esempio estremamente sfortunato di un pubblicitario che ha recuperato una foto da Internet e l'ha usata per la campagna", ha commentato Facebook in un comunicato inviato al quotidiano Toronto Star. "Ci scusiamo per il tutto il dolore che può aver causato", ha aggiunto, assicurando che il link al sito di incontri sarà bandito dalle pagine del social network.
A scoprire il macabro errore è stato un copy writer di Toronto, Andrew Ennals, che stava navigando su Facebook quando ha notato che l'immagine della ragazza era già circolata sui media canadesi. Dopo una breve indagine ha quindi collegato i volti e denunciato la vicenda sul suo account di Twitter. Meno di due ore dopo la pubblicità era scomparsa.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
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