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venerdì 27 aprile 2018

Medio Oriente, tecnologia canadese usata per la censura

Una tecnologia per filtrare contenuti internet venduta da un'azienda canadese sarebbe usata da dieci Paesi per censurare contenuti politici, religiosi, LGBT e notizie. Fra questi Stati anche l'India.
Lo sostiene il rapporto pubblicato da Citizen Lab, laboratorio sulla sorveglianza e la Rete dell'Università di Toronto, artefice di numerosi studi sull'uso di tecnologie per sorvegliare o censurare online.
Questa volta nel mirino dei ricercatori è finita proprio un'azienda canadese di nome Netsweeper. La sua tecnologia per filtrare contenuti internet sarebbe usata da dieci Paesi (Afghanistan, Bahrein, India, Kuwait, Pakistan, Qatar, Somalia, Sudan, Emirati Arabi Uniti e Yemen) per censurare a livello statale contenuti protetti da leggi internazionali, come contenuti religiosi in Bahrein, campagne politiche negli Emirati e siti di informazione in Yemen, sostiene lo studio, intitolato "Planet Netsweeper".
L'India avrebbe bloccato in questo modo 1200 indirizzi online (URL) che includevano notizie di Al Jazeera sulla crisi dei rifugiati Rohingya, e contenuti della Wayback Machine, lo strumento di Internet Archive che permette di archiviare pagine web. Gli Emirati, lo Yemen e il Bahrein hanno bloccato ricerche su Google per le parole "gay", "lesbica". Siti politici sono stati filtrati in Bahrein, Qatar, Sudan, e Somalia. I ricercatori del Citizen Lab hanno chiesto al governo canadese di intensificare i controlli sull'esportazione di tecnologie a uso duale per includere anche filtri di contenuti internet. (fonte: AGI)

martedì 27 dicembre 2016

Banda larga, un diritto per la qualità della vita dei canadesi

Il Canada ha riconosciuto ai propri cittadini il diritto di avere una connessione Internet a banda larga poiché, secondo il governo di Ottawa, questa influirebbe in maniera diretta sulla qualità della vita dei canadesi.
La connessione Internet in Canada diventa così un diritto fondamentale, uno strumento che contribuisce all'evoluzione della società e in quanto tale qualificato come servizio universale, che le istituzioni nazionali devono garantire ai propri cittadini. In passato solo la telefonia era inserita nell'elenco dei cosiddetti 'global common goods'.
I canadesi potranno così ora accedere a Internet in modo illimitato e con velocità di connessione di almeno 50 megabit al secondo in download e 10 megabit al secondo in upload.
“Il futuro della nostra economia, della nostra prosperità, della nostra società – di fatto – il futuro di ogni cittadino richiede obiettivi ambiziosi e l’impegno concreto a collegare tutti i canadesi per il 21° secolo”. La dichiarazione, fatta nel corso di una conferenza stampa, è di Jean-Pierre Blais, presidente della Canadian Radio-television and Telecommunications Commission (CRTC). “Tali obiettivi sono ambiziosi. Non saranno facilmente raggiungibili, costeranno denaro ma non abbiamo scelta”.
Con questa premessa, il Paese mira quindi a superare una volta per tutte il 'digital divide', che costringe determinate aree a non potere usufruire dei sistemi di comunicazione di ultima generazione, per i quali il governo canadese ha stanziato 750 milioni di dollari.

venerdì 15 luglio 2016

Strage di Nizza, Pegida Canada critica la CBC

Dopo la strage di Nizza, compiuta da un terrorista islamico, anche Pegida Canada prende posizione.
La sezione nordamericana della Patriotic Europeans Against the Islamisation of the West ha subito fatto sentire la propria condanna attraverso la rete.
Sul profilo Facebook dell'associazione, però, non si parla tanto del massacro, quanto del servizio informativo fornito dall'ente televisivo di Stato, la CBC. Che, come la stragrande maggioranza, se non la totalità, delle televisioni mondiali, ha attentamente evitato di menzionare l'aggettivo 'islamico'.
Una breve frase di commento, ironica: "'Un truck (camion) attacca un evento pieno di famiglie'... Ma cos'era? Un Decepticon (una delle fazioni dei Transformers, personaggi autorobotici immaginari legati alla saga cinematografica, ndr)? I Liberali non riescono nemmeno a pronunciare la parola 'terrorismo islamico'".

sabato 5 settembre 2015

Canada 2.0 sale al 35° posto della classifica di Teads

Godiamocela finché sarà possibile. Anzi, me la godo, finché sarà possibile. Canada 2.0 sale la china della classifica dei blog italiani con tematiche internazionale stilata da Teads e arriva a toccare il 35° posto.
Ci troviamo insomma poco oltre la metà della seconda pagina di una classifica guidata da 'mostri sacri' come Islametro, Asia Blog e L'America Latina.
I limiti di questo blog li conosco perfettamente, né ho mai avuto pretesa di assumere un ruolo ufficiale che non posso avere, visto che ci dedico (quando posso) poche ore di veglia notturna (basti vedere la 'non copertura' di luglio, con appena quattro post realizzati).
Quando potrò permettermelo, siatene certi, cercherò di trasformarmi in fonte vera e propria a mia volta. Per ora mi accontento di mantenere un ruolo di megafono sulle notizie provenienti dal 'Paese a Nord del Confine'.

Nell'immagine sotto, la scalata di Canada 2.0 fra il 2013 e il 2015:

giovedì 20 agosto 2015

Ashley Madison, l'infedeltà online è sotto attacco

Ashley Madison, il famoso sito di incontri nato in Canada, trema. Ma soprattutto tremano i suoi oltre 39 milioni di iscritti dopo dopo che un attacco hacker avrebbe 'rubato' i dati personali delle varie persone in cerca di partner, sparse lungo i 46 Paesi in cui AM è presente, per poi pubblicarli sul cosiddetto 'darkweb', la rete internet più segreta usata da pirati informatici e criminali.
"L'FBI sta indagando. Non possiamo fornire alcun dettaglio perché si tratta di un'indagine in corso", è stato precisato in una nota della società.
"Iscritti anonimi" assicura la home page del sito in italiano, eppure la paura serpeggia fra coloro che usufruiscono dei servizi di Ashley Madison. Il motivo principale è l'alta percentuale di infedeli (ma anche omosessuali e lesbiche che tengono celata la propria tendenza) che, nel caso i dati venissero diffusi, sarebbero colti con le mani nel sacco, e fra essi ci sarebbero molti funzionari dell'amministrazione statunitense (almeno 15mila account governativi) nonché top manager di società nordamericane ed europee. Il rischio è quindi che i dati vengano utilizzati per ricattare gli utenti del sito.
Alle indagini sul furto dei dati partecipano la polizia canadese e l'FBI.

sabato 9 novembre 2013

Chatta invece di lavorare: denunciato da un cittadino

Due notizie, una in fila all'altra, per spiegare l'amore dei canadesi per le regole.
La prima notizia arriva da Toronto, dove un cittadino residente nel quartiere di Yorkville ha deciso di denunciare un 'lavoratore pubblico', addetto a una macchina per la pulizia per le strade, sostare dal lavoro e trascorrere un'ora di tempo inviando messaggi con il proprio cellulare.
"Camminava su e giù per la strada", ha detto il cittadino esterreffatto, inviando una foto da lui scattata al colpevole e dopo aver chiamato il 311 per denunciare il fatto. "E' un vero e proprio cancro della nostra società", ha spiegato il cittadino riferendosi alla mania del 'messaggiarsi', che toglie produttività agli impiegati pubblicati e deruba chi pga le tasse". (foto Toronto Sun)

mercoledì 18 settembre 2013

Ragazza suicida finisce su pubblicità di sito per single, Facebook si scusa

Un nuovo 'caso' è scoppiato in Canada: proprio mentre sta lanciando la sua campagna per la prevenzione dei suicidi, Facebook si è scusato per la pubblicazione della foto di Rehtaeh Parsons, un'adolescente canadese che aveva cercato di suicidarsi lo scorso aprile dopo essere stata stuprata e perseguitata via internet dai suoi coetanei. La ragazza era finita comunque in coma, e il 7 dello stesso mese le erano stati staccati tutti i supporti vitali.
L'immagine della Parsons è comparsa nell'annuncio pubblicitario di un sito canadese di incontri online, diffuso
dal social network.
"Questo è un esempio estremamente sfortunato di un pubblicitario che ha recuperato una foto da Internet e l'ha usata per la campagna", ha commentato Facebook in un comunicato inviato al quotidiano Toronto Star. "Ci scusiamo per il tutto il dolore che può aver causato", ha aggiunto, assicurando che il link al sito di incontri sarà bandito dalle pagine del social network.
A scoprire il macabro errore è stato un copy writer di Toronto, Andrew Ennals, che stava navigando su Facebook quando ha notato che l'immagine della ragazza era già circolata sui media canadesi. Dopo una breve indagine ha quindi collegato i volti e denunciato la vicenda sul suo account di Twitter. Meno di due ore dopo la pubblicità era scomparsa.

martedì 17 settembre 2013

Internet gratis anche nei parchi, Toronto ancora un passo avanti

Avanti. Così avanti da proporre cose che a noi sembrano quasi fantascienza. La città di Toronto è così, tanto che il consigliere comunale Josh Matlow ha proposto di dotare di Wi-Fi gratuito gli spazi pubblici della città.
Una proposta che suona quasi naturale in una città dove già la maggior parte degli ambienti chiusi, bar, pub e altri locali, dispone della navigazione internet illimitata.
L'area Wi-Fi arriverebbe a coprire anche i vari parchi cittadini. Un progetto pilota dovrebbe essere realizzato entro la fine del 2014 nella vasta area di Nathan Phillips Square, ovvero la piazza che contiene City Hall, il palazzo del Comune di Toronto.