Imparare a suonare uno strumento
musicale o a parlare un'altra lingua rende il cervello più
efficiente, ovvero in grado di usare meno risorse e aree neurali
per compiere un determinato compito.
Lo rivela una ricerca pubblicata sugli Annals of the New York
Academy of Sciences e condotta da Claude Alain, del Baycrest's
Rotman Research Institute in Canada.
In passato alcuni studi hanno dimostrato che il bilinguismo o
la capacità di suonare uno strumento musicale sono associati a
una migliore memoria di lavoro, ovvero quella parte della
memoria che ci permette di fare i conti a mente, di ricordare a
memoria un numero di telefono appena letto e di ricordare la
lista della spesa senza scriverla.
In questo studio - che ha coinvolto 41 giovani tra musicisti,
bilingue e individui di controllo che non suonavano né parlavano
una seconda lingua - si è visto che i primi due gruppi mettono
in campo minori energie mentali (minore attività neurale) e
differenti aree cerebrali per portare a termine un certo
compito, rispetto agli individui monolingue che non suonano.
Quindi musicisti e bilingue devono compiere meno sforzo
mentale per portare a termine un certo compito e questo potrebbe
rappresentare per loro un vantaggio contro il declino cognitivo
cui andiamo inesorabilmente incontro con l'età. (fonte: ANSA)
venerdì 18 maggio 2018
Il cervello di musicisti e bilingue fa le cose con meno sforzo
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Annals of the New York Academy of Sciences,
Baycrest's Rotman Research Institute,
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
