venerdì 20 gennaio 2017

Donald Trump, da Justin Trudeau messaggio di congratulazioni

Justin Trudeau durante un suo viaggio a Washington
Donald Trump giura come 45° presidente degli Stati Uniti, ma il primo ministro del Canada, Justin Trudeau, preferisce andare a raccogliere voti in un Paese che gli si sta rivoltando contro.
L'assenza del premier canadese non è stata di certo l'unica di rilievo al giuramento di Trump, ma comunque Trudeau ha per lo meno (e ci mancherebbe pure) voluto inviare un messaggio di congratulazioni al suo nuovo 'vicino di casa'.
“Il Canada e gli Stati Uniti hanno costruito una delle più forti relazioni fra due nazioni che possano esistere al mondo. Questa collaborazione continua ed è essenziale per condividere la nostra prosperità e sicurezza". Forse poteva impegnarsi un po' di più...

Donald Trump, i titoli dei giornali canadesi

Il Canada, si sa, ha da sempre mantenuto una posizione fortemente critica nei confronti di Donald Trump.
Una scelta perseguita spesso oltre i limiti della demagogia per esempio dalla televisione canadese,la CBC (ma di questo ne parlerò in un articolo a parte).
In questo post vi mostreremo i titoli dei principali quotidiani online canadesi sull'elezione del leader repubblicano, che ha sbaragliato il campo a Hillary Clinton, divenendo così il 45° presidente degli Stati Uniti d'America, dopo Barack Obama.
Cominciando da Ovest, il Vancouver Sun mette tutto nel titolo: "Trump: An unapologetic nationalist, trade populist becomes 45th U.S. president". L'Ottawa Citizen non si espone più di tanto e anzi, dopo poche ore dal giuramento di Trump, lo relega fra le notizie laterali: "Donald Trump is sworn in as President of the United States" è il titolo del quotidiano della capitale. Più blando di così... Sempre nell'OC il critico cinematografico Jay Stone trasforma la giornata inaugurale della presidenza Trump in una sceneggiatura da film. Ovviamente da stroncare.
Chi invece prende una posizione forte è, al solito, il Toronto Star, da sempre orientato su posizioni di 'sinistra' e che già in passato si era distinto per una serie di furiosi attacchi contro Silvio Berlusconi sferrati dalla incerta penna di una giornalista il cui nome (che fortunatamente ho dimenticato) tradiva origini italiane. Lo Star, invece che sul giuramento, apre puntando sulle (presunte) violenze della polizia sui manifestanti anti-Trump, nemmeno poi così tanti, ma in grado di affrontare la polizia in stile black-bloc, con lancio di pietre, fumogeni e incapucciamenti: "Police make arrests, deploy pepper spray in confrontation with Trump protesters". Insomma, scene già viste in Europa e ampiamente giustificate da quelle stesse parti politiche che ora deplorano Trump. Quella 'informazione' che identifica un gruppuscolo di criminali violenti con 'la gente' e che per questo parla di 'America divisa', quando invece la vittoria di Trump è apparsa fin da subito netta e senza possibilità di replica. Ma tant'è, allo Star si ragiona così da tempo, la macchina mediatica e demagogica del dare addosso al nuovo presidente degli Stati Uniti è cominciata da tempo ma, evidentemente, non ha sortito gli effetti sperati. La gente, fortunatamente, almeno quella che rappresenta l'orgoglio nazionale americano, non si è fatta condizionare.
Anche il Globe and Mail, sebbene in maniera più signorile, non risparmia critiche al neopresidente: "Donald Trump’s inauguration: ‘It’s going to be only America first’", è il titolo di apertura, seguito da due approfondimenti. Nel primo, un editoriale dal titolo "Keep calm and carry on, world", si sottolinea: "The election of Donald Trump has been an agonizing experience. America’s friends have been dumbfounded by Mr. Trump’s alliances, temperament and policy utterances. There is good reason to fear the worst, having seen and heard the kind of man he is". Nel secondo, "Donald Trump: Our anti-American president", l'autrice, Sarah Kendzior, scrive: "What I didn’t see a year ago were the issues about which I worry most now: usurpation by a foreign dictatorship whose technological prowess outpaced our institutional response. The potential deployment of nuclear weapons, with which Mr. Trump has had a life-long fascination and has said he would use. The rise of neo-Nazis into the mainstream media, where they are instead called the “alt-right” and heralded for their fashion sense. An international cadre of billionaire kleptocrats, backed by the Kremlin but rising all over the West, whose combined power is little match for democratic entities weakened through war and recession and vulnerable to online propaganda".
Chiudiamo con l'unico giornale che, senza gloria, per lo meno, prende atto della realtà nuda e cruda. E' il Sun, che difatti viene considerato il giornale più 'a destra' del mondo media canadese. Il titolo dell'editoriale è chiaro: "Call him what you want, but Trump is now called Mr. President". All'interno si legge: "Pay no attention to that scruffy-looking man standing on the corner with the sandwich board proclaiming, “The end is nigh. He’s nothing more than the liberal elite in disguise. He represents the sore losers from the Democratic side, the socialists who have overtaken academia, the Tinseltowners whose white-picket fences are too high for them to see the real world, and a media that overwhelmingly showed its left-wing colours and got angrier by the minute when ordinary Americans started paying them no heed. And, by the way, the man with the sandwich board? He’s wrong that the end is nigh. It has arrived".

giovedì 19 gennaio 2017

Canada, tassi di interesse fermi allo 0,5%

I tassi di interesse non sono stati toccati dalla Bank of Canada, esattamente come previsto dalla maggior parte degli analisti, e rimarranno dunque fissi allo 0,5%.
Nel report della BoC pubblicato questo mese di gennaio si sottolinea come l’incertezza nei confronti delle prospettive globali sia ancora troppo elevata, soprattutto per quel che riguarda gli Stati Uniti.
Nel complesso, fa notare la Bank of Canada, l’economia globale si è rafforzata come previsto e i prezzi di alcune materie prime come il petrolio sono cresciuti.
Mentre la crescita dell’occupazione è rimasta stabile, fa notare la BoC, diversi indicatori segnalano ancora un significativo rallentamento nel mercato del lavoro.
Nonostante il settore delle risorse si sia adeguato al declino dei prezzi delle materie prime, gli effetti negativi su reddito e ricchezza continueranno a persistere.
Si nota inoltre che nel report di politica monetaria che ha sancito tassi di interesse sempre allo 0,5%, il dollaro canadese si è rafforzato assieme a quello USA contro una serie di altre valute. I consumi dovrebbero mantenersi solidi, mentre gli investimenti nel settore residenziale saranno limitati sia dalle annunciate modifiche alla normativa sui finanziamenti immobiliari sia dai tassi sui mutui che sono cresciuti in risposta a rendimenti obbligazionari più elevati.
Secondo le previsioni, il Pil reale del Paese crescerà del 2,1% sia nel 2017 che nel 2018. Tutto ciò significa che il Canada tornerà nel pieno delle proprie capacità verso la metà del prossimo anno, in linea con quanto già previsto a ottobre.
L’inflazione è stata inferiore rispetto a quanto previsto ad ottobre soprattutto a causa del declino del prezzo del cibo. L’inflazione core sotto il 2% riflette l’eccesso di capacità materiale nell'economia. Le previsioni della Bank of Canada parlano comunque di un’inflazione vicina al target del 2% nei prossimi mesi.
Intanto, in attesa dei dati sui tassi di interesse, il cambio USD/CAD ha proseguito sulla via del ribasso verso quota 1,30.
In sintesi, in un contesto di previsioni praticamente immutate, la Bank of Canada ha deciso che la sua attuale politica monetaria è ancora appropriata e ha dunque confermato i tassi di interesse allo 0,5%. Il Governing Council della BoC continuerà comunque a monitorare ulteriori sviluppi tenendo sempre e comunque conto di quanto l’attuale incertezza globale continuerà a pesare. (fonte: Forexinfo.it)

Nina Dobrev si scopre sulla copertina di Men's Health

La foto che ha portato alla posa 'incriminata'
Nina Dobrev nuda? Non proprio. Di certo, è stato un mezzo infortunio quello che è occorso alla 'star' di Vampire Diaries, le cui parti intime si sono involontariamente esposte durante un servizio fotografico che ha portato l'attrice canadese di origine bulgara sulla copertina della Men’s Health 2017 Tech Guide.
Il fattaccio sarebbe avvenuto mentre la nota attrice si trovava distesa su di un'amaca, per una foto che sarebbe poi stata pubblicata su di una pagina all'interno del giornale.
La copertina della rivista raffigurante la Dobrev
Uno scatto che, sebbene nel 'ritocco' finale apppare del tutto normale, nella realtà avrebbe provocato più di un imbarazzo, con la Dobrev che, coperta da un bikini assai ridotto incapace di contenerne le grazie, soprattutto all'altezza degli slip ("itty bitty", lo definisce lei stessa), finisce involontariamente sotto lo sguardo rapito dei presenti, e in particolare di uno degli addetti all'amaca: "I looked up and made eye contact with the gentleman in front of me and... his eyes went wide and he put his hat down... Super, super awkward! I just looked at him and was like, ‘I’m so so sorry ... or you’re welcome?’ I don’t know". Fra un po' di imbarazzo e qualche sorriso, la notizia sta ovviamente percorrendo le prime pagine dei quotidiani gossip di tutto il mondo, senza però riuscire a proporre quell'immagine sicuramente incantenvole che ha... incantato il fortunato 'reggitore d'amaca'.

mercoledì 18 gennaio 2017

Trudeau, aperta inchiesta sulle vacanze all'isola miliardiaria

La commissaria etica del Canada ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sulle vacanze di fine anno del primo ministro Justin Trudeau alle Bahamas sull'isola privata del miliardario Aga Khan.
In una lettera a un membro dell'opposizione, ottenuta dall'agenzia di stampa France Presse, la commissaria all'etica Mary Dawson ha spiegato di avere aperto un'inchiesta sulle vacanze del primo ministro per determinare se abbia infranto regole etiche accettando di recarsi sull'isola con l'elicottero privato dell'Aga Khan e di farsi pagare le vacanze dal miliardario.
Trudeau, che in un primo momento aveva tenuto segreti i dettagli del suo viaggio, ha infine riconosciuto di aver trascorso le sue vacanze su un'isola delle Bahamas in compagnia della famiglia, del presidente del Partito liberale, di un parlamentare liberale e delle loro consorti.
La fondazione Aga Khan ha ricevuto centinaia di milioni di dollari dal governo ed è registrata come gruppo di pressione presso quest'ultimo. La legge canadese sui conflitti d'interesse vieta ai ministri in funzione di accettare regali. I viaggi offerti gratuitamente fanno parte delle attività vietate agli eletti.
Trudeau si è difeso dicendo che è un amico "di lunga data" dell'Aga Khan.
Nel corso di un giro del Paese per incontrare il suo elettorato, il premier ha detto che sarà "felice di rispondere a tutte le domande" della commissaria all'etica.
Nel caso fosse riconosciuto colpevole, rischia una semplice reprimenda, che tuttavia potrebbe intaccare la sua reputazione. (fonte: Askanews-Afp)

La Toronto Fashion Week si trasferisce a Yorkville

La Toronto Fashion Week, dopo essere stata cancellata nel luglio scorso per mancanza di sponsor, potrebbe risorgere in questo 2017.
In un comunicato stampa, il magnate Peter Freed della Freed Developments ha annunciato di avere acquistato l'evento, con l'intenzione di riportarlo nella città dell'Ontario.
"Toronto è una città che sta vivendo una crescita esponenziale, la moda e la vendita al dettaglio sono componenti fondamentali di questo sviluppo", ha detto recentemente Freed. "Con l'acquisto della Toronto Fashion Week dall'IMG, abbiamo la possibilità di creare un programma multiforme che abbracci sia la comunità della moda e del design canadesi, insieme con la creazione e l'integrazione di una grande piattaforma digitale", ha proseguito.
Dovrebbe cambiare invece la sede dell'evento, che via via si è tenuta nella zona della fiera prima (nei pressi della zona degli stadi BMO Field e Ricoh Coliseum) e in David Pecaut Square, e che dovrebbe infine traslocare a Yorkville.



martedì 17 gennaio 2017

Droni, il Canada avrà il suo servizio di consegne

Il Canada potrebbe presto avere una flotta di droni spedizionieri; queste speciali macchine voltanti, infatti, entro la fine del 2017 potrebbero consegnare merci nelle aree rurali del Paese.
L'ente Transport Canada ha approvato una prima serie di test che si svolgeranno nei pressi del piccolo villaggio di Foremost nella provincia di Alberta. Sono test che potrebbero aprire la strada a Drone Delivery Canada per creare una flotta di droni per le consegne entro la fine del 2017. L’ampio territorio a disposizione permetterà all'azienda di dimostrare quanto i droni siano capaci di trasportare merci per un lungo tragitto utilizzando un sistema di guida satellitare. I test assieme ai primi partner dovrebbero iniziare entro il primo trimestre del 2017.
Il Canada si appresta così a disporre di un sofisticato sistema di trasporto basato sui multirotore. Un sistema che sfrutta questo genere di mezzi volanti potrebbe rivestire un’importanza superiore rispetto a quella di altri Paesi. Nel Canada, infatti, soprattutto al nord, scarseggiano le vie di comunicazione a causa della particolare forma del territorio. I droni, dunque, potrebbero facilitare la fornitura dei beni di prima necessità in alcuni aree che spesso devono aspettare molto tempo prima di ricevere le forniture dei prodotti attraverso aerei cargo dedicati. (fonte: Webnews.it)

Amazon Canada ritira dal catalogo le ciabatte con il volto di Gandhi

Dopo lo zerbino su cui era stampata la bandiera indiana, il colosso Amazon ha deciso ora di ritirare dal catalogo le ciabatte su cui è raffigurato il viso di Gandhi. La decisione dopo le vibranti proteste del ministro degli Esteri indiano, come rende noto lo Sportello dei diritti sul proprio sito.
Il gigante delle vendite online Amazon.com, afferma lo Sportello dei diritti, "ha annunciato il ritiro dalla pagina web dell'offerta che riguardava le ciabatte da spiaggia con la faccia del Mahatma Gandhi. Vibranti, infatti, le proteste del ministro degli Esteri indiano Sushma Swaraj".
Le ciabatte, disponibili in diverse colorazioni, sono in vendita per 1.190 rupie. Il ministro indiano, si legge sul sito dell'associazione, "ha chiesto via Twitter ai vertici di Amazon-Canada di cancellare immediatamente la proposta di vendita online del prodotto e di presentare scuse senza condizioni. Altrimenti, ha assicurato, nessun responsabile della compagnia avrebbe più ottenuto un visto indiano, facilitazione che sarebbe stata revocata a quelli che l'avevano ottenuta. Di fronte all'aut aut, la compagnia fondata da Jeffrey P. Bezos, si è' adeguata ritirando l'offerta".
Solo pochi giorni fa Amazon, ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, "ha chiesto scusa per uno zerbino raffigurante la bandiera nazionale venduto on line". (fonte: ANSA)

lunedì 16 gennaio 2017

Accordo Ceta fra Canada e Ue, le riserve sul settore del gioco

Decisione dell'Unione Europea sull'accordo economico e commerciale con il Canada: tra le riserve entrano pure giochi e scommesse.
Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea è stata pubblicata la decisione del Consiglio del 28 ottobre 2016 relativa alla firma, a nome dell’Unione europea, dell’accordo economico e commerciale globale (Ceta) tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall'altra.
Tra le riserve riguardanti il settore del gioco e le scommesse figura quella della provincia canadese dello Saskatchewan, che si riferisce all'accesso al mercato del gioco. “Nel Saskatchewan può essere utilizzata solo l’attrezzatura di gioco, compresi terminali per video-lotteria e slot machine, di proprietà della pubblica amministrazione o da questa concesse in locazione”, si legge nel testo.
Ancora, tra le riserve relative a gioco e scommesse figura quella territoriale dello Yukon, che riguarda il trattamento territoriale, prescrizioni in materia di prestazioni, alta dirigenza e consiglio di amministrazione. “Le misure consentono alla pubblica amministrazione dello Yukon di regolare gioco e scommesse, compresi servizi di regolazione, fabbricazione, fornitori di materiali, interventi e riparazioni relativi a giochi di lotteria, apparecchi da intrattenimento, apparecchi per video-lotteria, giochi di fortuna, corse, centri scommesse, sale bingo, casinò, e di rilasciare varie autorizzazioni a tale proposito nonchè di svolgere dette attività anche tramite monopoli territoriali”.
L’accordo prevede tra le riserve per il Quebec quella che riguarda le corse ippiche: “Solo un cittadino canadese può richiedere una licenza per gestire un autodromo, per svolgere gare o gestire un centro scommesse; una persona che richiede alla RACJ la registrazione di un cavallo di razza deve risiedere in Quebec da almeno 183 giorni – si legge nella Gazzetta Europea -; solo un cavallo da competizione del Quebec può beneficiare di privilegi o vantaggi”. Tra le riserve per il Quebec e che interessano giochi e scommesse: “Una persona che richiede licenza per gioco della lotteria o per la licenza per diventare operatore o commerciante di apparecchi da intrattenimento, deve essere un cittadino canadese o, nel caso di una società, avere un ufficio in Quebec”.
Quanto all'Alberta, le misure previste nell'accordo consentono "di regolamentare e autorizzare servizi, prestatori di servizi, fabbricazione, fornitori di materiali, interventi e riparazioni relativi a giochi di lotteria, apparecchi da gioco, giochi di fortuna, corse, sale bingo e casinò e attività analoghe, anche mediante permessi e licenze il cui rilascio può essere soggetto a limitazioni, tra cui la cittadinanza, la residenza o altre relative allo stabilimento, alla gestione e all'esercizio di tali attività".
(fonte: Gioconews.it)

L'inspiegabile downgrade che DBRS ha rifilato all'Italia

Viene riprodotto di seguito per intero l'articolo che il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, ha pubblicato pochi giorni sul proprio quotidiano, e collegato all'agenzia di rating canadese DBRS.

Se pure il Canada ci dà mazzate

di Alessandro Sallusti

Quando si dice: piove sul bagnato. Ieri l'agenzia di rating canadese Dbrs, a noi sconosciuta, ha declassato l'Italia da «A» a «B» per via della sua instabilità politica.

E fino a qui nulla di grave, l'opinione pur rispettabile dei canadesi non può certo turbarci il sonno. Ma c'è l'inghippo. Dbrs è una delle quattro agenzie di rating che compongono, non ho idea per quale ragione, una sorta di tribunale internazionale della finanza. E una delle regole di questa «entità» è che se tutte e quattro le agenzie tolgono la «A» a un Paese, questi deve pagare dazio. Ebbene, i canadesi erano gli unici che fino a ieri mostravano fiducia nell'Italia, il che ci permetteva di evitare sanzioni. Ora non più, e la conseguenza è che, automaticamente, i nostri Bot vengono pagati meno agli istituti di credito che li hanno in pancia e che li danno in garanzia alla Banca Centrale in cambio di prestiti. Morale: in un sol colpo il sistema bancario italiano, già traballante se non peggio, ha perso trenta miliardi di liquidità.

Non so dire cosa ne sappiano i canadesi della nostra «stabilità politica» e se hanno chiaro che noi siamo un Paese instabile fin dalla fondazione, oltre 150 anni fa. Instabile, ma grande al punto di diventare la settima potenza economica mondiale - almeno finché abbiamo potuto fare di testa nostra, cioè allo sciagurato giorno in cui abbiamo firmato l'entrata nell'euro a condizioni capestro. So però che al tribunale di Trani è in corso un processo nel quale stanno emergendo tutte le schifezze che le «prestigiose» agenzie di rating hanno fatto nel 2011 per condizionare la politica italiana e far cadere con l'arma dello spread il legittimo governo Berlusconi.

Noi non saremo dei santi, ma quel «tribunale del rating» è sicuramente frequentato anche da mascalzoni, trafficoni, gente senza nome e volto al servizio di non si sa chi. Per intenderci, «esperti» che nel 2007 avevano garantito il mondo sulla solidità della Lehman Brothers, la banca americana che fallendo innescò la crisi nella quale ci troviamo. E poi la Fiat che rischia la crisi per le vendette tra Trump e Obama, i canadesi che ci danno una mazzata a freddo, la Germania che ci controlla i conti. Io non sono un esperto, ma qui o recuperiamo almeno in parte la sovranità oppure siamo fritti. Beati gli inglesi, che da quando se ne sono andati per i fatti loro hanno ripreso a crescere alla grande.