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giovedì 29 novembre 2018

Keystone XL, TransCanada vuole riprendere i lavori

La TransCanada ha chiesto ai giudici federali statunitensi di poter riprendere i lavori dell'oleodotto Keystone XL per collegare le sabbie bituminose dell'Alberta al Texas.
Il portavoce della TransCanada, Terry Cunha, ha detto che la società ha fermato tutti i lavori dopo le sentenza del giudice federale del Montana che si è espresso contro il progetto negli Usa lo scorso mese. La società reclama ora di poter continuare a lavorare nonostante tale sentenza.
"L'ingiunzione attuale sta rappresentando una minaccia diretta e immediata sul mantenimento di circa 700 posti di lavoro e di altre posizioni create per sostenere le attività che precedono la realizzazione di questo progetto", ha dichiarato Cunha in una nota sulla pipeline. (fonte: AGI)

venerdì 13 settembre 2013

Keystone XL: Harper 'implora' Obama, l'americano manco gli risponde

Barack Obama dica "sì" all'oleodotto Keystone XL. E' quello che vuole il Canada, pronto per questo ad accettare gli obiettivi statunitensi sulla riduzione dei gas serra.
Secondo quanto riportato da un articolo del Washington Examiner, giornale conservatore, il primo ministro canadese, Stephen Harper, avrebbe spedito una lettera, ad agosto, per chiedere - il quotidiano, nel titolo, ha usato il verbo 'implorare' - con insistenza al presidente statunitense di approvare il controverso progetto dell'oleodotto che permetterebbe il trasporto del petrolio estratto dalle sabbie bituminose canadesi fino al Golfo del Messico.
Citando fonti d'alto livello, la CBC, la televisione canadese, ha parlato per prima della lettera, in cui il primo ministro canadese si sarebbe detto "disponibile a un'azione comune per ridurre le emissioni di gas serra" per ottenere l'approvazione del Keystone XL. Obama però, sempre secondo le stesse fonti, non avrebbe risposto alla lettera di Harper.
La decisione finale sulla costruzione dell'oleodotto da 7 miliardi di dollari intanto continua a essere rinviata e, a questo punto, sembra difficile che possa arrivare prima del 2014.
Un progetto che, secondo i favorevoli, potrebbe creare migliaia di posti di lavoro e permettere agli Stati Uniti di aumentare la propria indipendenza energetica; per i contrari, invece, danneggerebbe soltanto l'ambiente.

domenica 21 luglio 2013

Keystone XL, l'oleodotto non sarà pronto nel 2015

E' difficile che il controverso oleodotto Keystone XL, che dovrebbe trasportare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose del Canada negli Stati Uniti, sia pronto per la seconda metà del 2015, sempre che ottenga il via libera dell'amministrazione.
A dirlo è Russ Girling, amministratore delegato di TransCanada, l'azienda di Calgary che aspetta il via libera - tutt'altro che scontato - delle autorità statunitensi per realizzare la struttura da 5,3 miliardi di dollari che permetterebbe di collegare l'Alberta alle raffinerie sul golfo del Messico. Il Ceo ha reso noto che il rapporto finale sull'impatto ambientale dell'oleodotto dovrebbe arrivare nel giro "di settimane, non di mesi"; poi, le autorità avranno 90 giorni di tempo per decidere se il progetto sia nell'interesse nazionale degli Stati Uniti. 
Nel mese di settembre il progetto compirà sei anni, quelli trascorsi dal giorno della presentazione iniziale del progetto.

sabato 18 maggio 2013

Keystone XL, la Camera USA pronta a votare per l'oleodotto


La prossima settimana la Camera statunitense voterà un disegno di legge per permettere la costruzione della sezione settentrionale del Keystone XL, ovvero l'oleodotto che dovrebbe trasportare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose di Hardisty (Alberta, Canada) a Steele City (Oklahoma, Stati Uniti).
L'azienda canadese sta già costruendo i 780 chilometri del progetto per la zona meridionale - conosciuto come il Gulf Coast Project, tra Cushing (Oklahoma) e Port Arthur (Texas) - completato per due terzi, e per cui ha ottenuto il necessario permesso federale.
Il Northern Route Approval Act, già discusso in commissione, darebbe alla TransCanada il permesso di costruire i 1.900 chilometri di oleodotto, sfidando l'autorità del presidente statunitense, Barack Obama, la cui decisione è attesa per l'estate. Secondo i repubblicani, l'oleodotto non ha bisogno dell'approvazione della Casa Bianca, ma del Congresso.
Secondo il Congressional Research Service (Crs), think tank del Congresso, le due Aule hanno più diritto del presidente di far pesare il proprio parere su un oleodotto internazionale. In uno dei due rapporti stilati sull'argomento, il think tank ha sottolineato che il potere del Congresso sul commercio internazionale è stabilito dalla Costituzione.
Intanto lo scorso 22 marzo, il Senato ha approvato un emendamento non vincolante al budget a favore della costruzione dell'oleodotto, con 62 voti a favore e 37 contrari.
(foto tratta dalla home page del sito di TransCanada)