Visualizzazione post con etichetta agricoltura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta agricoltura. Mostra tutti i post

giovedì 2 agosto 2018

Centinaio parla con il Canada, CETA ma non solo

"Al G2 dei ministri dell'Agricoltura ho parlato col mio omologo del Canada del CETA e anche dei prodotti esclusi da quell'accordo. Ci lavoreremo". Il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio, ospite di Agorà, su Rai3, dichiara che gli incontri avuti a Buenos Aires sono stati particolarmente "belli". "Abbiamo avuto incontri bilaterali importanti con Russia, Cina e Canada - spiega - e anche con i ministri di agricoltura e turismo dell'Argentina, Paese in cui ci sono tantissimi italiani".
Il CETA, l'Accordo economico e commerciale globale di libero scambio tra Canada e Unione europea, prevede l'eliminazione dei dazi da oltre il 90% dei prodotti agricoli. (fonte: AGI)

mercoledì 16 maggio 2018

Grano canadese, azzerata l'importazione in Italia

Sono risultate praticamente azzerate le importazioni di grano duro dal Canada nel gennaio 2018 dopo il crollo del 29% registrato nel 2017. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat, dalla quale si evidenzia che il Paese nordamericano dopo molti anni ha perso il ruolo di leader dei Paesi esportatori di grano in Italia.
Si tratta degli effetti del generale riposizionamento dell'industria pastaia in una situazione in cui il Canada, sottolinea la Coldiretti, è stato fino ad ora il principale fornitore di grano duro dell'Italia per un quantitativo che nel 2017 è stato pari a 720 milioni di chili a fronte di 4,3 miliardi di chili prodotti in Italia. In altre parole, precisa la Coldiretti, un pacco di pasta su sei prodotti in Italia era ottenuto con grano canadese.
Il cambiamento è stato determinato dal fatto che in Canada il grano duro viene trattato con l'erbicida glifosato in pre-raccolta, secondo modalità vietate in Italia. Il crollo dell'import è una risposta alla domanda dei consumatori che chiedono in misura crescente la garanzia di italianità della pasta acquistata come dimostra la rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l'origine nazionale al 100% del grano impiegato. (fonte: ANSA)

lunedì 26 marzo 2018

Pomodoro di Pachino, il Canada dice stop

Il pomodoro di Pachino
Il pomodoro di Pachino diventa fuorilegge in Canada. La notizia, recentissima, riporta il blocco delle autorità di Ottawa nei confronti dello storico prodotto siciliano a causa della presunta presenza della tuta absoluta, uno fra gli insetti più pericolosi in natura, meglio conosciuto come minatrice fogliaria o tignola, non presente, secondo la mappatura degli agronomi internazionali, in Nord America.
Eppure, come hanno anche spiegato alcuni politici italiani che si sono fatti portavoce del dissenso alla decisione canadese, l'insetto in questione sarebbe stato sottoposto a controlli appropriati attraverso il protocollo 'system approachment' condiviso fra Canada e Italia, che garantirebbero l’assenza della tabula absoluta della raccolta fino all'imbarco in aereo. Ottawa però parrebbe non accettare più il protocollo 'system approachment' in quanto il pomodoro siciliano si presenta con il gambo, senza il quale peraltro è impossibile commercializzarlo.
Parrebbe insomma l'ennesimo colpo inferto alle produzioni italiane dalla firma del CETA, trattato che invece favorirebbe le importazioni in Italia dei prodotti canadesi. In ballo ci sono commesse per milioni di euro e la tenuta di un settore già debole ed esposto alla concorrenza scorretta di Paesi terzi.

venerdì 9 giugno 2017

Guerra del grano, a Bari servono 1600 camion per il grano canadese

foto tratta dal sito di TeleBari
Si dovranno incolonnare ben 1600 autoarticolati per svuotare completamente la nave carica di 50mila tonnellate di grano che da Vancouver ha impiegato oltre 40 giorni per raggiungere il porto di Bari. Per questo è scoppiata la #guerradelgrano organizzata da Coldiretti Puglia contro le importazioni continue e incontrollate di grano estero, proprio alla vigilia dall’avvio della raccolta di grano pugliese.
Le staffette, partite dall’uscita del porto Varco della Vittoria, hanno seguito i primi camion carichi di grano estero che hanno raggiunto due stabilimenti a Melfi e a Corato. “E’ necessario accelerare l’iter di entrata in vigore della legge sull’etichettatura obbligatoria del grano usato per fare la pasta – spiega il presidente di Coldiretti puglia, Gianni Cantele – che risponde alle richieste di 8 italiani su 10 che la ritengono necessaria per smascherare l’inganno del prodotto straniero spacciato per italiano in una situazione in cui un pacco di penne e spaghetti su tre contiene prodotto straniero senza che si sappia. Il “grano giramondo” ha contribuito a far crollare del 48% i prezzi del grano pugliese che continua così ad essere colpito da una speculazione da 145 milioni di euro. A tanto ammontano le perdite subite dagli agricoltori del ‘granaio d’Italia’ per il crollo dei prezzi rispetto allo scorso anno, senza alcun beneficio per i consumatori”.
Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy mentre - denuncia la Coldiretti - dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. “In altre parole un pacco di pasta su cinque – denuncia Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia - prodotto in Italia è fatto con grano coltivato in Canada, dove viene fatto un uso intensivo del glifosate proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato. Le importazioni di grano dal Canada rischiano di essere favorite dall'approvazione dell’accordo CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra Unione Europea e Canada, primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale e contro il quale la Coldiretti è pronta a scatenare una mobilitazione senza precedenti per scongiurare l’azzeramento strutturale dei dazi indipendentemente dagli andamenti di mercato. In Canada sono usate 99 sostanze attive vietate nell’UE e gran parte di queste sono molecole risalenti agli anni ’70 vietate nell’UE da circa 20 anni. L’Italia è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta, che assume un’importanza rilevante data l’elevata superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari per oltre 4,8 milioni di tonnellate di produzione che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano il 42% della produzione nazionale. (comunicato stampa)