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martedì 3 settembre 2013

Dal Canada a Roma, il piacere di riscoprirsi italiani

L'aereo scivola nel cielo profondo che avvolge Toronto e mi riporta a casa. I finestrini abbassati e una, finalmente, notte sonnolenta, mi regalano all'improvviso il sole italiano. La gente comincia a scrutare verso il basso e ricorda casa.
Quando ho detto che me ne sarei andato, al "Gatto Nero" sono rimasti un attimo in silenzio, senza capire perché si dovrebbe lasciare il Canada per l'Italia, ma poi, ricordando quelle vecchie sensazioni del cuore, quelle il cui calore è quasi dimenticato, ecco arrivare un sorriso sciolto: "Fai bene, beato te". Già, beato io. In mezzo a qualche rude italocanadese e a qualche 'Sora Lella' di circostanza, mi ritrovo italiano fra italiani.
La sensazione di appartenenza a questa nostra nazione torna tanto più forte se è da un po' che l'hai lasciata. Air Transat. E questo ha aperto il mio.
Là dove i 'polentoni' si trasformano in 'terroni', dove l'orgoglio nazionale trova i suoi motivi in questo nostro essere banalmente 'brava gente', gente di casa e famiglia, gente che vuole bene e che dà tanto, a cominciare dal cuore. Ho visto molto cuore negli occhi di quelli che mi stavano di fianco sul volo
Ho rivisto Roma, bella come non mai, ho cavalcato il 'cavallo di ferro' attraverso la Toscana, e alla fine rieccomi a casa, ecco Milano. Sono sicuro che fra qualche giorno torneranno presto le insofferenze. Intanto, però, lasciatemi godere di questo 'bagno' di banalissima, dolcissima, meravigliosa 'italianità'.

sabato 1 giugno 2013

Troppo italiano al "Buonanotte" di Montreal, e scoppia il caso

E' in attività dal 1991 e, dopo Montreal, ha aperto il proprio 'gemello' a Toronto. Ma è proprio il ristorante "Buonanotte" di Montreal, uno dei più trendy della città francofona, ad aver sollevato un 'caso' poco tempo fa.
La 'traiteur' di Massimo Lecas è stata infatti denunciata all'Ufficio del Quebec per la lingua francese... per aver utilizzato troppe parole italiane nel menù.
Così Lecas ha ricevuto una lettera dall'autorità del Quebec, incaricata di proteggere la lingua francese in Canada, in cui si faceva notare al ristoratore che aveva infranto la legge utilizzando troppe parole italiane come 'pasta' o 'bottiglia' non traducendole in francese.
Indignato, Lecas che annovera tra i suoi clienti superstar come Bono, Rihanna, Leonardo DiCaprio, Jerry Seinfeld e Robert De Niro, ha postato la lettera su Facebook per farla leggere ai suoi 2.500 amici, scatenando così una tempesta politica su quello che, in Quebec, vieno considerata uno dei temi più sensibili nella provincia. E l'accusa di eccessiva italianità' può non essere casuale: è stata proprio la comunità italiana, infatti, a risultare decisiva, in senso negativo, quando i separatisti quebecoise indirono il referendum per un Quebec staccato dal Canada.
La protesta del governo del Quebec intanto, dopo il vespaio sollevato, è immediatamente rientrata.
Di certo, la stizza francofona si può anche definire fondata: basti vedere la foto che vi posto qui a lato, relativa al menù del mezzogiorno (ingrandire la foto per legge meglio, ve lo dico, metti mai che non lo sappiate...).