Oltre nove casi di ictus su 10 nel
mondo sarebbero prevenibili combattendo 10 fattori di rischio
noti per questa malattia, da ipertensione a sedentarietà, da
cattiva alimentazione a vizio del fumo, da diabete a malattie
cardiovascolari, consumo di alcolici, obesità, fattori
psicosociali come lo stress.
Lo rivela un grosso studio mondiale pubblicato sulla rivista "The Lancet" e condotto presso la McMaster University in Canada su dati
relativi a qualcosa come 26mila individui da 32 paesi del
mondo.
Già altri studi in passato hanno evidenziato il ruolo degli
stili di vita sul rischio di ictus e anche l'ampio margine di
intervento per prevenire questo evento vascolare che può essere
fatale o portare a disabilità anche permanente.
I ricercatori hanno potuto calcolare quanti ictus potrebbero
essere evitati se un certo fattore di rischio scomparisse. Il
numero di ictus potrebbe essere praticamente dimezzato se la
pressione alta fosse eliminata a livello mondiale (-48% dei
casi); potrebbe essere ridotto di oltre un terzo (-36%) se le
persone fossero fisicamente attive; ridotto di quasi un quinto
(-19% dei casi) se seguissero diete sane. Se fosse eliminata
l'obesità nel mondo i casi di ictus potrebbero essere ridotti
del 18,6%. E ancora, il numero di ictus potrebbe essere ridotto
del 12% se il vizio del fumo fosse eliminato a livello mondiale;
del 9% se fossero tenute sotto controllo le cause
cardiovascolari. Altri fattori di rischio con un margine di
intervento sono il diabete (responsabile del 4% dei casi), il
consumo di alcolici (6% dei casi), lo stress (6% dei casi) e il
quadro lipidico nel sangue, (non solo il colesterolo). (fonte: ANSA)
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sabato 16 luglio 2016
Ictus, secondo studio canadese il 90% evitabili eliminando fattori di rischio
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ictus,
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scienza,
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The Lancet
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
martedì 10 settembre 2013
Glaciazione, un asteroide colpì la Terra nel Quebec
Canada, anzi Quebec, protagonista dell'ultima glaciazione che, secondo uno studio coordinato da un gruppo di ricercatori del college di Dartmouth e pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) sarebbe stata provocata da un
grande corpo celeste, un asteroide o forse una cometa, che
sconvolse il clima sulla Terra circa 13.000 anni fa cadendo proprio nella regione francofona canadese.
E' la prima volta che si scopre una relazione diretta fra un impatto di questo tipo e un profondo cambiamento climatico, capace di cancellare dalla Terra buona parte dei grandi mammiferi.
La prova è arrivata individuando caratteristiche 'minisfere' minerali in campioni di terreno di una vasta area del Nord America, tramite cui i ricercatori statunitensi hanno determinato che un brusco cambiamento climatico, tale da avere effetti di vasta portata su animali e esseri umani, venne provocato da un impatto avvenuto 12.900 anni fa.
Lo sconvolgimento climatico, definito come Dryas recente o Grande Congelamento, causò nelle regioni dell'attuale Nord America la scomparsa di quasi tutta la megafauna, come mastodonti, bradipi giganti e tigri dai denti a sciabola, dando probabilmente impulso alla trasformazione delle abitudini alimentari delle popolazioni locali, da cacciatori 'puri' a cacciatori-raccoglitori.
E' la prima volta che si scopre una relazione diretta fra un impatto di questo tipo e un profondo cambiamento climatico, capace di cancellare dalla Terra buona parte dei grandi mammiferi.
La prova è arrivata individuando caratteristiche 'minisfere' minerali in campioni di terreno di una vasta area del Nord America, tramite cui i ricercatori statunitensi hanno determinato che un brusco cambiamento climatico, tale da avere effetti di vasta portata su animali e esseri umani, venne provocato da un impatto avvenuto 12.900 anni fa.
Lo sconvolgimento climatico, definito come Dryas recente o Grande Congelamento, causò nelle regioni dell'attuale Nord America la scomparsa di quasi tutta la megafauna, come mastodonti, bradipi giganti e tigri dai denti a sciabola, dando probabilmente impulso alla trasformazione delle abitudini alimentari delle popolazioni locali, da cacciatori 'puri' a cacciatori-raccoglitori.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
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