E' stato un messaggio quasi tutto incentrato sull'accoglienza dei profughi siriani, quello natalizio pubblicato dal primo ministro canadese, Justin Trudeau, sul proprio sito ufficiale.
"Buon Natale, Canada! La stagione delle vacanze è davvero il mio tempo preferito dell'anno. Come ci riuniamo con i propri cari, riflettiamo su quanto siamo fortunati a chiamare questo bellissimo Paese 'casa'. Il vivere in Canada ci dà la responsabilità di essere pronti ad aiutarci l'un l'altro - e non solo durante questo periodo dell'anno, ma ogni giorno. Dopo tutto, l'aiutare gli altri, non importa la distanza che li separa da noi, è la base fondante di questa nazione.
Quando la tragedia colpì Fort McMurray e migliaia di canadesi furono costretti a lasciare le loro abitazioni, migliaia in più si misero insieme per assicurarsi che le famiglie evacuate avessero un posto dove stare, vestiti da indossare e cibo da mangiare.
Oggi, nel momento in cui i canadesi continuano ad accogliere i rifugiati siriani, apriamo i nostri cuori e le case per i più bisognosi. Insieme, abbiamo dimostrato che fare meglio è sempre possibile e che, in tempi difficili, riusciamo a fare del nostro meglio. Così, durante questa stagione di speranza, ci rivolgiamo a coloro che stanno peggio. Cerchiamo di dare in ogni modo possibile, e assicurarci che questa stagione di festa sia un momento felice per tutti.
Vi chiedo inoltre un momento per ricordare i coraggiosi uomini e le donne delle Forze Armate canadesi - e le loro famiglie - che fanno incredibili sacrifici per proteggere il nostro Paese.
Se guardiamo al nuovo anno, e ci prepariamo a celebrare il 150° compleanno del Canada, so che i nostri giorni migliori devono ancora venire.
Da Ella-Grace, Hadrien, Xavier, Sophie e me, alle vostre famiglie: Buon Natale, buone vacanze, e tutto il meglio per il 2017".
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domenica 25 dicembre 2016
Natale, il messaggio di Justin Trudeau: siriani e poco altro
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
giovedì 3 ottobre 2013
Decapita quattro figli e poi si costituisce
Cronache dal mondo dell'orrore: a Beledweyne (nella foto), in Somalia, un uomo, che fino a pochi anni fa aveva vissuto in Canada a Fort McMurray, località dell'Alberta canadese, ha decapitato quattro dei suoi figli e si è poi costituito alla polizia.
Il folle gesto di Omar Shire Hussein, 60 anni, ha gettato nello sconforto la comunità somala di Calgary, città non distante da Fort McMurray, dove secondo alcune fonti Hussein avrebbe lavorato come tassista.
La moglie, Khadro Xuseen, rimasta in Canada, avrebbe identificato i figli uccisi come Sakariye, Yonis, Yaxye e Idiris, di età compresa fra i tre e gli otto anni.
L'uomo "ha portato i suoi figli da Beledweyne presso un villaggio vicino per studiare il Corano, ma poi ha tagliato loro la testa, prima di venire a costituirsi", ha affermato un familiare, Mohamed Isa.
La polizia ha reso noto che "i corpi dei quattro bambini sono stati trovati vicino al villaggio e poi sepolti, mentre l'uomo è stato arrestato". Sempre fonti della polizia hanno poi detto che il padre verrà interrogato, precisando che al momento il movente della strage è ignoto.
"Credo che sia uno squilibrato", ha aggiunto il colonnello Isak Ali Abdulle. Hassan era divorziato dalla moglie ed era recentemente tornato in Somalia dal Canada.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
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