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giovedì 18 luglio 2013

Telefoni pubblici a rischio nelle strade canadesi

Le strade canadesi potrebbero presto cambiare faccia: entro pochi mesi potrebbero infatti sparire, non del tutto, ma in gran parte, i telefoni pubblici, chiamati 'pay telephone'.
Decisiva è stata in questo senso la decisione della Canadian Radio-television and Telecommunications Commission (CRTC) nell'impedire alla BCE Inc. (Bell Canada) di raddoppiare i costi delle chiamate telefoniche effettuate da questo tipo di telefoni (da 50 cents a un dollaro e da uno a due dollari se la chiamata viene fatta con carta di credito).
La necessità della Bell di aumentare il costo delle telefonate era legata alla diminuzione degli introiti provenienti dai telefoni stessi. 
La raccolta annuale da un singolo apparecchio è in media di 700 dollari, nettamente diminuita rispetto ai mille raccolti cinque anni fa. Una cifra non sufficiente a coprire i costi dei 70mila apparecchi presenti in Canada, numero praticamente ridicolo se confrontato con i 27 milioni di cellulari attivi in una nazione popolata da 34 milioni di persone.
Secondo un semplice ragionamento ormai, anche chi resta senza cellulare, per qualsiasi motivo (rottura o batteria scarica), riesce più facilmente a farsene prestare un altro che a raggiungere un telefono pubblico. 
Alla Union Station di Toronto, nell'arco di due ore di un periodo trafficato del giorno, solo sette persone hanno utilizzato uno dei 35 telefoni pubblici presenti, mentre tanti hanno sfruttato le cabine per riposarsi dal viaggio o per fermarsi con le valigie. Traete voi stessi le conclusioni...

giovedì 27 giugno 2013

Verizon nella telefonia canadese? Tremano i 'big' a nord del confine

Il gruppo statunitense Verizon Communications sta conducendo trattative per acquisire due start-up canadesi attive nel settore della telefonia mobile. Si tratta di Wind Mobile, a cui il gruppo americano sembra avere offerto 600 o 800 milioni di dollari, e Mobilicity, con cui avrebbe siglato un accordo di riservatezza.
Non è però ancora chiaro come la società americana intenda strutturare le due operazioni. 
Un fatto è però certo: gli operatori canadesi, che di fatto controllano il settore, ieri hanno tremato alla sola ipotesi dell'ingresso di un grande gruppo come Verizon. Lo ha dimostrato la loro performance al Toronto Stock Exchange. BCE, divisione di Bell Canada, ha perso il 4,1%, Telus il 7,8%, Rogers Communications addirittura il 9%.
Verizon si è trincerato dietro un 'no comment', ma la settimana scorsa il suo direttore finanziario aveva spiegato, in un'intervista al Wall Street Journal, di stare considerando una eventuale mossa in Canada. Un portavoce di Telus ha invece dichiarato che il settore "è già altamente competitivo in Canada". BCE ha da parte sua spiegato "di essere sempre pronta a competere".

mercoledì 26 giugno 2013

Bell Canada, un contratto da 400 milioni di dollari

Sarà Bell Canada a costruire il nuovo sistema di posta elettronica del governo federale canadese, nel quadro di un contratto del valore di circa 400 milioni di dollari.
L'annuncio da parte governativa è arrivato martedì scorso, annunciando che la compagnia fondata nel 1880 a Montreal guadagnerà circa 398 milioni dollari nei prossimi sette anni per costruire una piattaforma unica di posta elettronica per più di 40 dipartimenti e agenzie federali.
Il governo prevede di risparmiare con il nuovo sistema (che sarà funzionante dal marzo 2015) oltre 50 milioni di dollari all'anno, grazie all'eliminazione delle diverse falle di sicurezza che hanno contribuito a rendere i costi federali circa il triplo della media di quelli pagati nel settore privato.