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martedì 29 dicembre 2015

Aylan Kurdi, la famiglia sbarca a Vancouver

La home page del Vancouver Sun dedicata alla vicenda
La famiglia di Aylan Kurdi, il bambino curdo annegato e trasportato sulle spiagge della Turchia, è stata accolta in Canada in queste ore.
Lo zio del piccolo, Mohammed, è atterrato a Vancouver insieme ad altri familiari, la moglie e cinque figli.
L'uomo ha subito ringraziato il primo ministro Justin Trudeau, la cui politica di accoglienza è stata un punto fermo della sua elezione, e si è detto molto felice di essere finalmente arrivato in Canada, dove si è ricongiunto con la sorella Teema, parte in causa fondamentale nella richiesta di asilo.
La donna ospiterà i parenti in casa sua: il fratello lavorerà nel suo salone di bellezza, mentre i nipoti studieranno nelle scuole locali.

lunedì 30 novembre 2015

Aylan Kurdi, la famiglia ottiene asilo in Canada

Tima Kurdi al centro della foto
La famiglia del bimbo siriano di tre anni Aylan Kurdi, annegato con la mamma e il fratello mentre cercava di raggiungere la Grecia su un barcone lo scorso settembre, ha ottenuto il diritto di asilo in Canada.
La zia, Tima Kurdi, residente a Vancouver, ha reso noto che l'agenzia dell'immigrazione canadese l'ha avvertita dell'accettazione della richiesta per un altro zio di Aylan, la moglie e i cinque figli, una richiesta che lo scorso giugno era stata respinta.
Il Canada dà il via la prossima settimana a un ponte aereo per trasferire 10mila rifugiati siriani entro dicembre e 15mila entro febbrario. (fonte: AdnKronos)

sabato 5 settembre 2015

Aylan Kurdi, il Canada non ci sta

Il Canada non ci sta e rispedisce al mittente l'accusa di avere negato la richiesta di asilo politico da parte del padre di Aylan Kurdi, il bimbo siriano morto annegato e trovato su una spiaggia in Turchia.
"Forse era stata ricevuta una domanda da parte di Mohammed Kurdi (il fratello del padre di Aylan, ndr) e la sua famiglia, ma deve essere stata rifiutata perché era incompleta e perché non rispettava le esigenze regolamentari dello statuto dei rifugiati", ha fatto sapere l'amministrazione per la Cittadinanza e l'Immigrazione canadese.
Era stata Teema Kurdi, sorella del padre di Aylan, a far sapere che il Canada aveva rifiutato la richiesta.

venerdì 4 settembre 2015

Aylan Kurdi, la famiglia aveva chiesto asilo in Canada

La città di Kobane indicata dalla freccina rossa
Aylan Kurdi, tre anni, è protagonista suo malgrado dell'ennesima triste storia proposta dal web (e dalla vita), in questo caso collegata all'emigrazione senza fine di clandestini che dal Nord Africa sta portando a una vera e propria invasione dell'Europa.
La famiglia del piccolo, ritrovato cadavere sulla spiaggia di Bodrum dalla polizia turca (assieme a lui è morto il fratellino di cinque anni e la mamma) aveva provato a chiedere asilo in Canada, dove si trova una zia paterna, ma la sua richiesta era stata rifiutata.
La sorella Teema ha rivelato all'Ottawa Citizen che la famiglia non era stata registrata come richiedente asilo nemmeno dalle Nazioni Unite presenti nei campi profughi, mentre il governo turco non aveva voluto rilasciare un visto di uscita dal Paese.
"Stavo cercando di fare loro da garante, e per questo amici e vicini di casa mi stavano aiutando con il deposito in banca, ma non siamo riusciti a farli venire qui", ha detto la donna, "Ecco perché hanno preso una barca".
Il Canada ha così offerto l'asilo al padre di Aylan, Abdullah Kurdi, che però l'uomo ha rifiutato. "Dopo quello che è successo non voglio andare lì. Voglio portare i corpi dei miei familiari a Suruc e poi a Kobane, e passare lì il resto della mia vita".