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domenica 24 maggio 2015

Una Lamborghini per il malato terminale, la bella storia che arriva da Barrie

Arriva da Barrie una notizia bella e, nello stesso tempo, drammatica. E' la storia di Jason Gordon, 23.enne malato terminale di cancro, che però ha deciso di creare una lista di cose 'da fare' prima di salutare il mondo.
Uno dei sogni si è avverato in questi giorni, ovvero guidare per le vie di Toronto una splendida Lamborghini del valore di 300mila dollari canadesi (circa 220mila euro).
L'occasione di coronare il proprio desiderio gli è stata fornita da Richie Hughes, proprietario della VIP Exotic Car Rentals di Toronto, che ha consegnato l'auto chiavi in mano a Gordon, con il solo impegno di portargliela indietro 'sana' al termine della giornata.
Uno sfizio che, se pagato regolarmente, sarebbe costato per un giorno qualcosa come 1400 dollari.
In realtà Gordon non ha mai chiesto di ottenere gratis i propri desideri: esiste piuttosto una pagina online (GoFundMe) nella quale chiunque può aiutare questo sfortunato giovane canadese a raccogliere quanto basta per coronare almeno una parte della lista.

sabato 28 settembre 2013

Gino Bartali nella leggenda grazie a due biografi canadesi

Gino Bartali passa dalla storia alla leggenda grazie a due suoi biografi canadesi, Aili e Andres McConnon, che ne hanno svelato le sue attività clandestine durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il grande ciclista italiano è infatti stato riconosciuto 'Giusto fra le Nazioni' da parte dello Yad VaShem di Gerusalemme.
Questo perché la loro ricerca - apprezzata dal premio Nobel, Elie Wiesel, e attentamente vagliata dallo stesso Yad VaShem - ha preso forma in un libro ("La Strada del Coraggio. Gino Bartali, Eroe silenzioso"), uscito prima in inglese e poi, mesi fa, anche in italiano.
Uno dei momenti chiave nelle loro peregrinazioni, affermano, è stato l'incontro con Padre Pier Damiano, un sacerdote del monastero di San Damiano ad Assisi. Durante la guerra il religioso fu un giovane testimone dei fatti. Ai due ricercatori giunti dal Canada disse di aver visto con i propri occhi Bartali trasportare documenti per ebrei in stato di necessità, tra Assisi e Firenze, in una rete clandestina che coinvolgeva il cardinale Elia Angelo Dalla Costa e il rabbino Nathan Cassuto.
"Siamo emozionati. Questo riconoscimento renderà l'eroismo di Gino Bartali di dominio pubblico in tutto il mondo - hanno detto i due -. E' splendido pensare che così tante nuove persone avranno adesso modo di conoscere questo ciclista e benefattore italiano, e scoprire così a loro volta la storia che ci ha avvinto per così tanti anni".
Un altro testimone oculare prezioso per i due ricercatori fu Giorgio Goldenberg (oggi Shlomo Paz): "Ci offrì una testimonianza oltremodo avvincente e personale di come fu salvato da Gino Bartali insieme con i genitori, la sorella e il cugino Aurelio Klein. Paz - precisano i fratelli McConnon - ci dischiuse una finestra commovente sulle vicissitudini degli ebrei in Italia (durante la guerra). Restammo annichiliti: perché quella era la prima volta che ne parlava con dei ricercatori".
Ad accendere l'immaginazione di Andres McCannon su Bartali è stata la propria passione per il ciclismo. Dieci anni fa, mentre seguiva il Tour de France, egli apprese che Bartali era riuscito a vincere la grande corsa francese due volte e a ben un decennio di distanza, 1938 e nel fatidico 1948. Ma cosa aveva fatto, si chiese, nei tragici anni della guerra? Fu allora che orecchiò voci secondo cui aveva trafugato documenti falsi in bici. E da allora i McConnon si sono dedicati a ricostruire la figura del leggendario ciclista, e a metterne in luce il coraggio.
In Canada il loro libro ha guidato per tre mesi le classifiche dei saggi più venduti.