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domenica 30 luglio 2017

Cinema italiano protagonista a Montreal

La locandina di "I am Love"
Manca ormai un solo appuntamento per chiudere la manifestazione "Cinema italiano all'aria aperta al Parco Dante" di Montreal.
L'iniziativa è organizzata dall'Associazione Petite-Italie-Marché Jean-Talon e dall'Istituto Italiano diCultura nella città canadese per celebrare, anche questa estate, il cinema italiano 'sotto le stelle'.
La programmazione delle serate Ciné-Parc Dante rende omaggio alla cultura italiana con cinque proiezioni di film più e meno recenti, portando sotto ai riflettori grandi personalità, attori e registi del Belpaese.
La rassegna è cominciata il 5 luglio con "Romanzo Criminale" di Michele Placido, proseguendo una settimana più tardi con "I'm Love" di Luca Guadagnino, seguito da "Habemus Papam" di Nanni Moretti il 19 luglio e da "Le Notti di Cabiria" di Federico Fellini mercoledì 26 luglio. L'iniziativa si concluderà il 2 agosto con "Divorzio all'italiana" di Pietro Germi. (fonte: AGI)

giovedì 11 giugno 2015

ICFF, il cinema italiano da oggi protagonista in Canada

Comincia oggi in Canada l'Italian Contemporary Film Festival (ICFF), che vedrà la proiezione di poco meno di quaranta film italiani nell'arco di nove giorni, dall'11 al 19 giugno, nelle località di Toronto (TIFF Bell Lightbox), Vaughan (Colossus), Mississauga (Courtney Park), Montreal (Cinemateque e Cinema Guzzo), Quebec City (Cinema Cartier) ed Hamilton (HWT Centre).
Il film che aprirà la manifestazione sarà "L'Oriana" di Marco Turco. Fra le altre opere presenti, gli ultimi film di Pupi Avati, Gabriele Salvatores, Claudio Amendola e Carlo Mazzacurati, ma interessante e nutrito sarà anche il cast degli ospiti.

mercoledì 10 giugno 2015

Marco Turco, intervista al regista de "L'Oriana"

Marco Turco
E' tutto pronto ormai a Toronto per l'inizio dell'Italian Contemporary Film Festival, che si aprirà con la proiezione de "L'Oriana", miniserie in due parti dedicata alla vita di Oriana Fallaci e già andata in onda sulla RAI, che in terra canadese verrà invece presentata nella sua versione cinematografica, con alcuni opportuni 'director's cuts'.
E proprio con Marco Turco, romano classe 1960, regista del film, Canada 2.0 ha fatto due chiacchiere 'due' per cercare di capire le scelte che stanno alla base del film.

E' la prima volta che viene in Canada?
"Sì, arriverò proprio in occasione della presentazione. Per me si tratta di una 'prima volta', non sono mai stato in Canada, infatti sono molto contento e curioso. Ho avuto la fortuna di essere invitato dal Festival, una grande gioia per me, anche perché il film aprirà la rassegna. Per me questo è un modo per essere visto all'estero e aprirmi a nuove strade".

Oriana Fallaci è un personaggio molto noto in campo internazionale, in particolare proprio in America...
"Se uno lo chiedesse a lei, risponderebbe che prima di tutto è fiorentina e poi che è cittadina del mondo. Non ha mai avuto una vita facile, si è spesso scontrata con l'ostilità di tanti, sia a destra che a sinistra. Ha spesso preso posizioni che dal suo pinto di vista erano sincere, ma che di volta in volta hanno suscitato l'ira della sinistra o della destra, una cosa che lei ha sofferto molto. All'estero invece è riconosciuta fra le giornaliste più importanti del '900. Lei fra l'altro in America è sempre stata accolta a braccia aperte. L'America è sempre stata la sua grande passione culturale. Resta memorabile la sua intervista a Henry Kissinger. Inoltre ha vissuto tanti anni a New York, poi è tornata in Italia per morire".

La locandina del film
L'Oriana è una miniserie. Che versione si vedrà a Toronto?
"Quello che si vedrà a Toronto è la versione cinematografica, una versione ridotta di quello che si è visto in televisione. Ci sono chiaramente dei tagli, una cosa che per certi versi ha il pregio di raccontare in un unico film tutto l'arco della vita del personaggio. Nella serie televisiva ci sono alcuni episodi in più, ma io amo molto la versione cinematografica, perché è più concentrata sulla figura di Oriana giornalista".

Perché ha deciso di fare un film sulla Fallaci?
"Ho sempre abuto la passione per i personaggi controcorrente. Iniziai con Rino Gaetano, un altro che era fuori dagli schemi, per poi seguire con Franco Basaglia. Sentivo molto vicino un personaggio come quello della Fallaci. Apprezzo il coraggio degli intellettuali che vanno controcorrente anche quando è scomodo. In più sono sempre stato un grande appassionato di storia e allora quale occasione migliore per narrare gli eventi della seconda metà del ventesimo secolo se non raccontando la storia della Fallaci, che parte addirittura dalla Seconda Guerra Mondiale, visto che lei, giovanissima, ha anche fatto parte della Resistenza".

Come mai ha voluto inserire nella sceneggiatura la presenza di una giovane giornalista che incontro la Fallaci?
"E' stata una scelta narrativa, un modo che abbiamo trovato per raccontare questa sua ostilità verso l'esterno. La giornalista che interagisce con lei ci ha permesso di raccontare questo lato della Fallaci, e poi rappresenta quello che tante giornaliste hanno sempre sognato, anche solo per un momento. Tante hanno confessato di essersi ispirate a lei, come Concita De Gregorio. In questo modo emerge questo suo aspetto di maestra senza mai averlo voluto essere".

Un'altra immagine del regista romano
La vita della Fallaci, in particolare in un Paese come l'Italia dove tutto è politica, è stata spesso divisa in due parti. Lei come si è comportato di fronte a queste due facce?
"Le ho proposte entrambe. Abbiamo trattato la parte legata alla sua critica dell'Islam come le altre parti. Non le abbiamo dato un valore particolare. Qualcuno si aspettava che magari il film vertesse più su questo aspetto, ma è un tema che arriva nella parte finale della sua vita. E' una scelta che è stata un po' criticata, come se non volessimo parlarne. Noi riportiamo le sue parole contro l'Islam. Addirittura nella versione televisiva c'è una scena in cui una giovane Fallaci 'battibecca' con una vecchia Fallaci rinfacciandole scelte estremiste. E' un momento intenso, in cui Vittoria Puccini (l'attrice che interpreta la Fallaci, ndr) interpreta sia la giovane che la vecchia Fallaci. Esattamente come quando la Fallaci ha intervistato se stessa. Abbiamo voluto rappresentare con questa doppia immagine questa sua doppia personalità".

La Puccini è un'attrice a lei molto cara...
"C'era sia nel mio film su Basaglia che in quello sulla legge Merlin. Sa interpretare ruoli molto lontani da lei. Qui ha dovuto fare un bel salto. Ha dovuto cambiare postura, gestualità e voce".

Cosa si attende dal pubblico canadese?
"Sono molto curioso. In Itaia purtroppo ha funzionato maggiormente l'ostilità verso il personaggio. Leggendo le critiche ho avuto una sensazione che non mi ha fatto piacere, e cioè che ogni articolo di ogni giornalista partisse dal presupposto che lui la conoscesse meglio e che quindi noi non si fosse stati in grado di raccontarla in maniera corretta. Adesso sono curioso di vedere le reazioni all'estero, perché lì non l'hanno conosciuta come in Italia".

Il giudizio, come sempre, passa agli spettatori. Italiani e canadesi.

Breve biografia:
Marco Turco è nato a Roma il 28 luglio 1960. Regista e sceneggiatore. Ha svolto l'attività di aiuto regista con Tonino Valerii, Franco Giraldi, Damiano Damiani e Gianni Amelio. Il suo primo film è il corto "La sveglia" del 1994. Nel 2007 gira la miniserie tv "Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu". Nel 2012 un'altra miniserie, "Altri tempi", ambientata all'epoca della chiusura delle case di tolleranza operata dalla Legge Merlin. Ha vinto il Premio del Pubblico al NICE Film Festival e la Grolla d'oro per "Vite in sospeso", mentre è stato premiato al Festival di Taormina e ha vinto il Globo d'oro come miglior documentario per "In un altro paese".


sabato 4 aprile 2015

Cinema italiano protagonista a Sherbrooke

Il meglio del cinema italiano si mette in mostra in Canada: una selezione di titoli, "Classique du Cinema Italienne", sarà proiettata alla Maison du Cinema dal 9 al 12 aprile, nell'ambito del Festival Cinema du Monde di Sherbrooke (FCMS).
Sette le pellicole in cartellone, in italiano con sottotitoli in francese, tutte appartenenti al patrimonio del cinema classico. Si va da "Il Ferroviere" di Pietro Germi a "Uomini Contro" di Francesco Rosi, a "Gente di rispetto" di Luigi Zampa.
Verranno proiettati anche "Prima della rivoluzione" di Bernardo Bertolucci, "Casanova '70" di Mario Monicelli, "Una giornata particolare" di Ettore Scola e, a concludere, "Mimì metallurgico ferito nell'onore" di Lina Wertmüller.
L'iniziativa è frutto della collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura di Montreal con gli organizzatori del festival di Sherbrooke, importante polo culturale, industriale e universitario della provincia del Quebec, a 150 chilometri da Montreal, che ospita numerosi eventi. (fonte: AGI)