Gino Bartali passa dalla storia alla leggenda grazie a due suoi biografi canadesi, Aili e Andres McConnon, che ne hanno svelato le sue attività clandestine durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il grande ciclista italiano è infatti stato riconosciuto 'Giusto fra le Nazioni' da parte dello Yad VaShem di Gerusalemme.
Questo perché la loro ricerca - apprezzata dal premio Nobel, Elie Wiesel, e attentamente vagliata dallo stesso Yad VaShem - ha preso forma in un libro ("La Strada del Coraggio. Gino Bartali, Eroe silenzioso"), uscito prima in inglese e poi, mesi fa, anche in italiano.
Uno dei momenti chiave nelle loro peregrinazioni, affermano, è stato l'incontro con Padre Pier Damiano, un sacerdote del monastero di San Damiano ad Assisi. Durante la guerra il religioso fu un giovane testimone dei fatti. Ai due ricercatori giunti dal Canada disse di aver visto con i propri occhi Bartali trasportare documenti per ebrei in stato di necessità, tra Assisi e Firenze, in una rete clandestina che coinvolgeva il cardinale Elia Angelo Dalla Costa e il rabbino Nathan Cassuto.
"Siamo emozionati. Questo riconoscimento renderà l'eroismo di Gino Bartali di dominio pubblico in tutto il mondo - hanno detto i due -. E' splendido pensare che così tante nuove persone avranno adesso modo di conoscere questo ciclista e benefattore italiano, e scoprire così a loro volta la storia che ci ha avvinto per così tanti anni".
Un altro testimone oculare prezioso per i due ricercatori fu Giorgio Goldenberg (oggi Shlomo Paz): "Ci offrì una testimonianza oltremodo avvincente e personale di come fu salvato da Gino Bartali insieme con i genitori, la sorella e il cugino Aurelio Klein. Paz - precisano i fratelli McConnon - ci dischiuse una finestra commovente sulle vicissitudini degli ebrei in Italia (durante la guerra). Restammo annichiliti: perché quella era la prima volta che ne parlava con dei ricercatori".
Ad accendere l'immaginazione di Andres McCannon su Bartali è stata la propria passione per il ciclismo. Dieci anni fa, mentre seguiva il Tour de France, egli apprese che Bartali era riuscito a vincere la grande corsa francese due volte e a ben un decennio di distanza, 1938 e nel fatidico 1948. Ma cosa aveva fatto, si chiese, nei tragici anni della guerra? Fu allora che orecchiò voci secondo cui aveva trafugato documenti falsi in bici. E da allora i McConnon si sono dedicati a ricostruire la figura del leggendario ciclista, e a metterne in luce il coraggio.
In Canada il loro libro ha guidato per tre mesi le classifiche dei saggi più venduti.
sabato 28 settembre 2013
Gino Bartali nella leggenda grazie a due biografi canadesi
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.


