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mercoledì 15 febbraio 2017

Trattato Ceta: Ue e Canada, una firma per diminuire i dazi

L'Unione Europea e il Canada hanno firmato il capitolo agroalimentare del Ceta, l'accordo di libero scambio approvato dal Parlamento europeo.
Il trattato prevede il riconoscimento di tutto un elenco di prodotti Dop e Igp in Canada, Paese da sempre scettico sulle denominazioni di qualità europee, apertura di un contingente dedicato ai formaggi europei, azzeramento di dazi e semplificazione per l'export di vini e liquori, dolciumi, pasta, biscotti, preparati di frutta e verdura.
Secondo elaborazioni Nomisma su dati Istat, nel 2015 l'Italia ha esportato in Canada prodotti agroalimentari per oltre 720 milioni di euro (circa 300 solo di vino) e ha importato per circa 450 milioni di euro, soprattutto cereali come il grano.
Secondo i suoi sostenitori, l'accordo dovrebbe aumentare i volumi di scambio riducendo i costi delle esportazioni. Il Canada eliminerà i dazi per il 90,9% dei prodotti agricoli al momento dell'entrata in vigore del Ceta e per il 91,7% dopo una transizione di sette anni. Ottawa aprirà una quota da 18.500 tonnellate per i formaggi europei, supplementare a quella già prevista dagli accordi Wto.
L'Unione Euroopea, da parte sua, eliminerà il 92,2% dei dazi agricoli all'entrata in vigore e il 93,8% dopo sette anni. L'Ue ha concesso al Canada contingenti a dazio zero per: circa 50.000 tonnellate di carne di manzo non trattato con ormoni (0,6% dei consumi europei), 75.000 tonnellate per le carni suine (0,4%) e 8.000 per il mais dolce.
Sopra le quote concordate su questi prodotti sensibili, l'Ue continuerà ad applicare dazi, che saranno invece azzerati su grano tenero e duro, semi oleosi e legumi.

lunedì 13 febbraio 2017

Unione Europea, giovedì Trudeau a Strasburgo

Il voto finale del Parlamento europeo sull'accordo di libero scambio tra Ue e Canada, il Ceta, è uno dei principali punti in agenda nella sessione plenaria in programma da oggi a giovedì prossimo a Strasburgo.
Mercoledì ci sarà il voto, mentre giovedì mattina il primo ministro canadese JustinTrudeau terrà un discorso in aula sulle relazioni fra Unione Europea e Canada. Sarà la prima volta di un primo ministro canadese al Parlamento europeo.

mercoledì 25 gennaio 2017

Ceta, accordo raggiunto fra Canada e Ue, Salvini critico

La firma dell'accordo Ceta fra Canada e Unione Europea
Canada e Unione Europea hanno firmato l'accordo di libero scambio Ceta e l'intesa politica strategica Spa.
Da una parte il primo ministro canadese Justin Trudeau, dall'altra i presidenti del Consiglio e della Commissione dell'unione Europea, Donald Tusk e Jean Claude Juncker, e il premier slovacco Robert Fico, alla presidenza di turno del Consiglio europeo.
La Commissione parlamentare per il commercio internazionale lo ha approvato con 25 voti a favore, 15 contrari e un'astensione. Il Ceta è un accordo che, secondo i firmatari, porterà benefici alle economie dei Paesi coinvolti. Di certo è un accordo che va a favore dell'aspetto globalizzante e sovranazionale dei rapporti infrastatuali.
Non a caso ha ricevuto forti critiche dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini. "Mentre il presidente Trump, da persona coerente, inizia a sospendere trattati commerciali che danneggiano le imprese americane, L'Europa fa l'esatto contrario - ha sottolineato il ledaer 'lumbard': "non solo qualcuno sta lavorando per togliere tutti i dazi che ci proteggono dall'invasione dei prodotti della Cina ma... in commissione commercio internazionale a Bruxelles, con il voto favorevole di Fi e Pd, è passata la
proposta di accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) che avvantaggia le grandi aziende multinazionali ma non difende i prodotti made in Italy e le nostre piccole e medie imprese. Se questa è L'Europa, prima usciamo meglio è per l'Italia".
Di tono diverso il commento del relatore PPe del provvedimento, il lettone Artis Pabrikis: "Approvando il Ceta abbiamo fatto un significativo passo avanti davanti a populismo e protezionismo crescenti, il Parlamento può agire per conto dei cittadini europei. Sono a favore di un'Europa forte e globale e per il libero mercato: ratificare questo accordo con il Canada consentirà al commercio di continuare a portare ricchezza sulle due rive della nostra alleanza transatlantica".
Ovviamente soddisfatto Trudeau, ansioso di trovare alternative commerciali all'accordo Nafta sempre più in bilico dopo l'entrata in scena di Donald Trump sullo scranno presidenziale Usa. I "legami che ci uniscono vanno al di là della cooperazione economica", ha detto Trudeau, il Ceta "contiene valori e ambizioni che Canada e Ue condividono".
All'accordo, contestato da manifestazioni popolari fino allo scorso weekend, si era giunti dopo una difficile trattativa con il parlamento della regione belga della Vallonia, che chiedeva più garanzia per i prodotti locali, e dovrà ora essere ratificato dal Parlamento nella prossima sessione plenaria di febbraio: il 15, giorno del voto, sarà prevista a Strasburgo la presenza dello stesso Trudeau.

lunedì 16 gennaio 2017

Accordo Ceta fra Canada e Ue, le riserve sul settore del gioco

Decisione dell'Unione Europea sull'accordo economico e commerciale con il Canada: tra le riserve entrano pure giochi e scommesse.
Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea è stata pubblicata la decisione del Consiglio del 28 ottobre 2016 relativa alla firma, a nome dell’Unione europea, dell’accordo economico e commerciale globale (Ceta) tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall'altra.
Tra le riserve riguardanti il settore del gioco e le scommesse figura quella della provincia canadese dello Saskatchewan, che si riferisce all'accesso al mercato del gioco. “Nel Saskatchewan può essere utilizzata solo l’attrezzatura di gioco, compresi terminali per video-lotteria e slot machine, di proprietà della pubblica amministrazione o da questa concesse in locazione”, si legge nel testo.
Ancora, tra le riserve relative a gioco e scommesse figura quella territoriale dello Yukon, che riguarda il trattamento territoriale, prescrizioni in materia di prestazioni, alta dirigenza e consiglio di amministrazione. “Le misure consentono alla pubblica amministrazione dello Yukon di regolare gioco e scommesse, compresi servizi di regolazione, fabbricazione, fornitori di materiali, interventi e riparazioni relativi a giochi di lotteria, apparecchi da intrattenimento, apparecchi per video-lotteria, giochi di fortuna, corse, centri scommesse, sale bingo, casinò, e di rilasciare varie autorizzazioni a tale proposito nonchè di svolgere dette attività anche tramite monopoli territoriali”.
L’accordo prevede tra le riserve per il Quebec quella che riguarda le corse ippiche: “Solo un cittadino canadese può richiedere una licenza per gestire un autodromo, per svolgere gare o gestire un centro scommesse; una persona che richiede alla RACJ la registrazione di un cavallo di razza deve risiedere in Quebec da almeno 183 giorni – si legge nella Gazzetta Europea -; solo un cavallo da competizione del Quebec può beneficiare di privilegi o vantaggi”. Tra le riserve per il Quebec e che interessano giochi e scommesse: “Una persona che richiede licenza per gioco della lotteria o per la licenza per diventare operatore o commerciante di apparecchi da intrattenimento, deve essere un cittadino canadese o, nel caso di una società, avere un ufficio in Quebec”.
Quanto all'Alberta, le misure previste nell'accordo consentono "di regolamentare e autorizzare servizi, prestatori di servizi, fabbricazione, fornitori di materiali, interventi e riparazioni relativi a giochi di lotteria, apparecchi da gioco, giochi di fortuna, corse, sale bingo e casinò e attività analoghe, anche mediante permessi e licenze il cui rilascio può essere soggetto a limitazioni, tra cui la cittadinanza, la residenza o altre relative allo stabilimento, alla gestione e all'esercizio di tali attività".
(fonte: Gioconews.it)

lunedì 29 febbraio 2016

Trattato UE-Canada, conclusa la revisione giuridica

La mole di scambio di beni e servizi fra Canada e UE
Il completamento del 'legal scrubbing', la rifinitura legale, del testo dell'accordo Comprehensive Economic Trade Agreement (CETA) fra la UE e il Canada, annunciata oggi dal Commissario Cecilia Malmström, rappresenta "un importante traguardo verso la stipula definitiva del CETA".
E' quanto afferma il ministero dello Sviluppo economico in una nota sottolineando che è "un'intesa importante, da cui l'Italia si aspetta rilevanti ritorni in termini commerciali ed economici".
Si tratta, infatti, spiega il Ministero, del primo accordo ampio e approfondito raggiunto dall'Unione Europea con un paese membro del G7, che consentirà la rimozione quasi totale delle barriere tariffarie fra Europa e Canada, creando nuove opportunità di accesso al mercato.
"Il CETA - sottolinea il vice ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda - assicurerà importanti benefici al nostro Paese: dalla tutela dei prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) all'azzeramento di fatto dei dazi sui prodotti industriali, dall'accesso al mercato canadese dei servizi e degli appalti pubblici al superamento delle barriere non tariffarie".
Il 'legal scrubbing', prosegue Calenda, "ha anche permesso di aggiornare il capitolo sulla Protezione degli Investimenti, consentendo di raggiungere un risultato che tiene pienamente conto delle sensibilità manifestate dal Parlamento europeo e da parte dell'opinione pubblica. Il testo del CETA assorbe infatti il nuovo approccio UE su questo tema e sul meccanismo di risoluzione delle controversie, con punti fermi quali il diritto a regolamentare, etica e terzietà dei giudici, carattere permanente del sistema dei tribunali e modalità di appello. Un passo in avanti fondamentale che - osserva - trasforma l'iniziativa UE sugli Investimenti, di cui la Commissione si è fatta interprete, in un modello condiviso da un importante partner G7 suscettibile, quindi, di trasformarsi in un benchmark internazionale".
Il vice ministro conclude con l'auspicio "che la procedura per la firma e l'entrata in vigore dell'accordo CETA, raggiunto grazie all'impegno e alla determinazione della Commissione, possa concludersi nel più breve tempo possibile". (fonte: AGI)

giovedì 3 dicembre 2015

Federica Mogherini incontra Stephane Dion

Stéphane Dion e Federica Mogherini
Dopo il primo ministro canadese Justin Trudeau, per Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera europea, ha ricevuto il ministro degli Esteri del Canada, Stéphane Dion.
Siria, Medio Oriente e terrorismo sono stati fra i temi trattati. Marie-Ann Coninsx, ambasciatore dell'Unione Europea in Canada, ha definito l'incontro "eccellente". "Ci sono molte cose in comune - ha aggiunto in un tweet - e molte aree nelle quali lavorare assieme a stretto contatto".

lunedì 6 aprile 2015

Unione europea al Canada: basta Prosecco alla spina

Dopo lo stop alla vendita del Prosecco alla spina nei locali e pub d'Inghilterra, l'Europa si attiva per fermare quella che da molti è stata definita una vera e propria frode anche in Canada. La scoperta che anche oltre oceano si serve Prosecco alla spina era arrivata poco dopo quella relativa all'Inghilterra, grazie alla segnalazione di un privato cittadino, collaboratore della rivista "Wine Meridian". Circa 8,75 dollari per un bicchiere di Prosecco inserito nella lista dei 'Wines on Tap'.
E' stata l'europarlamentare della Lega, Mara Bizzotto, membro della commissione Agricoltura ad aver denunciato a Bruxelles il caso del falso Prosecco distribuito nei mercati extra europei, invocando l'immediato intervento dell'UE per fermare "questa pratica illegale di spillatura a pressione di vino bianco frizzante spacciato per Prosecco". (foto: Trevisotoday.it)
"Un prodotto tarocco che sta provocando pesantissimi danni alle aziende venete dato che nel mercato canadese da un lato si vende vino bianco frizzante spacciandolo per Prosecco e dall'altro si lega l'immagine di questa eccellenza del made in Italy a quella dei cosiddetti 'wines on tap' (vini alla spina)", spiega la Bizzotto.
Un problema che il commissario UE all'agricoltura Phil Hogan ha deciso immediatamente di affrontare: non solo richiamando l'attenzione delle autorità canadesi sulla pratiche di vendita della nostra eccellenza ma di ricomprenderla all'interno dell'accordo tra Europa e Canada sul commercio di vini e bevande alcoliche firmato nel 2003. Attualmente infatti in Canada il Prosecco non gode della tutela di indicazione geografica protetta. "L'accordo contiene l'elenco delle denominazioni di vini e alcolici originari dell'Ue protetti da un'indicazione geografica all'interno dell'Europa, che possono esser registrati in Canada come indicazioni geografiche protette", afferma il Commissario Ue, Hogan. "Il Prosecco non figura in tale elenco, in quanto al momento della conclusione dell'accordo tale denominazione non era protetta da un'indicazione geografica nell'Ue". Ora la commissione europea ha formalmente chiesto al Canada di ampliare tale elenco inserendovi le indicazioni geografiche escluse fino ad oggi, compreso il Prosecco.
Solo poche settimane fa l'Europa aveva intimato l'alt definitivo alla vendita del Prosecco alla spina in Inghilterra: la fine di un incubo per il 'Sistema Treviso', la rete dei tre consorzi Doc, Docg e Colli Asolani, in prima linea contro le imitazioni e le modalità di erogazione del Prosecco in tutte le sue forme. "Solo in questo modo la frode del falso Prosecco alla spina, la cui circolazione è stata già bandita dall'Europa nel Regno Unito, potrà essere efficacemente contrastata anche nel mercato canadese", conclude la Bizzotto. (fonte: Serena Gasparoni, La Tribuna di Treviso)

mercoledì 25 febbraio 2015

Trattato CETA non cambia fra Europa e Canada

Al trattato CETA di libero scambio commerciale tra Europa e Canada non sarà più possibile apportare sostanziali cambiamenti: "Il trattato CETA è definito". E' quanto ha sostenuto a Berlino la commissaria europea per il commercio Cecilia Malmström, in occasione di un incontro con il ministro tedesco dell'Economia e vicecancelliere Sigmar Gabriel.
"Non possiamo rifare di nuovo il trattato", ha ribadito la Malmström, spiegando di fronte alle insoddisfazioni tedesche che al massimo si potranno fare alcuni piccoli miglioramenti.
Gabriel punta a istituire un'istanza arbitrale internazionale di diritto pubblico che si occupi dei conflitti commerciali fra Stati e investitori, una posizione simile a quella della commissione UE. La stessa caldeggiata anche per il trattato di libero scambio in via di definizione con gli Stati Uniti (TTIP). Per Gabriel va invece abbandonata l'idea finora prevista di istanze arbitrali private, composte da avvocati.
Gabriel e la Malmström hanno poi espresso posizioni differenti anche sul processo di approvazione dei trattati. Se per il tedesco sarà certamente necessaria anche il via libera dei parlamenti nazionali, la commissaria ritiene che la questione sia ancora aperta. (cit. ANSA).

domenica 20 ottobre 2013

Gorgonzola, Asiago e Fontina alzano gli scudi contro le copie canadesi

Gorgonzola, Asiago e Fontina, sono questi tre formaggi italiani, le cui sorti sono nelle mani del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e del premier canadese Stephen Harper che, a Bruxelles, si apprestano a concludere l'accordo di libero scambio tra le due sponde dell'Atlantico. 
Accordo che, per le sole esportazioni agroalimentarie europee verso il Canada, rappresenta un valore di 2,9 miliardi di euro. Così, fra i nodi negoziali ancora da sciogliere c'è la sorte di cinque formaggi - i tre italiani, più la Feta greca e il francese Munster - per i quali Bruxelles richiede l'obbligo dell'origine in etichetta insieme al divieto di evocare il prodotto originale, mettendo per esempio una bandiera italiana su un formaggio di imitazione canadese. 
I due leader dovranno poi definire la quota generale di esportazione di formaggi verso il Canada, e la quota di esportazione di carne bovina canadese verso l'Ue.
Fra le Dop e le Igp italiane presenti ci sarebbero il Prosciutto di Parma, il Prosciutto di San Daniele, il Grana Padano e l'Aceto Balsamico di Modena.

venerdì 18 ottobre 2013

Ue-Canada, accordo sul libero scambio più vicino

Il Canada e l'Unione Europea sono sul punto di cocludere i negoziati, avviati nel maggio del 2009, su un accordo di libero scambio. Lo ha annunciato il premier canadese, Stephen Harper (nella foto).
Sul tavolo restano essenzialmente due questioni aperte: le esportazioni della carne di manzo canadese in Europa e quelle del formaggio europeo in Canada, su cui sarebbe stato trovato un accordo di principio.
Nel 2011 il commercio bilaterale ha fatto registrare un valore di 86 miliardi di euro, con l'Ue il secondo partner commerciale di Ottawa dietro agli Stati Uniti.

sabato 15 giugno 2013

Stephen Harper in Europa, tiene banco la questione della carne

In Europa per prendere parte al vertice del G8, il primo ministro canadese Stephen Harper discuterà di massimi sistemi, ma uno dei temi centrali della sua visita sarà quello della carne di manzo. Infatti, si basa sul trattato commerciale che lega Canada ed Unione Europea un pezzo non irrilevante della leadership di Harper.
Il primo ministro canadese si è infatti posto come obiettivo di diversificare i partner commerciali del proprio Paese, perché negli ultimi anni dipendere troppo strettamente dagli Stati Uniti si è rivelato rischioso.
Allo stesso tempo però gli accordi firmati finora non hanno avuto la portata paragonabile a quella di un possibile contratto con l'Europa. E quello con Bruxelles si sta rivelando più complesso del previsto: il tavolo negoziale venne aperto nel 2009 con l'obiettivo di chiuderlo due anni più tardi. Ora, quattro anni dopo, nessuno è certo che l'accordo verrà siglato durante questa visita ufficiale.
Il Canada vorrebbe che i suoi produttori fossero autorizzati a esportare verso l'Europa ben più delle 40mila tonnellate annue di manzo attuali, ma da Bruxelles nicchiano. Francia e Irlanda, infatti, sono pronti a fare le barricate. (foto CP24)

mercoledì 22 maggio 2013

Sabbie bituminose, grido d'allarme


Tutta colpa delle sabbie bituminose canadesi. Questa sentenza sarebbe il segreto del 'colpo di grazia' calato sugli sforzi per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici.
Lo sfruttamento intensivo delle note sabbie e del petrolio che contengono sarebbe quindi alla base delle recenti problematiche climatiche, tanto che la vicenda potrebbe essere oggetto di un embargo da parte dell'Unione Europea.
Lo afferma in un'intervista al "Guardian" James Hansen, uno dei pionieri della climatologia mondiale. "Il petrolio dalle sabbie bituminose ha senso solo per un ristretto numero di persone che stanno facendo molti soldi da questo prodotto", ha detto Hansen.
Secondo alcune stime le riserve canadesi sono le terze al mondo per volume di petrolio, ma la loro estrazione provoca da tre a quattro volte più scorie ed emissioni del petrolio convenzionale.
Il governo del Canada ha minacciato una guerra commerciale all'Europa in caso di boicottaggio.
(foto Il Giornale)