Visualizzazione post con etichetta gastronomia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gastronomia. Mostra tutti i post

lunedì 2 dicembre 2019

Ristoranti italiani nel mondo, Don Alfonso 1890 al secondo posto

Ancora Canada presente nella Guida Online 50 Top Italy. Nata da una idea di Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro, la guida online, consultabile gratuitamente, è dedicata al meglio della ristorazione italiana, e recensisce, in totale, i migliori duecento da Nord a Sud della Penisola.
Nell'ambito de "I Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo 2019", sezione internazionale della guida, curata da Guido Barendson, che ha visto trionfare il ristorante Passerini a Parigi, dello chef Giovanni Passerini, la seconda posizione è andata al Don Alfonso 1890, di Toronto.
A dare i voti, "nel rispetto dell'anonimato, dell'autonomia e, ovviamente, pagando il conto" come sottolineano i curatori, una giuria composta da 130 ispettori. Rivoluzionario il metodo di giudizio, con grande rilievo dato al servizio e all'accoglienza, elementi fondamentali di una ristorazione attenta alla propria clientela.

martedì 30 ottobre 2018

Gambero Rosso, premiato il Don Alfonso 1890 di Toronto

Importante riconoscimento per il nuovo ristorante canadese di Alfonso Iaccarino, inserito fra i 500  indirizzi top del Gambero Rosso. L'Apertura dell'Anno va infatti al Don Alfonso 1890, situato in 19 Toronto Street, in un quartiere esclusivo all'interno del Consumer’s Gas Building del 1852 di proprietà di Nick Di Donato (presidente e CEO della Liberty Entertainment Group).
Come scrive Floriana Barone nel suo post sul blog di Luciano Pignataro, nella cucina del nuovo locale canadese operano Alfonso ed Ernesto Iaccarino, affiancati da Saverio Macri, mentre general manager è Massimo Landi, salernitano con una lunga esperienza londinese e un curriculum con nomi prestigiosi come Savoy Hotel e Cipriani..

mercoledì 20 settembre 2017

Il Prosciutto di Parma arriva in Canada con il proprio nome

Il Prosciutto di Parma arriverà sulle tavole dei consumatori canadesi con il proprio nome: la novità sarebbe uno dei risultati dell'accordo di libero scambio - CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) - sancito fra l'Unione Europea e il Canada e che entrerà in vigore giovedì, 21 settembre.
Nello specifico, la denominazione "Prosciutto di Parma" coesisterà con il marchio "Parma" attualmente detenuto dalla società canadese Maple Leaf. Si tratta, commenta il Consorzio delProsciutto di Parma, di un traguardo storico se si pensa che prima di tale accordo in Canada, come in altri Paesi di cultura anglosassone, non esisteva un sistema di protezione deiprodotti a indicazione geografica, ma la tutela era riservata al proprietario del marchio che lo aveva registrato per primo.
Una novità, commenta Stefano Fanti, direttore del Consorzio, "che porterà molti benefici al nostro prodotto, a cominciare dalla riconoscibilità sul mercato da parte dei nostri consumatori. I produttori infatti potranno finalmente vendere il nostro prosciutto in Canada con la corretta denominazione 'Prosciutto di Parma'. Prima dell'accordo, il Prosciutto di Parma era già presente in Canada, ma da oltre 20 anni era venduto con i nomi 'The Original Prosciutto' e 'Le Jambon Original', perché il marchio 'Parma' era stato invece acquistato dalla società canadese Maple Leaf che vende, tra l'altro, il suo prosciutto crudo utilizzando tale denominazione". (fonte AGI)

venerdì 28 aprile 2017

Tramezzini in Canada grazie a tre imprenditori veneti

Un articolo del giornale veronese "L'Arena" riporta la storia di tre veneti, i fratelli Massimiliano e Filippo Paccagnella e l'amico Davide Pedon, giovani imprenditori che hanno voluto portare in Canada (e negli Stati Uniti) uno dei prodotti alimentari più diffuso in Italia: il tramezzino.
Un anno fa sono sbarcati allo Smorgasburg, il mercato settimanale di tendenza a Brooklyn, dove vengono ammessi i cento standisti che sanno portare qualche innovazione nel food. E la novità-tramezzino è piaciuta, tanto che vengono venduti a 8 dollari a coppia, anche se di dimensioni più grandi rispetto a quelle italiane. Ora puntano al salto di qualità con l’apertura del primo negozio specializzato nel Lower East Side di Manhattan: il taglio del nastro è previsto il 26 maggio.

domenica 28 giugno 2015

Italia e Canada a confronto in cucina su Rai3

Il sapore del pesce e quello di un sandwich, riveduti e corretti nel nome della grande cucina: Italia e Canada si incontrano a "The cooking show - Il mondo in un piatto", il programma condotto dalla food blogger Lisa Casali, in onda lunedì 29 giugno alle 12.15 su Rai3.
Protagonisti, lo chef italiano Luigi Taglienti con il suo 'Pesce morone con pesca e cardoncello' e il collega canadese Fabrizio Nonis con il 'Glocal club Sandwich'.
Con gli ingredienti avanzati, per ribadire l'impegno per una cucina sostenibile contro lo spreco, Lisa Casali inventa un nuovo piatto in compagnia di Isabella Pratesi, responsabile dei progetti di conservazione internazionale del WWF.
"The cooooking show" è un programma nato da un'idea di RaiCom ed è firmato da Rai3 per Expo Milano 2015. (fonte AGI)

lunedì 6 aprile 2015

Unione europea al Canada: basta Prosecco alla spina

Dopo lo stop alla vendita del Prosecco alla spina nei locali e pub d'Inghilterra, l'Europa si attiva per fermare quella che da molti è stata definita una vera e propria frode anche in Canada. La scoperta che anche oltre oceano si serve Prosecco alla spina era arrivata poco dopo quella relativa all'Inghilterra, grazie alla segnalazione di un privato cittadino, collaboratore della rivista "Wine Meridian". Circa 8,75 dollari per un bicchiere di Prosecco inserito nella lista dei 'Wines on Tap'.
E' stata l'europarlamentare della Lega, Mara Bizzotto, membro della commissione Agricoltura ad aver denunciato a Bruxelles il caso del falso Prosecco distribuito nei mercati extra europei, invocando l'immediato intervento dell'UE per fermare "questa pratica illegale di spillatura a pressione di vino bianco frizzante spacciato per Prosecco". (foto: Trevisotoday.it)
"Un prodotto tarocco che sta provocando pesantissimi danni alle aziende venete dato che nel mercato canadese da un lato si vende vino bianco frizzante spacciandolo per Prosecco e dall'altro si lega l'immagine di questa eccellenza del made in Italy a quella dei cosiddetti 'wines on tap' (vini alla spina)", spiega la Bizzotto.
Un problema che il commissario UE all'agricoltura Phil Hogan ha deciso immediatamente di affrontare: non solo richiamando l'attenzione delle autorità canadesi sulla pratiche di vendita della nostra eccellenza ma di ricomprenderla all'interno dell'accordo tra Europa e Canada sul commercio di vini e bevande alcoliche firmato nel 2003. Attualmente infatti in Canada il Prosecco non gode della tutela di indicazione geografica protetta. "L'accordo contiene l'elenco delle denominazioni di vini e alcolici originari dell'Ue protetti da un'indicazione geografica all'interno dell'Europa, che possono esser registrati in Canada come indicazioni geografiche protette", afferma il Commissario Ue, Hogan. "Il Prosecco non figura in tale elenco, in quanto al momento della conclusione dell'accordo tale denominazione non era protetta da un'indicazione geografica nell'Ue". Ora la commissione europea ha formalmente chiesto al Canada di ampliare tale elenco inserendovi le indicazioni geografiche escluse fino ad oggi, compreso il Prosecco.
Solo poche settimane fa l'Europa aveva intimato l'alt definitivo alla vendita del Prosecco alla spina in Inghilterra: la fine di un incubo per il 'Sistema Treviso', la rete dei tre consorzi Doc, Docg e Colli Asolani, in prima linea contro le imitazioni e le modalità di erogazione del Prosecco in tutte le sue forme. "Solo in questo modo la frode del falso Prosecco alla spina, la cui circolazione è stata già bandita dall'Europa nel Regno Unito, potrà essere efficacemente contrastata anche nel mercato canadese", conclude la Bizzotto. (fonte: Serena Gasparoni, La Tribuna di Treviso)

venerdì 6 settembre 2013

Commercio estero, in Canada prodotti e marchi 'taroccati' del made in Italy

Le esportazioni di cibi e bevande Made in Italy aumentano del 12% fuori dall'Unione Europea, dove si è arrivati a realizzare oltre un terzo del fatturato dei prodotti agroalimentari diretti all'estero nel 2013. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativa al commercio estero nei primi cinque mesi dell'anno.
Un segnale positivo in vista dell'Expo, che deve rappresentare l'occasione per fare conoscere la vera identità del prodotto italiano all'estero, dove il nemico maggiore - sostiene la Coldiretti - sono le imitazioni 'low cost' con il cosiddetto 'Italian sounding' che colpisce i prodotti più rappresentativi dell'identità alimentare nazionale.
Fra i tanti, in Canada, spicca il 'salami calabrese'.
Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le più copiate nel mondo, con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada. E in alcuni casi sono i marchi storici a essere 'taroccati', come nel caso della mortadella e del prosciutto San Daniele.
Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che - conclude la Coldiretti - causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale, cercando un accordo sul commercio internazionale nel WTO per la tutela delle denominazioni dai falsi.

sabato 1 giugno 2013

Troppo italiano al "Buonanotte" di Montreal, e scoppia il caso

E' in attività dal 1991 e, dopo Montreal, ha aperto il proprio 'gemello' a Toronto. Ma è proprio il ristorante "Buonanotte" di Montreal, uno dei più trendy della città francofona, ad aver sollevato un 'caso' poco tempo fa.
La 'traiteur' di Massimo Lecas è stata infatti denunciata all'Ufficio del Quebec per la lingua francese... per aver utilizzato troppe parole italiane nel menù.
Così Lecas ha ricevuto una lettera dall'autorità del Quebec, incaricata di proteggere la lingua francese in Canada, in cui si faceva notare al ristoratore che aveva infranto la legge utilizzando troppe parole italiane come 'pasta' o 'bottiglia' non traducendole in francese.
Indignato, Lecas che annovera tra i suoi clienti superstar come Bono, Rihanna, Leonardo DiCaprio, Jerry Seinfeld e Robert De Niro, ha postato la lettera su Facebook per farla leggere ai suoi 2.500 amici, scatenando così una tempesta politica su quello che, in Quebec, vieno considerata uno dei temi più sensibili nella provincia. E l'accusa di eccessiva italianità' può non essere casuale: è stata proprio la comunità italiana, infatti, a risultare decisiva, in senso negativo, quando i separatisti quebecoise indirono il referendum per un Quebec staccato dal Canada.
La protesta del governo del Quebec intanto, dopo il vespaio sollevato, è immediatamente rientrata.
Di certo, la stizza francofona si può anche definire fondata: basti vedere la foto che vi posto qui a lato, relativa al menù del mezzogiorno (ingrandire la foto per legge meglio, ve lo dico, metti mai che non lo sappiate...).


Prosciutto San Daniele, quello dop e quello dop-pione...

L'imitazione canadese del prosciutto di San Daniele io l'ho mangiata durante la mia permanenza 'a nord del confine'. Si chiama San Daniele, appunto. E non è nemmeno male, lo dico da profano, e anche da mezzo friulano. Un paragone che si è ripetuto all’AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) di Roma, dove si è svolta la prima degustazione comparata tra l’autentica DOP 'furlana' e il San Daniele Ham prodotto a Brampton.
Vale la pena ricordare che ogni anno i 'dop-pioni' danneggiano l’export agroalimentare italiano per milioni di Euro.
Dagli anni '70 la  St. Maria Foods Ltd di Brampton (anche denominata Mastro) utilizza la denominazione 'San Daniele' grazie a una registrazione del marchio in Canada che viene apposto su prosciutti crudi, mortadelle e speck, tutti però prodotti localmente.
Oltre al nome, la 'copia' riproduce anche i luoghi fisici come le colline, il paese e le Alpi che si trovano in provincia di Udine. La comparazione, inutile dirlo, ha visto vincitore il prodotto 'made in Friuli'. Questo però l'ha deciso l'AICIG. Io, in Canada, mi accontentavo alla grande di quello di Brampton. Fuorviato, molto probabilmente, dal nome.
(foto home page Mastro/St. Maria Foods Ltd)