mercoledì 1 febbraio 2017

Strage Quebec City, chi è Alexandre Bissonnette

Viene riprodotto di seguito per intero l'articolo che Claudio Salvalaggio ha scritto per l'agenzia ANSA e dedicato alla figura di Alexandre Bissonnette, accusato della strage di Quebec City.

Canada: killer moschea 'lupo solitario' nazionalista
Noto su web per sue simpatie estremiste. Scena muta in tribunale

di Claudio Salvalaggio

Un 'lupo solitario' non radicalizzato ma noto per le sue simpatie verso i movimenti nazionalisti e seguace di Donald Trump e Marine Le Pen, come risulta dal suo profilo Facebook. E' il ritratto della banalità del male quello di Alexandre Bissonnette, 27enne studente franco-canadese di scienze politiche alla locale università Laval, arrestato e accusato dell'attacco alla moschea di Quebec City, dove sono sono stati uccisi sei fedeli ed altri cinque sono rimasti gravemente feriti.
 Un "atto terroristico contro i musulmani" - come l'ha definito subito il premier canadese Justin Trudeau - che ha suscitato un'ondata internazionale di condanne e di solidarietà, in particolare dal mondo cattolico. E che ha seminato paura tra il milione di musulmani che, come molti altri immigrati e rifugiati, avevano scelto l'ospitale Canada pensando di essere al sicuro da xenofobia e razzismo.
Bissonnette è comparso ieri brevemente in tribunale ma, pur agitandosi molto, non ha detto una parola, neppure di scuse. Era stato lui, dopo la strage, a chiamare il 911 (il numero di emergenza) per dire che voleva consegnarsi collaborando con la polizia. Gli inquirenti sono convinti che abbia agito da solo e che non sia in contatto con gruppi terroristi ma il movente di tanta violenza non è ancora stato accertato. La polizia sta scandagliando la sua vita, anche sui social network, e ascoltando famigliari, amici, compagni di università. Il giovane non era noto alle forze dell'ordine. Ma era ben conosciuto dagli attivisti che monitorano i gruppi estremisti in Quebec, ha spiegato François Deschamps, dirigente di una ong che si occupa di rifugiati. "E' con dolore e rabbia che apprendiamo l'identità del terrorista Alexandre Bissonnette, sfortunatamente noto a molti attivisti in Quebec per le sue posizioni a favore dei nazionalisti, pro Le Pen e anti femministe all'università Laval e sui social media", ha osservato. Su Facebook aveva espresso sostegno anche per 'Generation nationale'', un gruppo ostile al multiculturalismo. Ma la sua simpatia più forte era per Marine Le Pen e il suo Front National, che fa presa sulla comunità francofona del Quebec con i suoi slogan xenofobi, guadagnandosi l'appoggio dei suprematisti bianchi.
Un portavoce del Front National, Alex Frederiksen, ha definito "deplorevole" l'attacco alla moschea ma, ha precisato, "Marine le Pen non deve scusarsi per i commenti che la gente fà sulla propria pagina di Facebook". In effetti Bissonette è solo uno dei tanti giovani calamitati dalla sirena del nazionalismo di marca xenofoba, la stessa che ha spinto alla vittoria Donald Trump in Usa. Per ora non è dato sapere cosa l'abbia indotto a passare dalla dichiarata ostilità per gli immigrati ad un'azione armata. Si sa però che ha imparato ad usare le armi tra i cadetti, nella cui uniforme appare su Fb.
Dopo lo shock per la tragedia, oggi a Quebec City è il tempo della solidarietà. Una messa in ricordo delle vittime dell'attentato si terra' questa sera alle 19.00 nella chiesa Notre-Dame-de-Foy, che si trova proprio di fronte alla moschea. Ieri la diocesi locale aveva promosso una veglia terminata con una marcia di solidarietà alla comunità musulmana, alla quale ha partecipato anche Trudeau: "Trentasei milioni di cuori sono straziati insieme ai vostri", ha detto il premier canadese.

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