E' stato un Pride andato in scena sotto la pioggia quello di Toronto, uno dei più importanti del mondo, anche vista la massiccia e storica presenza del quartiere 'homoles' della città canadese.
Era la 35.a edizione della manifestazione che, come sempre, si è snodata lungo le vie della città con un mezzo sorriso e senza la minima contestazione, in maniera ben diversa e lontana dalle demagogiche esibizioni fantapolitiche di casa nostra.
Qui al Toronto Pride ci vanno proprio tutti, pure io, non c'è bisogno di fare sfilate per acchiappare voti, ognuno ci va (o non ci va) a titolo personale.
Tante le associazioni presenti, più o meno serie (nel senso simpatico del termine), dal Toronto Leather Pride fino all'Ontario English Catholic Teacher Association.
Nessun No Tav, No Caz, No Idiot presente, nessuna sinistra incarognita, nessun 99 Posse pronto a bastonare l'omofobo di turno. Insomma, una bella giornata di pace canadese, fatta di comunità semplici e pacifiche che vogliono soltanto coesistere senza rompimenti di coglioni.
lunedì 29 giugno 2015
Toronto Pride sotto la pioggia, ma va bene lo stesso
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
