Visualizzazione post con etichetta cronaca nera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cronaca nera. Mostra tutti i post

sabato 5 settembre 2020

Strage a nord di Toronto, famiglia sterminata

La prima pagina del "Toronto Sun"
Parklane Avenue, Oshawa, nei pressi di Toronto. E' questo il luogo in cui si è scatenata la furia omicida di un uomo che, gli investigatori della Durham Regional Police non lo hanno ancora confermato, dovrebbe essere tra le cinque vittime della strage. Le altre quattro sono tutte appartenenti alla stessa famiglia: si tratta di un padre, Christopher Traynor, e tre figli, di cui due maschi (Bradley e Joseph) e una femmina (Adeaide). Ferita anche la moglie Loretta, portata immediatamente in ospedale, mentre un altro figlio, Joseph, si trovava all'università.
La strage è avvenuta verso l'1.20 del mattino, con le urla e gli spari (fra i 10 e i 15 colpi, secondo i testimoni) che hanno squarciato la notte della tranquilla cittadina posta a nord della Capitale della provincia dell'Ontario.

lunedì 20 aprile 2020

Strage in Nuova Scozia, 17 persone uccise da un folle

Strage a Portapique, città canadese della Nuova Scozia, situata sulla costa atlantica. Un uomo vestito da poliziotto ha ucciso 17 persone, fra le quali un agente di polizia (appartenente al corpo dei 'mountie', le note 'giubbe rosse' canadesi), in una sparatoria durata diverse ore.
Secondo quanto riportano gli organi di stampa locali, l'omicida è stato poi catturato dalla polizia. L'autore è stato identificato come Gabriel Wortman, 51 anni. L'agente ucciso è la 23.enne Heidi Stevenson, madre di due figli.
I 17 morti di Portapique superano nel numero il massacro del 1989 al Politecnico di Montreal, che vide la morte di 14 persone.

sabato 23 marzo 2019

Prete accoltellato in Chiesa a Montreal

La dinamica dei fatti negli screenshot presi dal video
Claude Grou, sacerdote della chiesta Saint-Joseph's Oratory di Montreal, la più grande del Canada, è rimasto ferito da una coltellata sferrata da uno sconosciuto durante la Santa Messa del mattino. L'assalto è stato trasmesso in diretta streaming. Nel video si vede un uomo vestito con abiti scuri e un cappello da baseball bianco camminare verso l'altare, rovesciare una candela e colpire almeno due volte il prete con un oggetto brandito nella mano destra.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto, un sospetto di sesso maschile era già stato arrestato dalle guardie di sicurezza. L'assalitore "non ha gridato, non ha detto nulla", ma è apparso "molto determinato", ha detto una testimone.

martedì 5 marzo 2019

Anche il Canada riconosce l'esistenza della 'ndrangheta

Giuseppe Ursino, cittadino canadese incensurato, è stato condannato in Canada a undici anni e mezzo di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti. A emettere la sentenza il giudice Brian O'Marra, della Corte Superiore di Giustizia dell'Ontario.
La condanna di Ursino, 66 anni, originario di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria), è fondamentale perché, come sottolineano i Carabinieri del Ros, si tratta del primo riconoscimento giudiziario dell'esistenza in Canada della 'ndrangheta.
Fondamentale la testimonianza resa davanti al Tribunale canadese proprio da un ufficiale del Ros, che ha spiegato come la 'ndrangheta sia "un'organizzazione criminale internazionale altamente strutturata e gerarchica con base in Calabria e ramificazioni in Svizzera, Germania, Stati Uniti d'America, Australia e Canada (con locali a Toronto e Thunder Bay)": la sentenza ha riconosciuto Ursino come elemento di vertice della organizzazione criminale in Canada.
Nel corso del processo sono state utilizzate conversazioni registrate da un agente sottocopertura della polizia canadese. In particolare, Ursino aveva organizzato l'importazione in Canada di circa 100 chili di cocaina nascosta in un container trasportato da una nave proveniente dal Centro America, un'operazione naufragata solo grazie all'intervento della polizia.

domenica 3 febbraio 2019

Assassina nel 2016, oggi è già libera

Un omicidio efferato, l'assassino libero dopo pochissimo tempo. E' la polemica che scuote il Canada ammalato di 'buonismo'. La vicenda ebbe luogo a Oshawa, nell'Ontario,dove un'anziana signora di 89 anni, Alletta Rusnell, venne massacrata nel suo appartamento da Sharon Baksh con 149 coltellate. Correva il 2013, e solo nel 2016 la Baksh venne condannata a 12 anni di carcere. Una pena decisamente mite, ulteriormente ammorbidita dall'attesa della sentenza, per cui il criminale ha diritto a un 'guadagno' di un giorno e mezzo di carcere per ogni giorni di attesa della condanna. Il periodo di detenzione si ridusse quindi a sette anni e otto mesi. Ulteriori 'abbuoni' hanno però fatto sì che la Baksh sia sta liberata 'on day parole' e, dal prossimo mese di maggio, potrà trascorrere libera e impunita, ovvero senza controllo alcuno, tre notti di fila lontano da casa ogni settimana.
Oltre al dramma vissuto dai familiari della vittima, va rilevata la pericolosità dell'assassina, ai tempi una drogata che aveva già colpito il proprio compagno dell'epoca ferendolo, pur di avere denaro da spendere per comprarsi la 'roba'. La signora Rusnell, incolpevole vicina di casa, le aveva prestato spesso denaro e consentito di entrare in casa per usare il proprio telefono, sebbene a volte la stessa Baksh vi si introducesse con la forza. Una vicenda allucinante che mostra come non solo in Italia le storture della giustizia colpiscano i cittadini innocenti e perbene.

lunedì 25 giugno 2018

Giovane indiana massacrata e uccisa nel Manitoba

La vittima, Serena McKay
Tragedia nella tribù indiana della Sagkeeng First Nation, nel Manitoba, in una violenta rissa fra ragazze 'indigene', ovvero 'pellerossa'. In due, una 16enne e una 17enne, si sono avventate con calci e pugni contyro la 19enne Serena McKay.
Il massacro della giovane ragazzo è stato ripreso con dei cellulari e trasmesso in diretta su Facebook. Per la più giovane delle due ragazze incriminate, che ha ammesso la propria colpevolezza, la procura (la Corona, come si dice in Canada), ha richiesto una pena di sette anni di reclusione, mentre la difesa ha chiesto una condanna commisurata all'età minorenne, ovvero tre anni.
Le tre ragazze si trovavano insieme a una festa, nella quale avrebbero avuto un alterco. Colpita ripetutamente, la McKay sarebbe stata lasciata all'aperto, dove sarebbe poi morta di ipotermia.

giovedì 31 maggio 2018

Hacker Yahoo, cinque anni di carcere a giovane coinvolto

Karim Baratov, qui con l'amica Victoria Searle
Cinque anni di carcere sono stati comminati a Karim Baratov, 23enne canadese per il suo parziale coinvolgimento nell'attacco informatico svoltosi nel 2014 a Yahoo, un'azione che espose dati su 500 milioni di account mail. Il giovane avrebbe violato le email di giornalisti, funzionari e manager su indicazioni di due agenti dei servizi russi, l'FSB.
Baratov, nato in Kazakistan ma cittadino canadese e residente a Toronto, dov'è stato arrestato l'anno scorso, era un "hacker internazionale in affitto", secondo la definizione dei documenti processuali. Non sarebbe coinvolto direttamente nella violazione di Yahoo, ma nelle successive compromissioni delle caselle di posta. Infatti, attraverso un sito in russo di nome Webhacker, pubblicizzava i propri servizi, fra cui la possibilità di "violare account email senza un anticipo". Prendeva circa 100 dollari per ottenere la password della webmail di qualcuno usando degli attacchi di phishing con cui induceva le vittime a inserire le proprie credenziali in finte pagine per reimpostare la password. In sette anni di attività, dal 2010 al 2017, avrebbe violato 11mila account, 'guadagnando' 1,1 milioni di dollari, usati per comprarsi una casa e auto di lusso.
Secondo l'accusa, dunque, Baratov avrebbe compromesso decine di mail su richiesta di due agenti dei servizi russi coinvolti nell'attacco a Yahoo del 2014. Secondo la difesa, invece, Baratov non avrebbe avuto consapevolezza di lavorare per degli agenti russi, per la precisione Dmitry Aleksandrovich Dokuchaev e Igor Anatolyevich. (fonte: AGI)

venerdì 25 maggio 2018

Bombay Bhel, esplosione criminale provoca 15 feriti

I due criminali autori dell'attentato ripresi dalle telecamere
Sono circa 15 i feriti causati dall'esplosione di un ordigno artigianale in un ristorante indiano a Mississauga, cittadina dell'Ontario nei pressi di Toronto. Ricoverati in ospedale, la maggior parte ha già lasciato l'ospedale, mentre tre che erano in condizioni critiche sono stati stabilizzati. Secondo quanto ha indicato la polizia, nulla lascia ritenere che ci si trovi di fronte ad un attentato terroristico o ad un gesto di odio.
Le forze dell'ordine hanno confermato che un rudimentale ordigno (ied) sarebbe esploso nel ristorante Bombay Bhel della cittadina. Autori del crimine due persone, dall'aspetto particolarmente giovane, identificate dalle telecamere fisse sono attivamente ricercate.

venerdì 27 aprile 2018

Massacro di Toronto, Minassian nuovo eroe degli 'incel'

Il massacro di Toronto, avvenuto per mano di Alek Minassian ,studente di origine armena che si era autoproclamato 'incel', ha aperto un mondo, quello che, nell'ambito del web, vede protagonista questa nuova dimensione di maschi, gli 'incel' (Involuntary Celibates). In un articolo dell'agenzia AGI, questa categoria viene definita come "un movimento di disadattati che non riescono ad avere una relazione ma spesso nemmeno a perdere la verginità. E che accumula frustrazioni fino a trasformarle in violenza cieca".
L'apertura del Vaso di Pandora sulla vita degli 'incel' ha scatenato fastidio e ulteriore risentimento da parte di questi ultimi che, nel mondo 'social', hanno scatenato una valanga di reazioni dure nei confronti dei media e del loro dito puntato, fino all'esaltazione dello stesso Minassian, considerato da alcuni addirittura un eroe, da altri un santo, ponendolo da questi giorni a fianco di Elliot Rodger che, nel 2014, in California, uccise sei persone e poi si suicidò.
Lo stesso Minassian, prima della strage, aveva pubblicato un messaggio in cui aveva scritto cose come «La ribellione degli incel è già cominciata» e "Sconfiggeremo tutti i Chads e le Stacys! Lunga vita al supremo gentleman Elliot Rodger". Stacys e Chads – dai due nomi inglesi Stacy e Chad – sono due termini con cui gli incel chiamano le donne che non vogliono avere rapporti sessuali con loro e gli uomini che invece hanno normali rapporti con le donne.

mercoledì 25 aprile 2018

Attentato Toronto, la prima vittima identificata è italo-canadese

Anne Marie D'Amico
In Canada un furgone bianco ha travolto una decina di persone che camminavano lungo un marciapiede nel centro di Toronto, dove si sta svolgendo il G7. L'incidente è avvenuto intorno alle 13:30 ora locale, le 19:30 in Italia. Il bilancio è di almeno 10 morti e 15 feriti, 4 dei quali gravi. Il guidatore, il 25enne Alek Minassian, è stato arrestato. Secondo un testimone, l'uomo ha guidato per centinaia di metri "falciando le persone una a una".
La prima vittima identificata è una donna, Anne Marie D'Amico. Il furgone bianco, preso a noleggio, ha improvvisamente superato la barriera che separa la strada dall'area pedonale e ha travolto le persone sul marciapiede. Nei concitati momenti seguiti alla diffusione della notizia, la polizia ha invitato tutti a stare lontani dalla zona dell'incidente, mentre le autorità cittadine hanno fermato la linea della metropolitana che passa nella zona.
Il movente del gesto non è ancora chiaro. Gli inquirenti non tralasciano alcuna pista, anche se la polizia ha affermato che "al momento non c'è alcuna connessione con un possibile atto di terrorismo".
Intanto il premier canadese, Justin Trudeau, ha parlato di "atto folle" ed espresso vicinanza alle vittime: "I nostri pensieri sono con tutte le persone colpite".
 L'autista, residente a Richmond Hill nella periferia Nord di Toronto, è stato fermato dopo un tentativo di fuga. "C'era un poliziotto e l'uomo aveva una pistola in mano", ha raccontato un passante che ha assistito alla scena. Il conducente ha quindi gettato a terra l'arma ed è stato arrestato. Minassian è uno studente di origine armena del Seneca College di Toronto. A differenza di quanto riportato da alcuni media, l'uomo non era noto alle forze dell'ordine canadesi e avrebbe ricercato sul web notizie sulla strage del 2014 di Isla Vista, in California, quando un ragazzo di 22 anni investì e uccise sei persone. Dopo l'arresto l'uomo è stato incriminato per omicidio volontario e per il tentato omicidio dei 15 feriti. (fonte: TgCom)

martedì 24 aprile 2018

Attentato Toronto, prende corpo la pista della follia

La pagina iniziale del profilo Facebook di Alek Minassian
Di seguito viene riprodotto l'articolo pubblicato dall'agenzia ANSA e firmato da Ugo Caltagirone, riassuntivo della strage di Toronto, compiuta da Alek Minassian.

Sfuma la pista terrorismo,un folle il killer di Toronto
Su Facebook prima della strage i deliri sul 'celibato forzato'

di Ugo Caltagirone

Il conducente-killer di Toronto ha agito deliberatamente: con la sua folle corsa sul marciapiede, alla guida di un furgone bianco preso a noleggio, voleva uccidere più persone possibile. Ma se la dinamica è simile a quella degli attentati di Nizza o di Berlino, la pista del terrorismo sfuma sempre di più con il passare delle ore. E' l'identikit di Alek Minassian, 25 anni, cittadino canadese di origine armena, a far propendere gli investigatori per il gesto di un folle, di una persona sola e con evidenti disturbi psicologici. Studente di informatica al Seneca College di Toronto ed esperto di software, Alek, residente nel sobborgo di Richmond Hill, viene descritto da chi lo conosce come un ragazzo intelligente, ma schivo, "socialmente disadattato e che stava sempre per conto suo". Nessuna affiliazione a nessun gruppo politico o religioso, dunque, e nessuna inclinazione alla radicalizzazione o propensione alla violenza mostrata negli anni. Con la polizia che nega di averlo avuto già in passato nel mirino, come hanno scritto alcuni media locali. Ma è dal profilo Facebook di Minassian che forse trapela la verità sull'assurdo movente della strage che è costata la vita a 10 persone e che l'ha cambiata ad almeno altre 15 rimaste ferite, di cui quattro in gravi condizioni. Quello postato sul social media poco prima di agire è un vero e proprio delirio che basterebbe a spiegare la condizione di disagio mentale vissuta dal killer. "Ave al supremo gentiluomo Elliot Rodger!", ha scritto Alek, riferendosi al ventiduenne che nel 2014 a Isla Vista, a pochi passi dal campus dell'università californiana di Santa Barbara, con la sua auto falciò uccidendole 6 persone, prima di togliersi la vita. "La rivolta degli 'incel' e' cominciata", afferma ancora Alek, lì dove il termine 'incel' sta per 'involuntarily celibate': un'espressione usata da alcuni gruppi di sedicenti attivisti per i diritti dell'uomo che sul web predicano contro l'uguaglianza tra i due sessi e quella che definiscono "la propaganda del femminismo". Anche il killer di Isla Vista prima di compiere la sua carneficina postò un video in cui parlava degli 'incel' e di 'celibato forzato', esprimendo tutta la sua rabbia per le donne che lo avevano rifiutato. Intanto i responsabili di Facebook hanno immediatamente cancellato l'account di Minassian rilasciando anche una dichiarazione: "Questa è una terribile tragedia. Sulla nostra piattaforma non ci può essere spazio per gente che commette questi atti orrendi". Comparso davanti alla corte, ora Minassian rischia il carcere a vita, con 10 capi di accusa per il reato di omicidio volontario e 14 per quello di tentato omicidio. E spunta anche il nome della prima vittima identificata dalla polizia: si chiamava Annie Marie D'Amico, una giovane con origini nel nostro Paese ma non cittadina italiana. Lavorava per un'azienda americana che si occupa di gestione degli investimenti e che - come tante delle altre vittime - quando è stata travolta sul marciapiede era in pausa pranzo, in una zona commerciale e piena di uffici. "Abbiamo a che fare con un modus operandi che lo Stato Islamico ha in qualche modo imposto, indipendentemente se si fa parte o non si fa parte dell'Isis. Anche uno spostato può oggi usare metodi terroristi", ha commentato il ministro degli Interni Marco Minniti che si trova proprio a Toronto per una riunione del G7. "Fino a due anni fa - ha osservato - nessuno poteva pensare di prendere un van ed andare contro i pedoni che stavano camminando e poi ad un certo punto è arrivato Al-Adnani ed ha spiegato che poteva essere fatto". (fonte: ANSA)

Attentato Toronto, i titoli dei giornali italiani e i commenti

Così in prima pagina su Il Corriere della Sera
E' passato un giorno dall'attentato di Toronto che ha provocato la morte di almeno dieci persone e per il quale è stato arrestato un giovane studente di origine armena, Alek Minassian. In questo post si è deciso di inserire gli articoli pubblicati da alcuni dei principali giornali italiani. Nell'occasione la scelta è caduta su quelli di cui è possibile, per vari motivi, recuperare il formato pdf, quello più facile da 'fotografare' per riprodurre in maniera chiara sul web. La scelta è così caduta su due fra i principali quotidiani nazionali, Il Corriere della Sera e La Repubblica, uno nazionale ma considerato maggiormente 'locale' (Il Mattino) e due chiaramente regionalisti, Il Gazzettino e La Gazzetta del Mezzogiorno.




Attentato Toronto, gli strani silenzi del governo

Un tweet significativo, dubbi sulle notizie della CBC
Dieci morti, decine di ferite, un furgone lanciato tra la folla. Ci sono tutti gli ingredienti del terrorismo islamico. Ma dal Canada, dove l'attentato si è verificato, prevale la tesi del momento di follia (peraltro, ancora senza motivazione) da parte di Alek Minassian, studente di origine armena, Paese a maggioranza cristiana. Di certo, la presenza islamica in Canada non è una novità e altri attentati di matrice musulmana si sono verificati. Nelle grandi città, però, la convivenza religiosa è un vero e proprio mantra, così come l'ideale della multietnicità. Ed è dalle grandi città che arrivano i voti per i 'liberali' di Justin Trudeau. Che, subito, si è affrettato a negare ogni legame con il terrorismo relativamente alla strage. "Le indagini continuano, ma è abbastanza chiaro che non c'è collegamento con la sicurezza nazionale", ha detto il primo ministro canadese in conferenza stampa a Ottawa.
Trudeau ha avvertito che "ci vorrà tempo" per capire le ragioni alla base del gesto del giovane armeno. Intanto però, prima di fornire i dati dell'attentatore, la televisione canadese, così come la polizia di Toronto, hanno atteso fin troppo a lungo, tanto che la notizia del nome e delle origini del criminale è stata fornita per prima dall'emittente statunitense CBS. Al momento, inoltre, sono sconosciute sia le motivazioni che la religione dell'attentatore armeno. E' vero, in effetti, che sebbene l'Armenia sia a maggioranza cristiana, minoranze armene sono presenti in Iran e Libano, dove la presenza islamica è assai superiore.

Attentato Toronto, lo stragista è di origine armena

Si chiama Alek Minassian lo stragista di Toronto, l'uomo che con un furgone ha travolto e ucciso almeno dieci persone in Yonge Street. L'identità dell'assassino, originario di Richmond Hill ma di etnia armena, è stata confermata dal capo della polizia, Mark Saunders.
Minassian è uno studente del Seneca College ed era già noto alle forze dell'ordine. Si era documentato sul web leggendo informazioni sulla strage del 2014 di Isla Vista, in California. Minassian è stato incriminato con l'accusa di 10 omicidi premeditati e per tentato omicidio dei feriti. Il giovane si è presentato dal giudice indossando una tuta bianca, con la testa rasata e le braccia dietro la schiena.

lunedì 23 aprile 2018

Attentato Toronto, la vicinanza di Trudeau e della Wynne

Justin Trudeau, primo ministro del Canada, ha espresso vicinanza alle vittime dell'attentato di Toronto, in cui un furgone ha travolto un numero imprecisato di passanti, uccidendone almeno cinque, secondo le prime stime: "Ovviamente i nostri cuori sono con tutte le persone coinvolte, sapremo e diremo qualcosa di più nelle prossime ore", le prime parole del premier.
Messaggio di identico tono da parte del premier dell'Ontario, Kathleen Wynne.
Nel frattempo il Sunnybrook Hospital ha annunciato di avere ricevuto almeno otto pazienti incondizioni critiche.

Attentato Toronto, almeno cinque morti accertati

Potrebbe essere di cinque una prima stima delle vittime causate da un furgone scagliato sulla folla a Toronto. La notizia è riportata dai media locali ma un testimone, intervistato dalla televisione locale CP24, ha parlato di almeno 40 persone falciate dal mezzo, il cui conducente è già stato fermato dalla polizia, per quello che appare come un atto terroristico
Nel frattempo l'Unità di Crisi della Farnesina è a lavoro e verifiche sono in corso sui fatti e sull'eventuale coinvolgimento di connazionali. La città di Toronto è infatti una fra le più popolate da cittadini italiani in tutto il mondo. Se ne stimano, fra prima, seconda e terza generazione, circa 800mila.

Terrore a Toronto, furgone investe la folla

Terrorismo islamico? Forse, ma potrebbe essere solo il frutto di una normale follia l'incidente che, a Toronto, ha portato un furgone a investire fra le otto e le dieci persone nella zona di Yonge Street, il cuore cittadino. La polizia ha chiuso le due strade al cui incrocio si è verificato l'incidente.
L'attentatore è già stato tratto in custodia dalle forze dell'ordine, ma le sue generalità non sono ancora state diramate.
Secondo una prima ricostruzione, un furgone bianco ha improvvisamente superato la barriera che separa la strada dall'area pedonale e ha travolto le persone sul marciapiede. Secondo alcuni testimoni l'uomo avrebbe estratto una pistola una volta raggiunto e circondato dalla polizia.
La polizia ha invitato tutti a stare lontani dalla zona dell'incidente, mentre le autorità cittadine hanno fermato la linea della metropolitana che passa nella zona. In questi giorni a Toronto si svolgono i lavori del G7 dei ministri degli Esteri.

sabato 24 marzo 2018

Madre e due figli massacrati a Durham, arrestato il convivente

Un triplice omicidio ha sconvolto la cittadina di Ajax, sita nella regione di Durham nella provincia dell'Ontario. A cadere vittime di una tragedia familiare sono stati Krassimira "Krissy" Pejcinovski, 39 anni, e i figli Roy Pejcinovski, di 15 anni, e Venellia "Vana" Pejcinovski, di 13. Due delle vittime sono morte per un ofrte trauma contusivo, una per strangolamento, ma ulteriori dettagli non sono stati forniti dalla polizia.
In arresto è stato tratto il convivente della donna, Cory Fenn, di 29 anni. L'unica sopravvissuta della famiglia è l'altra figlia Victoria, di 16 anni, che al momento della tragedia non si trovava in casa.
Il triplice omicidio ha gettato nello sconforto anche ll mondo dell'hockey dell'Ontario. Il giovane Roy era infatti un valente sportivo. Mitch Marner, noto giocatore dei Toronto Maple Leafs, ha espresso in un tweet tutto il proprio dolore, ma anche il supporto alla famiglia, grazie anche alla creazione di un apposito fondo, il Pejcinovski Family Memorial Fund.

venerdì 23 febbraio 2018

Giardiniere serial killer, trovati i resti di sei vittime gay a Toronto

Un serial killer si è aggirato per anni lungo le vie di Toronto. La polizia canadese, nei giorni scorsi, ha infatti scoperto i resti di sei uomini in alcune fioriere in una proprietà nelle vicinanze della importante area della comunità gay cittadina.
Sotto accusa è un giardiniere 66enne, Bruce McArthur, arrestato il mese scorso dopo che un uomo è stato trovato legato nel suo appartamento. La polizia lo stava già sorvegliando dopo la scomparsa di una delle vittime, poi identificata come una persona con cui il giardiniere aveva avuto una relazione.
Le autorità ritengono che il ritrovamento dei resti sia solo la punta di un iceberg per altri casi di persone scomparse misteriosamente nella comunità gay. Come conseguenza immediata si è deciso di riesaminare centinaia di 'cold case'.
Le preferenze del presunto serial killer andavano verso persone avanti con gli anni e sovrappeso, che adescava tramite app dedicate ad incontri per omosessuali oppure girando in città con il proprio furgone. I resti delle vittime sono stati trovati in abitazioni nei cui prati McArthur aveva svolto dei lavori.

giovedì 8 febbraio 2018

Kim Cattrall, ritrovato morto il fratello dell'attrice

Chris e Kim Cattrall
Il fratello dell'attrice canadese di origine britannica Kim Cattrall, la 'Samantha' delle celebre serie televisiva "Sex and the City", è morto. Lo ha annunciato la stessa attrice su Twitter.
Poche ore prima, la Cattrall aveva lanciato un accorato appello ai propri fan per aiutare la polizia a ritrovarlo. Il fratello, 55 anni, era scomparso dalla città di Blackfalds, nell'Alberta (Canada), dal 30 gennaio.
"E' con grande dolore che io e la mia famiglia annunciamo la morte inattesa di un figlio e di un fratello, Chris Cattrall", scrive l'attrice su Twitter, per poi ringraziare le persone che le hanno dato conforto, chiedendo il rispetto della privacy. Nessun altro dettaglio è stato fornito sulle circostanze della morte del fratello. (fonte: ANSA)