lunedì 30 ottobre 2017

Neonata in terapia intensiva dopo parto in acqua

Partorire in acqua, specie se riscaldata, può essere pericoloso. Lo affermano i ricercatori canadesi della Western University di London, Ontario, che hanno descritto sul Canadian Medical Association Journal il caso di una bimba finita in terapia intensiva con un'infezione pochi giorni dopo la nascita.
 La bimba, raccontano i medici, è stata partorita in una vasca idromassaggio che era stata riempita tre giorni prima sotto la supervisione di un'ostetrica. Alla nascita pesava circa tre chili e mezzo ed è stata allattata senza problemi. Otto giorni dopo però è stata ricoverata con febbre alta, inappetenza e letargia, e lo stesso giorno è stata spostata in terapia intensiva a causa di una insufficienza multiorgano dovuta a sepsi. Dopo qualche giorno di antibiotici la bimba è migliorata, e i test hanno permesso di diagnosticare un'infezione da Legionella, un batterio tipico delle piscine che prolifera a temperature fra 20 e 42 gradi.
"Questo caso serve a sottolineare la possibilità di un effetto avverso potenzialmente letale del parto in acqua - scrivono gli autori - specialmente se si usano piscine riscaldate preriempite". La bimba è stata dimessa dopo cinque settimane, sottolinea lo studio. "Fattori come riempire la vasca giorni prima del parto, una inadeguata disinfezione, l'uso di fonti contaminate d'acqua, l'uso dell'idromassaggio e il riscaldamento dell'acqua contribuiscono ad aumentate il carico batterico della vasca dove avviene il parto". (fonte: ANSA)

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