Tablet, smartphone e simili, guardare troppo i loro schermi mobili può fare molto male, specialmente per i più piccoli, in particolare i bambini con età comprese fra i sei e i 24 mesi.
Lo sostiene uno studio canadese, presentato al "Pediatric Academic Societies Meeting", dalla professoressa Catherine Birken della Toronto University.
Lo studio è stato effettuato su 900 bambini, esaminati a 18 mesi nella loro capacità di comunicazione con suoni, formazione di parole più meno corrette e di frasi: i principali dati emersidicono che più del 20% dei piccoli trascorre almeno 28 minuti al giorno davanti a qualche tipo di screen di strumenti elettronici mobili. Ogni aumento di 30 minuti del tempo trascorso davanti a uno screen si è tradotto in un incremento del 49% dei rischi di ritardi nelle capacità di espressione verbale dei bambini.
sabato 13 maggio 2017
Tablet pericolosi per lo sviluppo dei bambini
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
