I vichinghi batterono Cristoforo Colombo sul tempo: sono stati loro, infatti, a mettere per primi piede in Canada. Notizia già nota, che viene ribadita oggi, in un bell'articolo a firma di Mirko Molteni, pubblicato sul quotidiano "Libero".
Sull'isola di Terranova sono infatti stati ritrovati, si legge, i resti di un insediamento di 'case lunghe'. Autrice della scoperta la ricercatrice americana Sarah Parcak, che ha esaminato alcune foto infrarosse delle coste canadesi dai satelliti Worldview, orbitanti a 600 chilometri di quota, notando a Point Rosee le tracce dei tipici insediamenti degli 'uomini del nord'.
Recatisi sul posto, la Parcak e il collega Douglas Bolender hanno scavato a colpo sicuro, trovando fondamenta in pietra e indizi di metallurgia, come scarti ferrosi e lapidi annerite da prolungate braci.
Leggi anche: Oak Island, il mistero della spada romana
giovedì 7 aprile 2016
Vichinghi in Canada, un articolo su "Libero"
Labels:
archeologia,
Douglas Bolender,
Sarah Parcak,
storia,
Terranova,
vichinghi
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
