Ryan Reynolds sta bene dopo la brutta avventura occorsagli all'uscita dal proprio hotel a Vancouver, ed è così tornato sul set del film "Deadpool". Il 38enne attore canadese era stato infatti investito da un paparazzo venerdì nel parcheggio dello Shangri-la Hotel, a Vancouver.
L'uomo, al volante di un'auto, non si è fermato ed è "scappato via", ha fatto sapere Reynolds in un comunicato, riferendo comunque di stare bene. Conferme sono arrivate anche dalle forze di polizia, che hanno aperto un'indagine e hanno preso in custodia un uomo di 52 anni.
Dallo Shangri-la Hotel, la responsabile delle relazioni con il pubblico ha riferito di un "ospite" coinvolto "in un incidente automobilistico" nel garage, sottolineando che i soccorsi sono stati immediatamente chiamati.
Reynolds si trova nella sua città natale per girare il sequel di "X-Men", "Deadpool", che uscirà nelle sale cinematografiche nel 2016. (foto: Instagram)
martedì 14 aprile 2015
Ryan Reynolds sta bene e torna sul set di "Deadpool"
Labels:
attori canadesi,
cinema,
Deadpool,
Ryan Reynolds,
X-Men
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
