L'ebola non è certamente una malatia da prendere sottogamba, come pare invece fare il governo italiano, i cui confini nei confronti di chi arriva da Paesi esposti al contagio sono ormai ridotti peggio di un groviera in decomposizione.
Il governo canadese, per esempio, ha consigliato ai suoi cittadini di lasciare immediatamente le nazioni più colpite dall'epidemia, prendendo allo stesso tempo misure per controllare ai suoi confini gli ingressi da questi stessi Stati.
"Stiamo chiedendo ai canadesi che vivono in Sierra Leone, Guinea e Liberia di prendere in considerazione di lasciare" questi Paesi con voli commerciali "finché questi sono ancora disponibili", ha detto il ministro della Sanità di Ottawa, Rona Ambrose.
Intanto, ancora il Canada si distingue nella lotta al virus. Uno dei due vaccini 'promettenti' segnalati dall'OMS è infatti quello sviluppato dall'Agenzia di Sanità Pubblica Canada a Winnipeg, la cui licenza di commercializzazione è di proprietà della NewLink Genetics.
domenica 12 ottobre 2014
Ebola, anche il Canada lancia l'allarme
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
