La Chiesa anglicana canadese ha respinto una mozione per riconoscere le nozze gay. Il suo sinodo generale ha respinto una mozione volta a modificare
la sua definizione di matrimonio come "unione tra uomo e donna"
per aprire alle nozze omosessuali, legali nel Paese dal 2005.
Per entrare in vigore, la proposta doveva ottenere i due terzi
dei voti nei tre Ordini (vescovi, preti e laici) e poi essere
convalidata nelle due riunioni consecutive del sinodo. Dopo
essere stata approvata nel 2016, stavolta la proposta non è
passata: nonostante la larga maggioranza ottenuta tra preti e
laici, tra i vescovi la mozione non ha ottenuto il sostegno
richiesto.
Un'altra misura adottata a Vancouver, dove il sinodo si
svolge fino a martedì, ha tuttavia lasciato un certo margine
di manovra alle diocesi per celebrare nozze omosessuali.
La
Chiesa anglicana canadese conta più di 500mila fedeli,
raggruppati in 1.700 parrocchie. (fonte: AGI)
lunedì 15 luglio 2019
Chiesa anglicana canadese, no alle nozze gay
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
