Se non fosse che ormai il vecchio refrain del politically correct lo si è capito da anni, saremmo tentati di credere all'articolo pubblicato dal giornale canadese Star, intitolato "Il Canada ha consentito un genocidio - dice un rapporto sulle donne e ragazze indigene scomparse o assassinate".
Un titolo da brividi, raccolto direttamente dall'edizione di Vancouver, a firma di Jeremy Nuttall.
Nell'articolo vengono tirate in ballo in maniera piuttosto generica le istituzioni canadesi e la loro incapacità di ascoltare le 'necessità' degli indigeni (che poi sarebbero quelli che noi chiamiamo 'indiani').
La chiave dell'articolo ruoterebbe, secondo l'autore, attorno al concetto espresso in queste righe: "The resulting report — titled Reclaiming Power and Place — explores the systematic failures of Canada's institutions to protect Indigenous women as well as breaches of Indigenous rights that contribute to harm against them". In pratica, istituzioni cattive e incapaci di proteggere le popolazioni 'native'. Scorrendo l'articolo, ancora non si capisce quale sia il punto, perché e dove sia la relazione fra le sparizioni delle donne, gli omicidi e la violenza cui vengono sottoposte e le presunte 'colpe' del governo canadese. In un contesto, quello dei 'nativi' nordamericani, che vede, questo è certo, un'endemica percentuale di crimine vari compiuti dai pellerossa, e non certo per colpa del governo, ma per una cronica situazione di disagio, disoccupazione e alcolismo che ne minano molto speso il vivere quotidiano (chiedere in particolare ai cittadini del Manitoba).
La chiosa dell'articolo è però illuminante e tende a fare capire l'obiettivo del giornalista, che esprime chiaramente lo 'Star-pensiero', come sempre collegato a quella sinistra libertaria che serpeggia da sempre nell'ipocrita Canada degli elettori di Justin Trudeau: "Genocide is the sum of the social practices, assumptions and actions detailed within this report," reads the executive summary. "As many witnesses expressed, this country is at war, and Indigenous women, girls and 2SLGBTQQIA (two-spirit, lesbian, gay, bisexual, transgender, queer, questioning, intersex and asexual) people are under siege". Ecco il punto: ma quali donne scomparse o assassinate? Il vero motivo di tanta discriminazione è legato ai problemi di gay, lesbiche, trans e transgender, insomma, i cosiddetti 'diversi'. Ma cosa tutto questo c'entri con le sparizioni delle donne non è dato saperlo.
sabato 1 giugno 2019
Indigene scomparse e uccise, lo Star accusa il governo
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
