Sarà Montreal a ospitare, questa sera, la finale in gara unica della Supercoppa francese (Trophée des Champions) tra i campioni di Francia del Paris Saint Germain e i vincitori della Coppa nazionale dell'Olympique Lione.
Una trasferta molto sui generis, visto che la lingua della città quebecoise è, appunto, il francese, sebbene con un accento diverso da quello parlato in terra transalpina.
Allo Stadio Saputo (il cognome del presidente della squadra di calcio degli Impact), alle ore 21 europee, davanti a 20mila spettatori, il PSG farà scendere in campo Zlatan Ibrahimovic, in odoredi trasferimento al Milan, mentre saranno assenti Ezequiel Lavezzi e Javier Pastore. In caso di vittoria i parigini otterrebbero la loro terza supercoppa di fila.
Il trofeo viene ospitato da Montreal per la seconda volta: nel 2009 il Bordeaux superò il Guingamp per 2-0. (foto sito ufficiale Paris Saint Germain)
Il trailer della tv candese in lingua francese, che trasmetterà la gara in diretta:
sabato 1 agosto 2015
PSG-Lione, a Montreal gioca anche Ibra
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
