Va in scena questa sera al Teatro dell'Arte di Milano il concerto di Feist, 41enne cantautrice canadese originaria della Nova Scotia. Ne parla in maniera dettagliata Luca Testoni in un suo articolo pubblicato oggi su "Il Giornale".
"Passata dal punk-rock egli esordi di Calgary, quando suonava in una band di nome Placebo (solo omonima del bel più famoso trio di Brian Molko), all'indie-rock del collettivo di Toronto Broken Social Scene (con il quale è proprio tornata a cantare assieme di recente in occasione dell'album "Hug of Thunder"), Feist, che nel suo vorticoso zigzagare artistico ha pure collaborato con l'eccentrico produttore-polistrumentista Chilly Gonzales e con una rapper sui generis come Peaches, ha in seguito trovato la sua strada dedicandosi a distillare canzoni d'autore elettriche con le quali esprimere, sempre con approccio romantico e disincantato, gli alti e i bassi della sua quotidianità. Perciò, non stupisce che sia la stessa artista ad aver realizzato tante hit dalle atmosfere giocose come "1234", "I Feel It" e "Mushaboom" quanto un disco volutamente scarno e crudo come il nuovissimo "Pleasure". Al contrario di quello che sembrerebbe lasciar presagire il titolo (piacere, ndr), il quinto album in carriera, registrato volutamente «sporco», come se fosse un provino, sembra sia stato composto per esorcizzare la sua uscita dal tunnel della depressione e, perché no, confrontarsi su grandi temi, come il senso della vita".
In calce pubblico questo piacevole brano della cantautrice, al secolo nata come Leslie Feist, nata a Amherst, "My Moon My Man".
Visualizzazione post con etichetta musica canadese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica canadese. Mostra tutti i post
lunedì 31 luglio 2017
Feist in concerto al Teatro dell'Arte di Milano
Labels:
cantanti canadesi,
Feist,
Il Giornale,
Luca Testoni,
musica,
musica canadese,
Teatro dell'Arte
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
domenica 2 aprile 2017
Juno Awards, assegnati a Ottawa i premi della musica canadese
Sono stati assegnati a Ottawa i Juno Awards, i premi canadesi della musica. All'Ottawa's Shaw Centre il grande sconfitto è stato Drake, che non ha portato a casa nessuna 'statuetta'. Mattatore della serata, invece, è stato Gord Downie, frontman dei Tragically Hip, condannato tragicamente da un cancro al cervello, che ha ricevuto ben tre premi.A premiarlo, sul palco, la sensuale e affascinante Chantal Kreviazuk.
Ancora ai Tragically Hip è andato il titolo di miglior album rock dell'anno. Il premio di artista dell'anno è andato al defunto Leonard Cohen, confermando così come, in questa edizione, si sia puntato sulle onorificenze 'in memoriam' o quasi. A ritirare il premio di Cohen è stato il figlio, Adam, che ha sottolineato, non senza una tagliente ironia: "Molti artisti internazionali trovano un sacco di scuse per non partecipare ai Juno Awards, ma credo che mio padre abbia trovato la migliore".
Per Drake nemmeno la soddisfazione di ricevere il premio per il miglior album rap, andato a Jazz Cartier,
Fra i tantissimi premi assegnati, meritano una segnalazione quelli vinti dal gruppo torontino 'indie' The Strumbellas (miglior singolo), dai Coldplay (miglior album internazionale), dai The Dirty Nil (miglior gruppo emergente), dal giamaicano (ma ora torontino) da Exco Levi (miglior album reggae) e da Sarah McLachlan, che in questo 2017 è entrata ('indotta'...) nella Canadian Music Hall of Fame, che si è imposta nella categoria 'adult contemporary album of the year'.
Ancora ai Tragically Hip è andato il titolo di miglior album rock dell'anno. Il premio di artista dell'anno è andato al defunto Leonard Cohen, confermando così come, in questa edizione, si sia puntato sulle onorificenze 'in memoriam' o quasi. A ritirare il premio di Cohen è stato il figlio, Adam, che ha sottolineato, non senza una tagliente ironia: "Molti artisti internazionali trovano un sacco di scuse per non partecipare ai Juno Awards, ma credo che mio padre abbia trovato la migliore".
Per Drake nemmeno la soddisfazione di ricevere il premio per il miglior album rap, andato a Jazz Cartier,
Fra i tantissimi premi assegnati, meritano una segnalazione quelli vinti dal gruppo torontino 'indie' The Strumbellas (miglior singolo), dai Coldplay (miglior album internazionale), dai The Dirty Nil (miglior gruppo emergente), dal giamaicano (ma ora torontino) da Exco Levi (miglior album reggae) e da Sarah McLachlan, che in questo 2017 è entrata ('indotta'...) nella Canadian Music Hall of Fame, che si è imposta nella categoria 'adult contemporary album of the year'.
Labels:
Chantal Kreviazuk,
Coldplay,
Drake,
Gord Downie,
Juno Awards,
musica,
musica canadese,
The Tragically Hip
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
lunedì 28 dicembre 2015
Buon Natale con Michael Bublé sugli schermi di Sky
![]() |
| Michael Bublé |
Il canadese nato a Vancouver, di origini italiane (un po' veneto, un po' abruzzese), ha duettato insieme ad altre 'stelle' della musica nel suo programma natalizio andato in onda sugli schermi di Sky, intitolato "Christmas in Hollywood".
Una serata magica, rallegrata da quasi un'ora di musica natalizia e dalla voce di un'altra canadese eccellente, Celine Dion.
Labels:
Celine Dion,
Michael Bublé,
musica,
musica canadese,
Natale,
Sky
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
giovedì 17 dicembre 2015
Neil Young alle Terme di Caracalla nel 2016
![]() |
| Neil Young |
Neil Young - uno dei più influenti ed estroversi cantanti-autori della sua generazione, uno dei pochi veterani del rock con la carica e la vitalità di un giovane musicista - salirà sul palcoscenico delle antiche Terme accompagnato dai Promise of The Real, la band di Lukas Nelson (figlio di Willie Nelson), in cui suonano Anthony Logerfo, Corey McCormick e Tato Helgor, con cui ha realizzato l'ultimo lavoro "Monsanto Years".
Neil scaverà a fondo nel suo catalogo estraendo brani storici, come non faceva da anni: "Alabama", "After the Gold Rush", "Human Highway", "My My, Hey Hey (Out of the Blue)" e "Harvest Moon" sono soltanto alcune delle canzoni che potrebbero tornare in scaletta dopo decenni passati in soffitta.
I biglietti per il concerto di Neil Young saranno in vendita da sabato 19 dicembre 2015, presso il botteghino del Teatro dell'Opera, con prezzi che variano da 90 a 150 euro. (fonte: AdnKronos)
Labels:
cantautori,
musica,
musica canadese,
Neil Young
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
martedì 29 settembre 2015
Michael Burgess addio, se ne va il 'tenore hockeista'
Il tenore canadese Michael Burgess è morto all'età di 70 anni.
Il cantante, nato a Regina, nel Saskatchewan, si è spento in un ospedale di Toronto circondato dai familiari dopo una lunga malattia.
Burgess aveva ricoperto anche ruoli di scena, come nel caso del suo 'Jean Valjean' nella produzione torontina dei "Miserabili".
Grande appassionato di hockey, aveva spesso cantato l'inno di apertura delle partite dei Toronto Maple Leafs all'Air Canada Centre, e fu il primo a cantare "O Canada" prima di un incontro delle World Series di baseball.
Il cantante, nato a Regina, nel Saskatchewan, si è spento in un ospedale di Toronto circondato dai familiari dopo una lunga malattia.
Burgess aveva ricoperto anche ruoli di scena, come nel caso del suo 'Jean Valjean' nella produzione torontina dei "Miserabili".
Grande appassionato di hockey, aveva spesso cantato l'inno di apertura delle partite dei Toronto Maple Leafs all'Air Canada Centre, e fu il primo a cantare "O Canada" prima di un incontro delle World Series di baseball.
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
martedì 22 settembre 2015
Buffy Sainte-Marie, suo il miglior disco canadese 2015
![]() |
| Buffy Sainte-Marie |
Buffy Sainte-Marie ha vinto l'edizione 2015 dei Polaris Music Prize, svoltasi a Toronto.
L'album "Power In the Blood" è stato infatti dichiarato miglior disco canadese del 2015.
Assieme alla vittoria, per la cantautrice canadese arrivano anche un assegno da 50mila dollari (ovviamente canadesi) e la possibilità di esibirsi assieme alla Toronto Symphony Orchestra.
Dietro di lei si sono classificati gli album "If You're Reading This It's Too Late", di Drake, e "Goon", di Tobias Jesso Jr.
La Sainte-Marie, 74 anni, è una aborigena (cioè, indiana) nata in una riserva Piapot nella Qu'Appelle valley (Saskatchewan, nel Canada centrale). Adottata dai coniugi Sainte-Marie, ha trascorso infanzia e adolescenza nel Maine.
Le sue canzoni hanno da sempre toccato i temi cari i diritti dei nativi americani.
Labels:
aborigeni,
Buffy Sainte-Marie,
diritti civili,
indiani,
musica,
musica canadese,
nativi,
Polaris Music Prize,
Power in the Blood
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
Iscriviti a:
Post (Atom)





